Che fine ha fatto Hachim Mastour?

Il Barcellona insegna. Messo al bando il tiki-taka per un gioco meno attendista, più verticale e più moderno (Ancelotti al Real: «Noi con tre passaggi andiamo in gol») ma altrettanto redditizio pensa già al futuro e acquista dal BK Olympic di Malmoe un ragazzino svedese di 9 anni, tale Zico jr Marecaldi il cui padre, Antonio Marecaldi, è di origini italiane. Tutta la famiglia spesata dal club blaugrana si trasferirà a Barcellona. I talenti, merce sempre più rara, anche in tenera età non hanno prezzo.
In questa ottica il Milan, su pressioni di Mauro Bianchessi responsabile dell’Attività di Base, nel 2012 ha effettuato un importante investimento (800 mila euro!) sul quattordicenne di origini marocchine Hachim Mastour nato a Reggio Emilia il 15 giugno 1998, soffiandolo all’Inter che, nonostante l’accordo con la Reggiana, non aveva ancora potuto tesserarlo visto che il regolamento non consente il trasferimento di un calciatore da un'altra regione prima che abbia compiuto i 14 anni. L’Inter già quattro anni prima gli aveva fatto disputare tornei durante i quali era stato segnalato per le notevoli proprietà di palleggio. Di lui si diceva che fosse un fenomeno. In effetti Hachim ha estro superiore alla media. Non a caso pure il Manchester City ha tentato con allettanti proposte di convincere la famiglia a trasferirsi in Inghilterra.
Arrivato al Milan il ragazzino sembrava destinato a bruciare le tappe tanto che alcuni dirigenti volevano che fosse inserito nell’organico della Primavera. Non basta essere un abile giocoliere per confrontarsi subito contro i più grandi. Sono altrettanti importanti gli aspetti atletici, fisici e mentali, quindi occorreva procedere per gradi. Ora gioca negli Allievi. L’ascesa di Mastour è stata frenata da incidenti di percorso, prima l’operazione al polso e poi un problema alla caviglia. Infortuni che lo hanno costretto a rimanere ai box. Hachim, che ha debuttato nella Nazionale italiana Under 15 segnando un gol, ha abilità fuori dal comune. E’ una sorta di funambolo che può inventare giocate spettacolari per cui novello Narciso ama specchiarsi nella sua bravura e allora gli avversari spesso ricorrono alle maniere forti pur di contenerlo. Va anche detto che i test fisici hanno dimostrato che anche su questo piano è sopra la media. Il ragazzo ha carattere, è grintoso, lotta, è umile. Però gioca poco per gli altri, è più un solista che un uomo squadra.
Per non disperdere le qualità di un potenziale campione ci vogliono allenatori con esperienza di lavoro nella crescita del giocatore e una struttura adeguata. Bisogna partire dal presupposto che un ragazzo in orbita esagerata va incontro a diverse problematiche. Compito dell’allenatore saperlo costruire mentalmente, capire se riesce a reggere le responsabilità. Così come è doveroso rendersi conto che imbrigliare un grande talento limita il suo processo evolutivo. Altrettanto indispensabile la disponibilità del ragazzo che non deve assumere atteggiamenti da primo della classe. Ci sono altri aspetti che vanno perfezionati. Mastour, ad esempio, deve imparare a difendere e perfezionare il tiro in porta. Attorno a lui è calata una protettiva cortina del silenzio. Forse per metterlo al riparo dalle esagerate attese. Sta di fatto che non appare più sulle prime pagine dei giornali specializzati, che lo avevano dipinto come il nuovo astro nascente del calcio italiano. Anche se i filmati dei suoi preziosismi spopolano su You Tube. Quando i ragazzini diventano delle piccole star tutto l’entourage (procuratori compresi) che gli sta attorno li vizia. Facile quindi che perdano di vista la realtà. Per scongiurare questi inconvenienti, bisogna costruire un rapporto in modo che si sentano uguali a tutti gli altri.
Scritto da Tiziano Crudeli il 01/10/2013

