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Milioni e tranquilli, anche senza Pogba e Bonucci

Negli ultimi giorni della settimana sono tornate a volare alto le cifre del calciomercato. In particolare per due calciatori della Juve, Paul Pogba e Leonardo Bonucci. Una trattativa non sarebbe ancora stata avviata, ci sarebbe solo la richiesta con relativa offerta: 120 milioni per Pogba da parte del Manchester United, 60 milioni per Bonucci dal Manchester City. Come sempre in questi casi, tifosi, sportivi o semplici appassionati di calcio tendono a dividersi. I primi, in genere, si preoccupano dell’indebolimento tecnico della squadra. Gli altri, invece, dell’impoverimento della nostra serie A. Pochi, pochissimi sono favorevoli all’affare anche perché – viene fatto ossservare – la Juve è la società in Italia che fattura di più e, dunque, non ha motivo di vendere. Io, al contrario, appartengo alla minoranza che si rifà ad un vecchio adagio: vendi, guadagna e pèntiti. Tradotto: nel calcio, più ancora che nell’imprenditoria, agli affari irrinunciabili non si può dire di no. Faccio un esempio: Pogba vale 120 milioni? Oggettivamente no. E, ove mai li valesse, è umanamente pensabile che fra un anno la sua valutazione sia ancora così alta? Un calciatore non è una macchina e basta poco – una mezza stagione sotto tono o un infortunio – per vederne drasticamente ridotto il prezzo. Altro esempio: Bonucci ha 29 anni e ha fatto un Europeo eccellente. Ma esiste un solo difensore che è stato pagato quanto lo sarebbe lui nel passaggio da un club ad un altro: David Luizquando lasciò il Chelsea per accasarsi al Paris Saint Germain. Detto che Bonucci è due volte più bravo del brasiliano, non avrei dubbi nemmeno in questo caso: cessione immediata. In questo modo non solo la Juve aumenterebbe gli utili, ma potrebbe andare sul mercato per prendere chiunque. Centottanta milioni sono una cifra che nessuno può rifiutare. A maggior ragione se nella rosa bianconera sono già arrivati Pjanic e Dani Alves e se sta per arrivare Benatia. Una società che si autofinanzia è una società sana e una società sana pensa a vincere oggi e a vincere di più domani. La Juve, tra l’altro, non ammette altri rinvii: vuole tutto in Italia (Supercoppa, scudetto, Coppa) e in Europa (Champions). Insomma ci sarebbe da stare tranquilli anche senza Pogba e Bonucci.

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  Scritto da Giancarlo Padovan il 16/07/2016
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