La scuola dei portieri italiani non è più la prima della classe

Il Milan rinnova i ranghi pensando al futuro partendo dai portieri. Dal Brescia è arrivato Stefano Gori che ha esordito con la Primavera nel 4-2 contro il Chievo. Del nuovo numero uno Inzaghi ha detto: «Lo volevano in molti, abbiamo anticipato tutti». Al Brescia è andato in via definitiva Lorenzo Andrenacci. A proposito di estremi difensori, nel Milan c’è una new entry: Sebastiano Desplanches, classe 2003, nato a Novara da papà francese e mamma italiana, ritenuto un vero e proprio talento. Qualcuno dell’entourage rossonero ha detto con soddisfazione: «Abbiamo fatto un grosso colpo». Il giovane, fisicamente e tecnicamente molto dotato, si è svincolato dall’Inter a dicembre e il Milan su precisa richiesta del padre lo ha tesserato bruciando la Juventus. Un altro colpo di mano di Mauro Bianchessi. Curiose le motivazioni che lo hanno portato al Milan. Si racconta che la famiglia abbia avuto forti divergenze con il club nerazzurro a causa del fratello di Sebastiano, pure lui nelle giovanili dell’Inter. Gli screzi hanno portato alla rottura, col risultato che il nuovo ”Seba” è approdato sull’altra sponda del Naviglio. Di lui un tecnico esperto nella preparazione dei portieri ha sentenziato: «Farà strada».
"Del doman non v’è certezza…” In effetti in circolazione ci sono diversi portieri che non sono riusciti a esprimere le loro potenzialità. Lo stesso Gabriel, considerato uno dei giovani più forti del mondo, ha avuto una flessione che ha frenato la sua ascesa, causata dal non aver eliminato i difetti tecnici di base. La scuola italiana aveva grandi tradizioni per l’eccellenza degli istruttori e sfornava ottimi elementi. Oggi, a parte qualche eccezione, non abbiamo grandi estremi difensori. Forse non manca soltanto la materia prima, ma probabilmente più docenti qualificati come Roberto Negrisolo, Persico e Battara. Degli attuali addestratori si dice un gran bene di Marco Savorani del Siena. Un numero uno che vuole arrivare al top, come caratteristiche di partenza deve avere: agilità, riflessi, qualità fisiche e atletiche, tecnica, intelligenza, coraggio e serenità. I giovani più in voga: Perin, Bardi, Leali, ma la strada è ancora lunga. Tra le note incoraggianti il portiere dell’Udinese Simone Scuffet 17 anni e 7 mesi. Marchetti, De Sanctis, Consigli, e Michael Agazzi, che arriverà al Milan a giugno, sono i capofila dei migliori portieri italiani.
Proliferano gli stranieri. Nove sono titolari in Serie A: Handanovic nell’Inter, Avramov nel Cagliari, Neto nella Fiorentina, Reina del Napoli, Brkic nell’Udinese, Rafael del Verona, Berisha della Lazio, Da Costa della Sampdoria, Andujar del Catania. Il secondo dell’Inter è Carrizo, del Bologna è Stojanovic, del Genoa Bizzarri, del Verona Nicolas Andrade, del Napoli Rafael Barbosa, della Roma Skorupski, Gomis nel Torino. In terza fila ci sono Lobont nella Roma, Kelava nell’Udinese, Rubinho nella Juventus, Bajza del Parma, Mihaylov del Verona, Strakosha della Lazio, Zima del Genoa. Soltanto Atalanta, Chievo, Livorno e Sassuolo non hanno in rosa portieri stranieri. Attualmente 6 sono brasiliani, 3 argentini, 1 croato, 2 sloveni, 2 serbi, 1 spagnolo, 2 albanesi, 1 austriaco naturalizzato macedone, 1 polacco, 1 rumeno, 1 bulgaro, 1 della Repubblica Ceca, 1 slovacco, 1 senegalese. La Juventus ha una nutrita schiera di estremi difensori ceduti in prestito o in comproprietà. Il più in vista è Nicola Leali, 20 anni, attualmente allo Spezia, nell’ultima sessione di mercato Marotta ha acquistato dalla Sampdoria la comproprietà di Michele Fiorillo classe 1990. Ci sono poi il rumeno Branescu classe 1994 ora al Lanciano, Pinsoglio in comproprietà col Modena, Colombi al Carpi, Nocchi al Padova. Altri crescono nel vivaio bianconero: Sergio Cittì, Gianmarco Vannucchi e Emil Audero, classe 1997… un gioiello di famiglia.
Scritto da Tiziano Crudeli il 11/02/2014

