Serie D: vittoria al fotofinish del Bra contro un buon Castellazzo

tifosi-bra

Al Bra servono quasi 85 minuti per avere ragione di un Castellazzo costretto ancora una volta a dire addio ai sogni di gloria dopo aver disputato una partita generosa e degna di considerazione. La Cenerentola del girone si presenta al “Bravi” con l’allenatore, un dirigente e due giocatori squalificati, ma per almeno un’ora si esprime ad armi pari contro i ben più quotati padroni di casa: i suoi castelli in aria si sgretolano però alla distanza per almeno due ragioni. La prima: una perfetta lettura della partita da parte di mister Daidola, che nella ripresa azzecca tutti cambi e le variazioni sul tema. L’altra: un progressivo cedimento, più mentale che fisico, nella zona nevralgica, che si traduce in un ripiegamento dei reparti sempre più sterile e conservativo. I giallorossi, ancora orfani dello squalificato Gasbarroni, provano ad orchestrare secondo il loro spartito, ma il 4-2-3-1 fatica a sbrecciare un collettivo biancoverde che vanta un paio di lucidissimi veterani (Molina e Camussi) e due armi potenti: il pressing alto e le frequenti ripartenze alla Speedy Gonzales. Al 7’ il Bra spezza comunque l’equilibrio grazie ad un gol di rapina del solito Lazzaro, sugli sviluppi di uno spiovente di Beltrame su calcio piazzato, che coinvolgono anche Montante, Brancato e Besuzzo. Nemmeno il tempo di annotare ed ecco che Piana converge da destra al centro e col mancino lascia partire da 20 metri un siluro centrale ma carico di effetto che si insacca sotto la traversa. Dolce dirige da una posizione eccessivamente arretrata ma riesce a buggerare l’affollato centrocampo nemico pennellando un lancio lungo che Beltrame non concretizza, sfornando un pallonetto che va alto. Camussi si immola su Lazzaro ma a salire in cattedra è Bonofiglio: il numero 1 indigeno si esalta su un velenoso rasoterra di Rolandone e smanaccia quanto basta su tiro-cross di Cirio. L’altro estremo difensore, lo sveglissimo Gaione, è a sua volta padrone assoluto delle palle alte ed impedisce a Lazzaro di mettere in mostra il repertorio aereo. Si va al riposo dopo 45 minuti equilibrati. Ripresa diversa: viene premiato chi osa e sa rischiare di più. Dolce più avanzato, Spadafora spalla di Lazzaro, Montante e Beltrame si scambiano i ruoli sulle ali e si prende a volare con un lavoro di demolizione che darà i frutti a gioco lungo. Capovolgimenti di fronte senza emozioni vere per una mezz’oretta ed epilogo pirotecnico. Dolce al 31’ obbliga Gaione a superarsi. Al 39’ ancora Dolce su punizione taglia l’area a mezz’aria, la sfera fila lontano lontano da sinistra a destra e Montante in agguato la spinge dentro da pochi passi confezionando il 2-1 definitivo. Il Castellazzo non ci sta, esce di nuovo dal guscio ma è tardi e non ha fortuna: al 40’, Rolandone col sinistro non inquadra il bersaglio per pochi centimetri, Beltrame egoista spreca il 3-1 al 45’ e al 49’ l’immancabile Dolce, il migliore in campo, ricaccia sulla linea il disperato tentativo in mischia da parte di Guerci proprio mentre il bravo Lombardelli si accinge fischiare la fine. Al Castellazzo i complimenti e le pacche sulle spalle, al Bra tre punti quanto mai ristoratori (foto Andrea Lusso).

Bra-Castellazzo 2-1 (1-1)                                                                                                                                        

BRA: Bonofiglio; Gili Borghet (30’ st Mulatero), Rossi, Brancato, Casassa Mont (11’ st Spadafora); Dolce, Tuzza; Montante, Besuzzo, Beltrame; Lazzaro (42’ st Salamon). All. Fabrizio Daidola.

CASTELLAZZO: Gaione; Labano (45’ st Limone), Cirio (3’ st Guerci); Molina (40’ st Rosset), Robotti, Camussi; Benabid, Rolandone, Viscomi, Innocenti, Piana. All. Roberto Adamo (Alberto Merlo squalificato).

TERNA ARBITRALE; Lombardelli di Torino (Barcella di Bergamo e Cardona di Catania).

RETI: 7’ pt Lazzaro, 8’ pt Piana; 37’ st Montante.

Angelo Tosco

129 Visite totali 1 Visite del giorno