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Un'estate in retromarcia: Scuola calcio, che dubbi

Un'estate, calcisticamente parlando, che sembra non trovare un angolo di ombra e di fresco, tra deroghe promesse e ritirate, nuovi campionati proposti e cancellati e la sempre più discussa riforma della Scuola Calcio prevista per la stagione 2017/18 che, a sorpresa, trova tra i più dubbiosi anche il presidente del Comitato regionale lombardo Giuseppe Baretti. Se il retrofront sulle deroghe alle società che ormai di professionistico hanno ben poco, se non nel loro passato non più tanto recente, è capibile, in Lombardia l'idea di un girone ad hoc per le squadre 2001 con la prima formazione in Serie D poteva essere una buona idea, sicuramente però non proposta da una piccola nicchia di realtà come è successo e tantomeno senza confrontarsi apertamente con tutte le parti in causa. Sull'annosa questione Scuola Calcio è dal Piemonte che arrivano le prime decisioni controcorrente e in dissidio tra loro: se il coordinatore regionale Sgs Latiana precisa che per i classe 2008 della prossima stagione non sarà previsto un campionato vero e proprio ma piuttosto un'attività calendarizzata tramite l'organizzazione di giochi, partitelle settimanali senza la creazione di veri e propri gironi e campionati, i due principali Tornei organizzati dalla regione prendono strade diverse aumentando così la disparità di trattamento di una categoria che doveva rappresentare il primo anno di Pulcini. Gli organizzatori del Superoscar, manifestazione storica torinese con tutte le migliori 16 società a contendersi il trofeo con tornei dedicati a tutte le categorie, ha tenuto in standby l'approvazione della partecipazione dei 2008 fino a questa settimana, quando ha deciso per non coinvolgere l'annata in questione; altra strada quella intrapresa dal Grande Slam, che ha deciso di far disputare il proprio torneo alla categoria, senza stilare una vera e propria classifica ma allargando i gironi sulla filosofia che sarà poi adottata durante l'anno facendo giocare incontri 5 contro 5, strutturati con giochi e partitelle. Dalla Lombardia si alzano invece i dubbi di Giuseppe Baretti circa la conformazione del prossimo campionato di Esordienti Fair Play che nel 2017 giocheranno 9 contro 9 anziché 11 contro 11: «Qui si parla di confronto con i club di tutta Europa ma in Italia le società vivono spesso realtà difficili, con problemi economici e strutturali per cui mi viene difficile poter fare un paragone. Inoltre chi ha avvallato questa riforma spesso vanta organici di Esordienti di qualità superiore alla media e sicuramente per questo genere di formazioni giocare a 9 può essere un vantaggio ma non so se lo sia per la categoria in generale».

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  Scritto da redazione_piemonte il 05/08/2016
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