I mercanti di baby calciatori

In Lombardia le società sportive sono 10.078, i tecnici 33.627, gli atleti praticanti 828.618 di cui il 75% sono under 25. L’altra faccia della medaglia, decisamente negativa, sono i sempre più numerosi comportamenti scorretti degli spettatori sugli spalti e a bordocampo che sovente sconfinano in risse di bassa lega. Non solo nel calcio, ma un po’ in tutte le discipline. Clamoroso quanto accaduto nel derby di andata del campionato di volley femminile categoria Under 13 tra Crema e Cremona: per mettere fine alle intemperanze del pubblico, composto dai genitori delle ragazze, sono dovute intervenire le forze dell’ordine. Le autorità locali hanno poi imposto che l’incontro di ritorno si disputasse a porte chiuse. Atteggiamenti disdicevoli e antisportivi che si sono ripetuti a Erba nelle contese fra oratori, e a Castellucchio in provincia di Mantova dove insulti razzisti sono stati indirizzati a un ragazzino di colore. Una deprimente rassegna di condotte riprovevoli.
Cosa dire dei diecimila o poco più ragazzini pescati dalle scuole calcio che sugli spalti dello Juventus Stadium ad ogni rimessa del portiere dell’Udinese intonavano cori offensivi nei confronti del portiere della squadra friulana? Sottocultura o accanimento? Di sicuro maleducazione. Come si può pretendere che i genitori siano maestri di buone maniere se poi sulle tribunette dei campi di periferia si trasformano in esagitati ultrà che urlano insulti di ogni tipo all’arbitro, o istigano i figli a spaccare le gambe agli avversari? I primi fondamentali dettami si apprendono all’interno del nucleo famigliare. Gli esempi positivi di lealtà e correttezza sono importanti per far crescere i figli nel rispetto dei valori etici ed educativi.
Purtroppo i genitori, spesso allettati dalle offerte portate avanti dagli addetti ai lavori, perdono di vista la realtà. C’è chi stravede per il figlio giocatore e punta tutto sul suo futuro ad alti livelli disposto a trasferire la propria residenza pur di seguirlo e tutelare i suoi primi passi nel calcio che conta. Qualcuno, addirittura, s’improvvisa procuratore per poterlo gestire direttamente ed è pure disposto a rilevare il costo del cartellino per trattare direttamente con le società professionistiche. Altri, pur di farli giocare diventano munifici sponsor della società.
Nel sottobosco del calcio giovanile bazzicano trafficanti di ogni tipo che si occupano della compravendita di potenziali fuoriclasse di 7-8 anni. “Certi“ direttori sportivi lucrano sugli acquisti e le cessioni dei giovani. Così “alcuni” concordano tra di loro il trasferimento in contanti di un ragazzo da una società all’altra. La cifra pattuita viene decurtata di una somma che i due dirigenti si spartiscono tenendo all’oscuro i rispettivi club di appartenenza. Il trasferimento comunicato alla Lega è a titolo gratuito per cui non rimangono tracce del raggiro. Altre situazioni poco edificanti accadono quando un minorenne vuole lascare la società dove gioca e quella che lo dovrebbe tesserare non è disposta a versare un compenso a titolo di rimborso (premio di preparazione ecc.). A quel punto gli ambigui ds interpellano i genitori chiedendo un contributo economico. Una volta ottenutolo la trattativa si conclude senza la presentazione di alcun documento fiscale. “Il mercante in fiera” è un gioco con le carte molto divertente, nella fiera del calcio giovanile, invece, “i mercanti” sono squallidi personaggi che traggono profitti personali dallo smercio di calciatori-bambini.
Nel 2012 il 57% degli under 12 erano provenienti da paesi esteri. Nella graduatoria mondiale l’Italia tra le nazioni che utilizzano giovani stranieri è quinta. Una percentuale consistente del denaro per i trasferimenti non va alle società bensì ai mediatori. In Africa e Sudamerica i cartellini dei giocatori sono di proprietà di fondi di investimenti. Le norme internazionali si possono aggirare: nel caso del trasferimento all’estero di un genitore per ragioni di lavoro si paga il padre per prendere il figlio. Il baby talento oggi più seguito ad altissimi livelli è l’argentino Claudio Gabriel Nancufil, 8 anni, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid ed Espanyol sono disposti a fare ponti d’oro alla famiglia del fanciullo pur di tesserarlo.
Scritto da Tiziano Crudeli il 27/01/2014

