Coppa Italia serie D: Chieri eliminato ai rigori dall’Unione Sanremo

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Il Chieri semina e l’Unione Sanremo raccoglie. Dischetto indigesto per il collettivo di Manzo che esce a testa alta e con tanti rimpianti dalla Coppa Italia, competizione di cui è il detentore. Le solite luci e le solite ombre contraddistinguono una prestazione che è lo specchio fedele di quanto sta accadendo in campionato: più che decorosi in difesa e vispi quanto basta a metà campo gli azzurri, per l’occasione di rosso vestiti, ribadiscono una sterilità offensiva che non può più essere sottovalutata (fotografia wwwsanremesecalcio.it). Il nuovo arrivo Merkaj (classe 1997), un mancino albanese che debutta con il terzino destro Njie (classe 1999), dimostra doti tecniche non comuni: ha dribbling e tiro, in più sa sfornare cross al bacio. Ma non è una punta centrale. E crossa per chi? I due suddetti esordienti sono comunque i migliori ma per dare una svolta alla stagione ci vorrebbe ben altro: squadra presente a costruire ma assente quanto si tratta di concretizzare e bisognosa come minimo di un centrattacco “vaccinato” e capace di fare a sportellate, che sappia anteporre la praticità alle pie intenzioni. Nemmeno una classifica in bilico come l’attuale potrebbe del resto consentirlo. Così ci si esprime di buona lena, si creano belle azioni, ma ci si impappina quando si vede la porta avversaria e si finisce col pagare ancora una volta dazio. L’Unione Sanremo, comapgine da rispettare ma non trascendentale anche se lotta per vincere il girone E, è sorniona, opta per il gioco di rimessa e di rimessa colpisce, ma viene presto raggiunta e dimostra tuttavia di saper fare il suo dagli undici metri, tornando in Riviera dopo aver ottenuto il massimo dei risultati col minimo degli sforzi. Primo tempo di studio, l’ex Cacciatore spaventa di testa da angolo ma poi c’è solo il Chieri. Imbeccato da D’Iglio, Merkaj manda alto in conversione (18’); D’Iglio su lungo piazzato obbliga Gavellotti al colpo di reni decisivo sotto la traversa (28’); ancora Markaj non ci arriva su centro di Piraccini (39’); di nuovo D’Iglio su punizione, stavolta bassa, Gavellotti devia in corner (41’); Merkaj disinnescato dal portiere ligure (43’). Nella ripresa le contendenti gettano le maschere e la platea gode. Batti e ribatti. Merkaj innesca il sinistro e Gavellotti sventa; Pautassi va alla guerra e Gavellotti lo disarma. Il tutto in un quarto d’ora scarso. Al 18’ Pavan scivola lungo la linea a metà campo davanti alla tribuna, Carboni fugge in solitudine ma i suoi piedi non sono… ardenti e spara in cielo. Al 28’ in contropiede un rimpallo favorisce Anzaghi che è il più lesto ad inserirsi per poi infilare da pochi passi in spaccata la palla dello 0-1. Il Chieri non ci sta: al 33’ D’Iglio smarca sulla destra Merkaj che stringe e col mancino basso infila Gavellotti nell’angolino lontano. Nessuno vuole pareggiare: Lauria al 38’ obbliga Benini allo straordinario e al 44’, con gli ospiti in dieci perché Cacciatore si fatto espelle per eccesso di nervosismo, Tettamanti spedisce alto di testa. Dura lex, sed lex. I rigori, ma quelli dell’inverno in arrivo, congelano precocemente i legittimi entusiasmi locali: se ne riparlerà nella prossima stagione.

COPPA ITALIA SERIE D – SEDICESIMI DI FINALE-GARA 1

Chieri-Unione Sanremo 2-4 dopo i calci di rigore (1-1 dopo i tempi regolamentari)

CHIERI (4-3-3): Benini; Njie (32’ st Cesarano), Pautassi; Di Lernia, Pavan (25’ st Campagna), Ciappellano; Merkaj, D’Iglio, Piraccini, Tettamanti, Sarao (1’ st Foglia). All. Vincenzo Manzo.

UNIONE SANREMO (4-3-1-2): Gavellotti; Barka, Bregliano, Negro, Cacciatore; Taddei, Colantonio, Anzaghi; Costantini (8’ st Gagliardi); Carboni (44’ st Scalzi), Lo Bosco (25’ st Lauria). All. Leandro Adrian.

TERNA ARBITRALE: Caldera di Como (Dioretico di Seregno e Mazzeo di Busto Arsizio).

RETI: 28’ st Anzaghi, 33’ st Merkaj. Sequenza rigori: Merkaj parato, Taddei gol, Piraccini parato, Scalzi gol, Foglia parato, Lauria palo, Pautassi gol, Gagliardi gol.

NOTA: al 43’ st rosso diretto a Cacciatore, già ammonito per proteste, per un fallo da tergo su D’Iglio.

Angelo Tosco

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