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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Dio perdona, Mimmo Berardi no!

Domenico “Mimmo” Berardi, nato a Cariati vicino a Cosenza l'1 agosto 1994, dopo il poker rifilato al Milan è salito prepotentemente sulla ribalta del calcio italiano. Non capita spesso che un giovincello di belle speranze cresciuto nel vivaio di una provinciale riesca a trascinarla in Serie A e poi a risollevarla dalle zone basse della classifica, in cui era precipitata, con una quaterna storica. Un’impresa da prima pagina. Dopo la clamorosa performance è al centro delle attenzioni degli addetti ai lavori e degli appassionati. 

Mimmo a 7 anni inizia a giocare a Bocchigliero, squadra del paese dove abitava la sua famiglia, a 10 anni è negli Allievi provinciali de “Il Castello” a Mirto Crosia, località della costa calabra dove lavorava il padre, ed è subito protagonista con valanghe di gol: a 11 anni lo tessera l’Ac Rossano che partecipa ai tornei regionali, vetrina più consona al valore del ragazzino. Ed è proprio a questa società che il Sassuolo dovrà versare il premio di preparazione di 20 mila euro. Nel 2006, a 12 anni, un osservatore della Juve lo segnala al club bianconero ma il ragazzino, tifoso dell’Inter, rifiuta e addirittura scappa da casa. Qualche tempo dopo va a far visita al fratello Francesco, studente di scienze infermieristiche a Modena. Nella partita di calcetto con gli amici del fratello, tutti più grandi, dà spettacolo. Lo segnalano al Sassuolo che gli fa un provino il cui esito è positivo. A settembre del 2009 la società emiliana lo tessera. La trafila dagli Allievi alla prima squadra, è veloce. Il 27 agosto 2012 debutta in Serie B, disputa 37 partite, segna 11 gol e confeziona 6 assist. E’ tra gli artefici della promozione. Nel 2013 viene inserito nella trattativa tra Sassuolo e Juventus per la comproprietà di Marrone. La Juve lo lascia al Sassuolo in prestito gratuito concedendo agli emiliani la metà del cartellino per 4,5 milioni pagabili in 5 anni. A settembre fa il suo esordio in Serie A. In 14 presenze realizza 11 reti (di cui 7 nelle ultime 2 partite). Lo stesso score di Tevez e più di Palacio e Higuain. Per un diciannovenne alla sua prima stagione in Serie A è uno score niente male. Nella Nazionale Under 19 disputa 3 partite e realizza 1 rete. Nel maggio 2013, convocato nell'Under 19 per una trasferta in  Russia, non si presenta all’aeroporto e viene punito con l’esclusione di 9 mesi.

Berardi (183 cm per 70 kg) è un attaccante moderno che partecipa alla manovra della squadra, ama partire dalla fascia destra per poi accentrarsi con tagli in velocità per sfruttare il suo sinistro. Non è statico ma in continuo movimento, abile nello smarcarsi, ha pure doti acrobatiche. E’ un giocatore duttile, altruista e ha talento. Gli assist sono parte integrante del suo repertorio. Altra componente positiva è il carattere. Domenico è determinato, non è presuntuoso, è riservato. Neppure dopo i 4 gol al Milan si è montato la testa. Inseguito dalle tv e dai giornalisti ha rilasciato interviste brevi e stringate. Il suo valore è aumentato al punto tale che a fine stagione potrebbe avere una valutazione superiore ai 20 milioni. La comproprietà è libera e quindi suscettibile di ulteriori aumenti. Di sicuro il Sassuolo per cedere definitivamente il giocatore pretenderà dalla Juventus una cifra molto alta. Le porte della Nazionale sono spalancate. Far parte dei convocati ai Mondiali in Brasile non è utopia, soprattutto se confermerà quanto di buono ha fatto finora. Gli attaccanti italiani nel giro della Nazionale a parte Pepito Rossi (14 reti) fermo ai box per lungo tempo, non sono molto prolifici. Balotelli 7 gol, il veterano Gilardino è a quota 8 reti. Gli altri, Insigne, Matri e Pazzini, per ora hanno un bottino di reti scarso. L’implacabile giustiziere del Milan di Allegri “deve” essere preso in considerazione. Oltretutto ha notevoli margini di crescita. Con indubitabili benefici per il calcio italiano.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 20/01/2014
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