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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Per avere i giovani più forti, bisogna scendere a compromessi

Il prioritario obiettivo giovani. Ci si riempie la bocca di luoghi comuni, poi sono pochi i club che traducono in pratica le buone intenzioni. Intanto è indispensabile allestire una rete di eccellenti osservatori. Una volta individuati i giovani più promettenti è fondamentale anticipare i tempi per accaparrarseli. Capita però che certi investimenti non si rivelano produttivi. I prezzi sono aumentati, la concorrenza è sempre più numerosa, bene organizzata e professionale. E poi per farli crescere ci vogliono allenatori all’altezza.  

Ci sono operazioni che dimostrano l’abilità dei dirigenti. L’ultimo esempio è quello di Paul Pogba soffiato, con la collaborazione di Mino Raiola, al Manchester United per un tozzo di pane e ora campione che vale tanto oro quanto pesa. Per rimanere nell’attualità altro capolavoro è l’acquisizione del diciottenne senegalese naturalizzato spagnolo Keita Baldè Diaio che la Lazio ha prelevato dalla cantera del Barça. Keita, a 16 anni, è stato il primo capitano di colore della Nazionale under 16 catalana. Quando era blaugrana in una tournée a Dubai fece uno scherzo di dubbio gusto ad un compagno, i dirigenti per punizione lo dirottarono in prestito al Cornella, dove, in una stagione, nel campionato Allievi segnò 47 gol. Tornato alla base nel 2011 Keita, per ripicca, ha accettato le proposte della Lazio (che ha sborsato 500 mila euro per l’indennizzo di formazione stabilito dalla Fifa). Dopo un anno di apprendistato e aver vinto lo scudetto Primavera, eccolo all’esordio in prima squadra con un gol spettacolare che la dice lunga sulle sue qualità tecniche. Nelle trattative per l’acquisto di giocatori sono determinanti i procuratori, quindi, in alcune particolari situazioni le società devono essere disposte a scendere a compromessi. Inutile scandalizzarsi, è il gioco delle parti. Balotelli è approdato sulla sponda Milan grazie anche alla magistrale regia dell’ex pizzaiolo Mino Raiola. Le ripetute bizze dei cavalli di razza della scuderia di Raiola hanno esasperato a tal punto i loro datori di lavoro che, nonostante avessero speso cifre considerevoli, sono stati costretti a disfarsene anche sottocosto col vantaggio che la nuova sistemazione ha procurato a Mino e ai suoi assistiti un notevole aumento dei compensi.

La Juventus va a gonfie vele, ma non trascura i futuri ricambi generazionali e allora ecco Domenico Berardi, classe 1994, del Sassuolo, Simone Zaza sempre del Sassuolo, o Manolo Gabbiadini, 21 anni, della Sampdoria, o Richmond Boakye, 20 anni, dell’Elche. L’Inter a Livorno ha una succursale dove trovano spazio Bardi, Duncan, Mbaye, Benassi. Bene anche Laxalt (2 gol al Milan!) a Bologna, Biraghi a Catania e Bianchetti a Verona. L’Atalanta ha messo a frutto i 16 milioni spesi in quattro anni per il vivaio e ha costruito un bel gruppo di giovani speranze con in prima fila Daniele Baselli, 21 anni. In questo modo si ottimizzano gli investimenti. Il Milan, pur nel momento di chiara difficoltà ci sta provando con Gabriel e Cristante all’esordio in Serie A contro il Chievo, mentre Petagna è andato a cercare conferme alla Sampdoria. Per valorizzare al massimo gli esponenti di spicco del vivaio tenuto conto che, salvo eccezioni, non sono subito pronti per cimentarsi nei contesti maggiori, ecco la necessità di cederli in prestito a società che siano disposte a schierarli con continuità. Trattative che vanno in porto con varie formule: premio di valorizzazione, concessione del prestito gratuito, diritto di riscatto, comproprietà, diritto di contro riscatto. Al termine del periodo stabilito se i contraenti non trovano un accordo si ricorre alle buste. Chi ha scritto l’importo superiore si aggiudica l’intera proprietà o il 50% del cartellino. Così si perdono o si acquistano Astori, Destro, Livaja e Giovinco. Un contendente ha vinto, un altro no.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 18/11/2013
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