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La storia di Gentile il birichino

Il settimo Presidente della Repubblica italiana, Sandro Pertini, congratulandosi con lui per la vittoria ai Mondiali di Spagna del 1982, lo definì un ‘birichino’. Eppure la fama da duro dovuta alle pressanti marcature su Maradona o Zico non è propria dell’ex terzino della nazionale e della Juve, Claudio Gentile, che in carriera ha collezionato appena un cartellino rosso. Il bianconero ha presentato la sua autobiografia “E sono stato Gentile” al Circolo dei Lettori di Torino; tanti i temi affrontati per una carriera davvero pazzesca. Claudio Gentile è nato a Tripoli, capitale della Libia, nel 1953 ed è cresciuto insieme alla sua famiglia che lavorava nei pozzi petroliferi del Nord Africa. Di quel tempo Gentile ricorda di quando uno zio portò a casa un cucciolo di gazzella per farla accudire, il piccolo Claudio procurò all’animale una bacinella d’acqua, ma vedendo che la gazzella non beveva, per aiutarla le versò una bottiglia d’acqua a forza giù per la gola: purtroppo morì, le gazzelle infatti non bevono se non dopo un lungo periodo. All’età di 8 anni fece ritorno in Italia e con la sua famiglia si stabilì nel comasco. Da qui cominciò la sua attività agonistica che lo portò alle giovanili del Varese. Dopo un anno in prestito, disputò un campionato di serie B con i varesotti risultando tra i migliori giovani del torneo. Tra l’altro il tuttofare della società lombarda in quel periodo era un certo Beppe Marotta. Le grandi squadre lo notarono, alla fine lo prese la Juventus. Dal 1973, Gentile disputò 11 stagioni con i bianconeri vincendo praticamente tutto, Coppa dei Campioni a parte, così come ben ricorda il suo primo giorno di allenamento a Villar Perosa: «L’Avvocato Agnelli venne a farci visita, io per timidezza mi nascosi dietro a Zoff e Morini che erano i più alti, ma non passai inosservato perché chiese subito dov’era quel libico che aveva comprato». Appese le scarpe al chiodo, Gentile ha intrapreso la carriera di allenatore per le varie selezioni nazionali. Arrivato alla guida dell’Under 21 per sostituire l’amico ed ex compagno di squadra Marco Tardelli e vincendo l’Europeo di categoria nel 2004. Ma due anni più tardi ci fu lo strappo, Gentile in scadenza di contratto con l’Italia ebbe una proposta concreta di allenare la sua Juventus, ma i vertici della Federazione gli chiesero di attendere salvo poi non rinnovargli la fiducia. Da lì una battaglia legale andata avanti ad oltranza che ha stroncato la sua carriera in panchina. Insomma, una storia bella che tra alti e bassi ha saputo forgiare la carriera di un uomo che non ha mai mancato di dire sempre ciò che pensa.

Jacopo Bergeretti

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  Scritto da redazione_piemonte il 08/05/2016
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