Bacino d'utenza Italia, davanti solo la Spagna

La Spagna, anche a livello di Under 21, è più forte di noi. Ha giovani di valore con diverse presenze in Champions e nella Liga. Il portiere De Gea nel Manchester United ha collezionato 106 presenze in campionato e 30 in Europa. Rodrigo Machado, nel Benfica, 59 presenze con 17 gol e in Europa 19 con 2 gol. Tello (Barcellona) 37 presenze nella Liga e 10 gol, in Europa 7 presenze e 3 gol. Isco cresciuto al Valencia Mestalla ma esploso nel Malaga dove ha collezionato 72 presenze nella Liga con 14 gol, in Europa: 12 partite e 3 gol; 1 presenza nella Nazionale maggiore. Thiago Alcantara, figlio di Mazinho, è nato in Italia, nel Barcellona ha giocato 64 partite e realizzato 7 gol, in Europa 9 partite e 3 gol. Anche Moreno nel Siviglia, Montoya, Bartra e Muniesa nel Barcellona, Martinez nel Real Sociedad, Morata bomber del Castilla, seconda equipe del Real Madrid, sono giocatori che hanno trascorsi nelle seconde squadre nelle quali sono cresciuti partecipando ai campionati di seconda o terza divisione evitando la lunga trafila nelle giovanili. Un percorso seguito da allenatori specializzati che unitamente ad altri aspetti (il vantaggio di crescere confrontandosi con avversari navigati e la possibilità di essere inseriti in prima squadra) sono stati determinanti. Non a caso i 23 spagnoli della rosa Under 21 hanno sommato in stagione 34.978 minuti nella Liga (contro i 18.793 in Serie A degli italiani), 3.410 in Champions (contro 689) e 1.359 minuti in Europa League (contro 758 degli azzurrini).
Dei nostri under 21 solo Verratti e Marrone si sono cimentati in Champions. Borini e Insigne in Europa League. In Serie A: Bardi e Regini 1 presenza, Donati 14. Bardi, Donati, Bianchetti, Caldirola, Biraghi, tutti di proprietà dell’Inter, sono andati in prestito o in comproprietà rispettivamente al Novara, Grosseto, Verona, Cesena, Cittadella. Donati contro l’Olanda è stato uno dei migliori in campo e il Bayer Leverkusen lo ha acquistato dall’Inter. Un altro giovane italiano emigra, viene allora spontaneo porsi una domanda: perché un club straniero, che parteciperà alla Champions League, crede in un giocatore che non trova estimatori nel nostro Paese? Sbagliamo noi o sbaglia il Bayern Leverkusen?
Anche gli juventini Leali e Rossi - in prestito al Lanciano e al Brescia -, Marrone che verrà inserito in qualche operazione, Gabbiadini - in comproprietà con l’Atalanta - e Immobile sono reduci da una stagione positiva. Come Verratti, non brillantissimo contro la Spagna, ma leader nel PSG e Lorenzo Insigne. Florenzi, Regini, Capuano, Crimi, Saponara, Bertolacci, Sansone, Destro e Borini - emigrato pure lui per cercare la consacrazione che in Italia aveva ottenuto solo in parte - sono l’asse portante della nuova generazione italiana protagonista di un buon Europeo. Aver sconfitto in semifinale l’Olanda, che ha schierato ragazzi che giocano stabilmente nel loro massimo campionato e addirittura ben nove fanno già parte dell’equipe di Van Gaal, è la riprova che il nostro bacino d’utenza non è poi male. Intanto Mario Balotelli e Mattia De Sciglio sono entrati nell’undici titolare della Nazionale italiana, mentre El Shaarawy staziona in panchina in attesa di rilancio. In Italia i giovani bravi ci sono. Siamo arrivati in finale nell’Under 17 (battuti dalla Russia) e nell’Under 21. Non abbiamo il coraggio di utilizzarli. Come se non bastasse è aumentato a dismisura il numero degli stranieri nel tentativo, sempre più spasmodico, di individuare prima degli altri potenziali campioni. I giovani made in Italy sono relegati in secondo piano. Siccome con le Nazionali reggiamo il confronto, mentre le nostre squadre di club sono meno competitive, probabilmente la differenza è anche nella qualità dei giocatori stranieri. Allora tanto vale puntare sui ragazzi di casa nostra.
Scritto da Tiziano Crudeli il 24/06/2013

