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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Gli azzurri di Prandelli tra i primi della classe

La Confederations Cup ci ha fornito delle indicazioni sullo stato di salute del calcio italiano.  Bene l’Italia, bene Prandelli che si sta confermando un commissario tecnico duttile e convincente. Ed è proprio qui il nocciolo della questione: quando un tecnico sa utilizzare al meglio l’organico a disposizione si possono raggiungere traguardi importanti. Cesare Prandelli con la Nazionale maggiore, e Devis Mangia con l’Under 21, hanno dato lustro al calcio italiano che non è poi così lontano dai vertici. Almeno per quanto concerne le nazionali. Il discorso che riguarda i club è diverso perché condizionato dal dio denaro indispensabile per accaparrarsi i migliori stranieri che rendono una squadra competitiva. Il Real Madrid, però, non vince la Champions dal 2002 eppure ha sempre avuto calciatori di valore assoluto e la possibilità di investire budget considerevoli. In Confederations Cup contro il Messico il 4-3-2-1 scelto da Prandelli ha consentito all’Italia di conquistare l’intera posta in palio. Col Giappone gli azzurri hanno commesso imperdonabili leggerezze, ma alla fine Giovinco, siglando il 4-3, ci ha messo una pezza. Nel match col Brasile, Prandelli opta per il 4-2-3-1. L’Italia gioca una buona partita, ma le incertezze del reparto arretrato (8 reti subite in 3 partite) ci penalizzano oltre misura. Come se non bastasse siamo pure sfortunati, Maggio sul 2-3 colpisce la traversa. Azzurri sconfitti tra gli applausi. Accediamo alla semifinale con la Spagna. Prandelli schiera la squadra col 3-4-2-1. Centrocampo folto e aggressivo, gli iberici non trovano spazio vanno in crisi. Disputiamo la miglior partita del torneo. I ragazzi di Prandelli costruiscono molto, ma sciupano diverse occasioni. Giaccherini colpisce il palo, ma pure Xavi centra i legni della porta di Buffon. La lotteria dei rigori ci condanna. Nella finale per il terzo posto con l’Uruguay, Prandelli cambia ancora: 4-3-3. La squadra lotta e combatte con carattere. Dimostra di saper soffrire e sviluppa una buona manovra. E’ la partita del riscatto di Buffon che dopo alcun interventi poco convincenti para i rigori di Forlan, Caceres, e Gargano. Il bronzo è meritato. Prandelli voto: 7.

Qualcuno sostiene che le variazioni del modulo non vanno interpretate positivamente. Prandelli è ricorso a correttivi tattici costretto dalle assenze per infortuni (Pirlo e De Rossi), espulsioni (Balotelli e Montolivo), precari condizioni fisiche dei giocatori affaticati dal clima equatoriale e dalle lunghe trasferte. Non è vero, quindi, che non aveva idee chiare. Prandelli ha cercato anche di adottare le soluzioni più idonee per colpire i punti deboli delle rivali che in effetti, vedi la Spagna, hanno subito la manovra degli azzurri. Scolari, ct del Brasile: «I cambiamenti di Prandelli nel secondo tempo ci hanno creato non poche difficoltà». D’altronde la capacità di modificare gli schemi, anche a partita in corso, è un pregio e non un difetto. La manovra diventa più imprevedibile. Probabilmente è la conferma di come una squadra possa raggiungere buoni livelli se al timone c’è un allenatore coraggioso che sa variare l’assetto senza snaturare il gioco. E allora diamo a Cesare quel che è di Cesare (e a Devis quel che è di Devis). Gli aspetti positivi sono molti. Intanto entrambe le rappresentative hanno evidenziato spirito di corpo, disciplina e duttilità tattica. 

L’Italia chiude la Confederations Cup con 10 gol all’attivo e 10 al passivo (troppi). E’ prevalso il fortissimo Brasile, Spagna seconda. Noi terzi. Un bilancio positivo se si considera la perdurante crisi economica, l’aumento del numero degli stranieri che tolgono spazio ai nostri giovani, i limiti tecnici del campionato. Nonostante ciò il nostro bacino d’utenza sforna giocatori che, se inseriti in un complesso ben organizzato, sono in grado di confrontarsi alla pari con i primi della classe.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 17/07/2013
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