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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Tattica e mentalità, aspetti essenziali

Anche senza un organico di prima qualità si possono ottenere buoni risultati e compensare i limiti tecnici con un’organizzazione di gioco che deve poter contare su perfetti sincronismi, smarcamenti individuali e collettivi, velocità di esecuzione, ritmo, movimenti compatti. Così facendo crescono le convinzioni, la forza del gruppo e l’autostima dei giocatori. Per ottenere tutto ciò l’allenatore deve avere personalità, idee chiare, capacità di trasmettere motivazioni, lavorare sull’orgoglio, insomma deve dimostrare di essere anche un ottimo psicologo.

Campioni si nasce, ma con ferrea volontà, spirito di sacrificio, umiltà e determinazione Giaccherini si diventa. Emanuele, 31 anni, 167 cm di altezza, è giocatore più di quantità che di qualità, ciononostante dal suo cilindro ogni tanto esce qualche giocata d’autore. Ricopre con profitto più ruoli: ala, interno o terzino. E’ generoso, instancabile, duttile e garantisce un contributo di grande sostanza. La sua escalation è iniziata nel Cesena in Serie B e poi nella seconda stagione, a 25 anni, sempre con i romagnoli debutta in Serie A (36 presenze e 7 gol). L’anno successivo, nel 2011, viene acquistato dalla Juventus. E’ un buon dodicesimo spesso poco utilizzato (40 presenze e 4 gol), ma quando la società bianconera dopo due anni lo cede al Sunderland, Conte si arrabbia. In Inghilterra, in un calcio privo di esasperati tatticismi prevale il gioco muscolare e Giak, complice anche un infortunio, ha accusato diverse difficoltà.

Il suo score in Premier League: 32 presenze e 4 gol. E’ ancora Conte, ct della Nazionale, a consigliare a Furio Valcareggi, il suo procuratore, di riportarlo in Italia. E allora Emanuele va al Bologna dove trova l’ambiente ideale per rilanciarsi. La società felsinea però non ha ancora versato i 5 milioni per il riscatto. Conte, suo sostenitore, lo ha convocato in Nazionale. E lui ha ripagato la fiducia con prestazioni di grande intensità. Nella graduatoria degli azzurri che contro il Belgio hanno corso di più, Giak è secondo. Ultima perla in ordine di tempo proprio contro il Belgio: lancio di 40 metri di Bonucci, Giaccherini si inserisce in area: stop di sinistro e finta, poi conclusione rasoterra vincente di destro. Per completare l’opera devia una conclusione a botta sicura di un giocatore belga e poi innesca l’azione del 2-0. Con la Svezia non ha brillato, ma è riuscito a confezionare una pregevolezza tecnica in tanto grigiore: cross pennellato per la testa di Parolo che ha centrato la traversa. In Nazionale ha il record del gol più veloce (19”, contro Haiti). Con la maglia azzurra ha totalizzato 27 partite (4 gol e 4 assist).

Si parla di valorizzare i giovani, ebbene il Pescara di Massimo Oddo ci è riuscito con ragazzi che nel corso del campionato si sono resi protagonisti di partite a tratti addirittura spettacolari. La sua squadra si è distinta per il palleggio e per i continui inserimenti di esterni e centrocampisti. Lapadula è il fiore all’occhiello. E’ andato a bersaglio in tutti i modi. Ha forza fisica, tecnica, grinta, capacità di muoversi nei tempi e nei modi giusti e di aprire spazi per l’inserimento dei compagni. Non è un giovane di primo pelo, ma il gioco di Oddo gli ha consentito di esplodere e di realizzare 30 gol. Bene, anzi molto bene, Caprari (13 gol) ma anche Verre, Mandragora e Benali, elementi tecnicamente dotati. Elogi anche a Memushaj (11 gol stagionali), Zampano e Torreira, tutti giocatori rilanciati alla grande dopo stagioni con molte ombre e poche luci nelle loro squadre di appartenenza. E qui bisogna dare atto che la Serie B è una palestra molto formativa. La filosofia di Massimo Oddo: «Un allenatore deve adattarsi ai giocatori che gli mettono a disposizione. Contano la qualità, la fisicità e l’esperienza. Bisogna capire che materiale si ha e sfruttarlo. E’ fondamentale saper convincere i giocatori a fare determinate cose. I valori mentali sono quelli più importanti da coadiuvare col talento. La testa fa tanto. L’entusiasmo, la convinzione, l’autostima e la positività sono molto importanti e l’allenatore deve trasmetterle alla squadra. Per migliorare il singolo è necessario il lavoro del collettivo».

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 25/06/2016
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