Aspettando Chieri-Albalonga di Coppa Italia: una Pasqua pallonara a Colle Val d’Elsa e Pontedera

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Sarà l’Albalonga l’avversario del Chieri nella finale secca della Coppa Italia di serie D 2016-2017. La squadra di Albano Laziale ha infatti battuto al “Pio XII” per 4-1 il più quotato Bisceglie nel ritorno della seconda semifinale. L’andata era finita 0-0. Le finaliste si somigliano: colore sociale azzurro e colori sociali biancazzurro; entrambe sono al momento fuori dai playoff: Albalonga settima ma ancora in gioco in un girone G che vede in testa l’Arzachena; il Chieri sta ben peggio. Inizialmente fissata per sabato 13 maggio, l’inedita sfida era stata ufficialmente spostata a sabato 20 maggio, con inizio alle ore 15. Dove si giocherà. Lo stadio comunale “Gino Bozzi”, già noto come “delle Due Strade” ed erroneamente anche come “Bruno Buozzi”, è un impianto sportivo di Firenze. Ospita le partite interne delle squadre calcistiche Porta Romana (Eccellenza Toscana) e la gloriosa (disputò la serie C unica, per importanza il terzo campionato nazionale) Rondinella Marzocco (Seconda Categoria Toscana). Dalla stagione 2013-14 vi gioca gli incontri casalinghi anche la Fiorentina Primavera. Il 2 febbraio 2016, la Giunta comunale ha confermato ufficialmente l’intitolazione alla memoria del partigiano defunto, sopprimendo l’errata denominazione di “stadio Bruno Buozzi” che si era affermata per anni pur non avendo mai avuto una ragione logica di esistere. Lo stadio è sito nel Quartiere 3 di Firenze, presso la frazione Galluzzo, nella via dedicata a Stefano Borgonovo (in precedenza via Ximenes). Dopo una necessaria ristrutturazione nel 2013, l’impianto ha una capienza di 3.800 posti, è dotato di una tribuna centrale coperta, una tribuna laterale scoperta, un settore ospiti, una curva e una gradinata di fronte alla tribuna; nel sottotribuna si trovano la sede della società Porta Romana, gli spogliatoi, una palestra, i servizi igienici, l’infermeria, la lavanderia ed un bar. Il campo di gioco è in erba sintetica e misura metri 105×65. Il Comune di Firenze ha messo l’impianto a disposizione della Lega Nazionale Dilettanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio per realizzare il “Centro di formazione federale” per la promozione dell’attività dilettantistica, giovanile e femminile, con la formazione e la qualificazione degli operatori sportivi. Tale centro è stato inaugurato il 23 ottobre 2013 alla presenza del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, del presidente della Lega, Giancarlo Abete, del presidente della Lega Dilettanti, Carlo Tavecchio e del presidente del “Comitato regionale Toscana LND”, Fabio Bresci. Vi sono previste gare della Nazionale Under 21, gare delle fasi finali del calcio Dilettanti e gare della Nazionale femminile.

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, cioè con il pallone che rotola sempre e comunque, anziché stare ad ammuffire in magazzino. Approfittando delle vacanze parentali in Toscana e dei turni infrasettimanali programmati nei vari campionati, in vista delle primo weekend primaverile del 2017, era a dir poco scontato il dover verificare di persona almeno un paio di tipologie di aria calcistica che “tirava, tira e tirerà da quelle parti”. Prima tappa: da Santa Maria a Monte, paese che ha dato i natali a Romano Fogli, classe 1937, già “ragazzo del Filadelfia”, poi colonna di Bologna. Milan e Nazionale, a Colle Val d’Elsa, provincia di Siena, per Colligiana-Ravenna, serie D-girone D, finita 0-2. Settanta chilometri o giù di lì contraddistinti da una lunga sequela di panorami mozzafiato per chi non guidava e da una sorta di “via crucis” anticipata per chi stava al volante. Il percorso prescelto, via San Miniato al Tedesco, Castelfiorentino, Certaldo e Poggibonsi, era infatti disseminato di rotonde, varianti, allacciamenti, traffico pesante e velox. Gli impianti sportivi di Colle Val d’Elsa sono inseriti in un ampio quartiere non poco distanziato dal nucleo storico medievale. Vi spicca lo stadio “Gino Manni”, dotato perfino di un ristorante. Peccato che, per accedere alle tribune, il pubblico locale ed ospite abbia dovuto attendere un’apertura della biglietteria avvenuta solo 20 minuti prima dell’inizio della partita. Ma non sempre chi va piano va sano e lontano. Confronto particolare, tra squadre mai affrontate dal Chieri. Numero “9” di una Colligiana dalla classifica tranquilla ma non per questo demotivata, sebbene troppo lemme per gli scatenati avversari, il veterano Lorenzo Crocetti, classe 1983, in carriera 372 presenze e 118 reti (di cui 16 e 11 nel campionato in corso), con addirittura 3 gettoni in serie A: 1 nella Fiorentina e 2 nel Perugia. Nell’occasione era parecchio giù di corda. Nel Ravenna (nella foto l’esultanza a fine partita dei romagnoli), un paio di ex del Chieri e tre figli d’arte. Gli ex: Antonio Broso, numero 9, 6 reti in 14 partite disputate da quando è arrivato in Romagna, ma lungodegente per un problema muscolare; Aron Giacomoni, difensore centrale, utilizzato in corso d’opera col numero 13. I figli d’arte: Ballardini (numero 2, classe 1991), vice capitano; Mandorlini (numero 6, 1983), capitano; Graziani (numero 11, 1982). Elia Ballardini è figlio di Davide; Davide Mandorlini è figlio di Andrea ed ha giocato in serie B col Ravenna e col Gallipoli; Ivan Graziani è figlio di Francesco detto “Ciccio”. La rete della sicurezza, dopo lo 0-1 di Forte (numero 8, classe 1990), tuttavia, la metteva a segno, udite udite, un autentico “matusa”: Riccardo Innocenti, classe di ferro 1974, 665 presenze e 246 reti in carriera, entrato nella ripresa sullo 0-0 con il numero 20. Tanto di cappello, a lui ed al collettivo di Mauri Antonioli, che raccoglieva i frutti di una prestazione come minimo autoritaria! Grazie a questa fondamentale affermazione ed ai responsi scaturiti in contemporanea dagli altri campi il Ravenna coronava così, proprio davanti ai nostri occhi, un lungo inseguimento, sorpassando l’Imolese: da nuovo leder del girone D ci infondeva per l’immediato futuro quella fiducia propria di chi si sente forte e respira a pieni polmoni l’aria buona del vincente.

Seconda tappa. Tanti saluti e baci al Senese e viaggio di ritorno, il più veloce possibile, perché il chilometraggio non era meno corto del precedente e piuttosto tortuoso, verso il Volterrano, lambendo Terricciola e Laiatico (patria di Bocelli) e toccando La Sterza e Peccioli, in direzione di Pontedera, per Pontedera-Giana Erminio di Lega Pro-girone A. Rientravamo in provincia di Pisa e si parcheggiava al “Mannucci” giusto in tempo. Entrambe le squadre sono state in passato avversarie del Chieri in serie D: i granata pontederesi, quattro volte nel corso degli Anni Sessanta, con due vittorie ciascuno; i biancazzurri di Gorgonzola due volte nel campionato 2013-14, il primo dell’era Gandini: 3-1 per i lombardi all’andata e addirittura 2-5 nel ritorno al “De Paoli”. Le matricole avevano vinto quel torneo alla grande, mettendo in fila RapalloBogliasco, Borgosesia, Caronnese, Lavagnese, Chieri (estromesso dai playoff) e Vado. Da allora alla Giana non solo è riuscita l’impresa ardua e rara di permanere in Lega Pro, ma è perfino entrata a far parte della “crema” (ovviamente al mascarpone…) di questa complicata competizione. Gli ospiti non perdevano infatti in campionato dal 12 febbraio e tuttavia il Pontedera, dopo un inizio titubante, li ridimensionava per davvero, piazzando un micidiale uno-due che gli consentiva di ipotecare una salvezza considerata fino a poche settimane prima difficilmente raggiungibile. Ospiti troppo supponenti, col “monumento” Salvatore Bruno (1979, numero 9) a fare il centravanti boa dopo aver cantato a suon di gol in serie A e B: Napoli, Chievo, Ascoli, Ancona, Bari, Catania, Torino (14 presenze e 3 reti), Brescia, Modena, Sassuolo e Juve Stabia. Ottavo risultato utile consecutivo dei più umili valderesi, con reti nel secondo tempo di Calcagni (1994, numero 19, mossa offensiva vincente di mister Indiani, da queste parti più di un “guru”) e Della Latta (1993, numero 8, in odore di Carpi). Condividevamo anche questa notevole impresa ma ci guardavamo bene dal restare in mutande come i calciatori.

Dobbiamo anzi esorcizzare le brache di tela. Non c’è due senza il tre: la grinta, la forza e la determinazione con le quali sia il Ravenna e sia il Pontedera hanno centrato con pieno merito due obiettivi fondamentali per le rispettive annate, ci paiono i migliori dei viatici dai quali il Chieri, fin qui più Narciso che deciso, dovrà trarre insegnamento e prendere esempio, se tra poche settimane vorrà tagliare in trionfo uno tra i più prestigiosi traguardi che può offrire l’Italia dei Dilettanti. L’avversario pare alla portata ma i fronzoli in riva all’Arno non sono mai stati bene accetti.

Angelo Tosco

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