L'abito non fa il monaco, nemmeno nel calcio
L'incredibile storia di Mino Raiola

Carmine “Mino” Raiola è uno dei procuratori più famosi. Nella lista dei suoi assistiti ci sono Mario Balotelli, Zlatan Ibrahimovic, Paul Pogba, Henrikh Mkhitaryan, Romelu Lukaku, Blaise Matuidi, Sergio Romero, Vladimir Weiss, Maxwell, Omar El Kaddouri, Pajtim Kasami, Stanislav Manolev, Didac Vilà e altri 19 giocatori. Mino è nato a Nocera Inferiore il 4 novembre 1967. All’età di un anno la famiglia emigra ad Haarlem. Il padre meccanico apre prima una paninoteca, poi una pizzeria e infine un ristorante. Mino aiutava il padre, faceva le pulizie, lavava i piatti a seconda delle necessità. Doverosa precisazione: non ha mai fatto il pizzaiolo, ma ha soltanto dato una mano nel ristorante dei genitori. Trova però il tempo per studiare e ottiene la maturità classica, per due anni frequenta l’università iscrivendosi a giurisprudenza. Parla sette lingue: italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese, portoghese e olandese. Gioca nelle giovanili dell’Haarlem senza grandi risultati, smette a 18 anni. Diventa responsabile del settore giovanile. Acquista e rivende un ristorante McDonalds. Entra nel consiglio degli imprenditori di Haarlem. A vent’anni fonda la "Intermezzo", società di intermediazione. Da responsabile del settore giovanile è promosso direttore sportivo e dopo un accordo col sindacato calciatori è rappresentante all’estero dei giocatori olandesi. Nel 1993 entra come mediatore nella cessione di Bergkamp e de Jonk dall’Ajax all’Inter. Diviene poi agente Fifa e abbandona gli altri incarichi rimanendo solo procuratore. Fonda la società Maguire Tax&Legal di Amsterdam e la Sportman con sede a Montecarlo ma con uffici di rappresentanza in Brasile, Paesi Bassi e Repubblica Ceca. Nel 2001 porta in Italia Pavel Nedved alla Juventus per 41 milioni di euro.
Per Raiola la gallina dalle uovo d’oro è Ibrahimovic. Ibra racconta così il primo impatto: «Mino non era ancora noto ma si diceva che fosse in ascesa e senza paura, pronto a mettere in campo qualsiasi astuzia per ottenere buone condizioni per i suoi assistiti. Quando mi si è presentato in jeans, T-shirt e con quella pancia enorme allora mi sono chiesto: "Quella specie di gnomo ciccione dovrebbe essere un agente?" Poi incominciò a parlare e il suo linguaggio grintoso, diretto, che andava dritto al sodo, mi piacque e presi la decisione: con questo ci voglio lavorare». Come dire: l’abito non farà il monaco, le scarpe saranno anche grosse ma il cervello è fine. Il valzer dei trasferimenti dello svedese inizia con una lunga trattativa tra Raiola e Moggi, al termine della quale Ibra passa dall’Ajax alla Juventus. Esaurito il feeling con i bianconeri ecco pronto un altro proficuo approdo. Il Milan sembrava la meta designata, ma in agguato c’era l’Inter. Mino stimola la concorrenza con una telefonata a Moratti: «Ibra stasera cena con Berlusconi per firmare il contratto». Il presidente dell’Inter allerta immediatamente Marco Branca e lo spedisce a Torino. Il trasferimento si conclude per 27 milioni. Le condizioni di Ibra e Raiola vengono accettate in toto. La tappa successiva è Barcellona. Cessione record per 46 milioni in contanti e il cartellino di Samuel Eto’o. Raiola con i blaugrana firma una clausola con la quale guadagna 1,2 milioni di euro annui pagati fino al 2014. Nel 2010 il Manchester City acquista Mario Balotelli e sigla un ricco contratto, con relativa onerosa percentuale spettante al suo agente. Nel 2011 Raiola è l’artefice dei trasferimenti al Milan di Ibra per 21 milioni (prezzo sceso di cinquanta milioni!!!), Robinho, Emanuelson e Didac Vilà (in seguito dirottato al Betis). Nell’estate 2012 getta le basi per la cessione di Ibra al Psg con una valutazione di 25 milioni e il passaggio di Paul Pogba dal Manchester United alla Juventus a parametro zero. Nel gennaio 2013 Raiola cura in prima persona la cessione di Balotelli dal Manchester City al Milan. Tra l’altro, sempre grazie a lui, arrivano anche Maxwell all’Inter, in seguito ceduto al Psg, e Mattioni al Milan, poi spedito all’Espanyol. Tutte operazioni dalle quali Mino ricava ricche commissioni e i sui assistiti consistenti ingaggi. Ibra lo incorona con un pubblico elogio: «Mino Raiola è il re delle trattative. Conosce tutti i trucchi». Il segno distintivo dell’abilissimo uomo d’affari è proprio la capacità di escogitare stratagemmi per favorire la conclusione anche dei più complicati negoziati.
Scritto da Tiziano Crudeli il 25/11/2013

