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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Juve e Toro in vetta a punteggio pieno dopo i primi 180' di campionato

La Mole guarda il campionato dall'alto. La piacevole quanto pienamente legittima sorpresa dei primi due turni della serie A è il primato in classifica delle torinesi a pari merito con l'Inter di Conte, che sembra essere già riuscito a portare sulla sponda nerazzurra milanese un po' di sano pragmatismo bianconero. Vetta raggiunta attraverso scalate per due vie differenti, ma che fa riassaporare, almeno per quindici giorni grazie alla sosta per le Nazionali, gioie e positive rivalità che lungo il Po non si gustavano da almeno una trentina d'anni.

Juve da brividi contro il Napoli. Gara folle stile montagne russe, con “prestazionisti” che, non si sa fino a che punto, si sono spellati le mani dagli applausi e “risultatisti” vecchio stile costretti a ricorrere ai cardiotonici e già preoccupati dalla nuova piega che potrebbero prendere le future prestazioni juventine. Lato positivo della medaglia il dominio assoluto della prima ora di gioco, in cui in campo si è vista una squadra sola, con il Napoli annichilito e lontano parente del rivale numero uno per lo scudetto come è stato dipinto per l'ennesima volta durante la preparazione estiva.

Dopodiché la presunzione di avere già archiviato la pratica ha giocato un brutto scherzo ai campioni d'Italia, vittime di un inconsueto crollo mentale prima ancora che fisico. La rete di Manolas ha mandato in cortocircuito i bianconeri facendo affiorare inspiegabili fragilità e mettendo, assieme agli altri gol partenopei di Lozano e Di Lorenzo, il dito nella piaga di un assetto difensivo da ricostruire (imbarazzanti le due segnature incassate sugli sviluppi di altrettanti calci piazzati portandosi l'avversario nell'area piccola, quanto gli errori nello scalare le chiusure sul contropiede del 2-3).

Caduta nel baratro di una figuraccia storica, la Juve è riuscita a risalire la china grazie alla buona sorte ed al proprio orgoglio. La prima ha calzato i panni di un Napoli incredulo e forse appagato dall'aver completato la clamorosa rimonta, che nel finale ha rinunciato, probabilmente anche per mancanza di energie, a tentare di sferrare il colpo del k.o. sino a cadere a causa dell'autogol d'autore di Koulibaly, emulo nella circostanza dei maestri Niccolai e Morini. Il secondo ha spinto i bianconeri a cercare il successo fino alla fine nel convulso epilogo, venendo premiati da tre punti pesantissimi e ormai insperati.

La sosta giunge opportuna per completare la fase di rodaggio: alla Continassa urge ritrovare quanto prima la solidità difensiva tattica e mentale, per non rischiare di vanificare un potenziale offensivo devastante. Non sempre la squadra di Sarri riuscirà a segnare un gol in più di quelli che subirà.

Campane a festa in casa granata e Toro sulla cresta dell'onda come non accadeva dal brillante avvio della stagione 2015/2016. La squadra di Mazzarri non ha accusato il colpo dell'eliminazione dai play-off di Europa League al termine del doppio confronto con un Wolverhampton apparso più avanti nella condizione e nel complesso superiore. Belotti e compagni, dopo avere fornito una prestazione comunque positiva in Inghilterra che ha consolidato le loro convinzioni, hanno compiuto una vera e propria impresa in casa dell'Atalanta.

Carattere, determinazione agonistica e una già pregevole condizione atletica, unite alla concretezza in fase realizzativa, sono state sono state le armi che hanno permesso al Torino di fronteggiare i ritmi elevati e le accelerazioni imposti dalla Dea soprattutto nella prima frazione, ribattendo colpo su colpo fino a ribaltare l'esito dell'incontro e ad assaporare l'inebriante aria del vertice della classifica.

Dei granata, che in questo avvio di stagione sono anche chiamati a fronteggiare un numero non indifferente di infortuni, hanno colpito in positivo la compattezza difensiva indipendente dagli interpreti schierati, un centrocampo sempre più a suo agio nelle due versioni di “lotta” e di “governo che se avesse ancora un regista puro compirebbe il definitivo salto di qualità, la capacità di sfruttare, spesso con inserimenti vincenti dalle retrovie, le situazioni da calcio piazzato e l'intesa offensiva, dove Berenguer è apparso più ancora di Zaza la spalla migliore per capitan Belotti.

Ingaggiato Ujkani come “dodicesimo” di sicuro affidamento, dalle ultime ore di mercato potrebbe arrivare la ciliegina sulla torta di un esterno offensivo di talento e fantasia che aumenterebbe ulteriormente il tasso tecnico di un organico già ora in grado di lottare fino in fondo per un posto in Europa. Intanto, il Toro si gode il primato e potrà lavorare durante la pausa per affinare la condizione e consolidare le proprie ambizioni. Alla ripresa, complice anche un calendario sulla carta favorevole, non sarà affatto vietato pensare di poter continuare a guardare tutti dall'alto.

 

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  Scritto da Luca Ceste il 02/09/2019
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