Quantcast

Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×
Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Nel calcio è difficile fare di necessità virtù

Rivera, Baresi, Maldini sono stati tra i più grandi campioni del calcio italiano. Quando Rivera e Baresi si sono cimentati in ruoli diversi non hanno ottenuto grandi risultati. Intanto è notizia di questi giorni che Rijkaard non farà più l’allenatore. Paolo Maldini dopo essere stato interpellato da Barbara Berlusconi è in stand by. La competenza di questi fuoriclasse è acclarata ma per ricoprire incarichi dirigenziali occorre un’approfondita conoscenza degli aspetti amministrativi, gestionali e grandi capacità manageriali. Far quadrare i conti e cercare di rinforzare la squadra con un budget limitato non è semplice. La situazione del Milan si presta a numerose critiche che a volte sono accentuate da divergenze personali come, ad esempio, la non conferma di un parente stretto. Berlusconi sembra, ma non è certo, che abbia detto: «Il Milan è costruito male». Prima domanda: chi ha costruito male la squadra? La società, leggi Galliani, o gli allenatori? Certe scelte comunque sono state fatte di concerto tra gli esponenti di spicco della società e i tecnici. Responsabilità quindi equamente suddivise.

C’è chi sostiene: «Il trend negativo è stato causato dall’addio di tanti giocatori con la mentalità vincente, ma nessuno di loro lavora per il Milan». In realtà Baresi, Tassotti, Galli e Leonardo sono stati coinvolti. Lo stesso Seedorf tra mille difficoltà prova a districare la complessa matassa tecnica milanista. Come premessa Seedorf in un incontro privato ha confidato a Giancarlo Capelli “il Barone” e a Luca Luci capo degli ultras: «Tre quarti di questi giocatori non sono da Milan». Ammesso e non concesso che sia vera la scarsa qualità del gruppo un allenatore deve cercare con l’organico che gli è stato messo a disposizione di trarre il meglio e non arroccarsi su formule tattiche che si sono rivelate poco congeniali. A voler dimostrare che gli ex giocatori sono in grado di far bene viene citata la Juventus che ha sì in panchina Antonio Conte e nello staff Pavel Nedved, ma i meriti di aver messo a disposizione del tecnico una rosa competitiva, per le indubbie capacità di Conte, spettano anche al presidente Andrea Agnelli, a Marotta e Paratici, che non sono ex grandi giocatori, ma dirigenti molto preparati.  

Del Milan dicono: «Non c’è un progetto». In realtà il progetto era tagliare i costi. Obiettivo raggiunto: ora il disavanzo è contenuto. I parametro zero sono stati ingaggiati perché il budget non permetteva investimenti. Altra affermazione discutibile: «Galliani non è in grado di capire i giocatori». Un dirigente che da 28 anni è al timone di un club che ha vinto tutto, è impossibile che non abbia maturato un’approfondita conoscenza di uomini e cose. Ciò non significa non abbia commesso errori. Al tal proposito è stato sentenziato: «Se ti circondi di gente capace qualche errore in meno lo commetti». Qual è il metro di valutazione per stabilire “gente capace"? I trascorsi di alto livello degli ex giocatori? Se così fosse oggi i club nei ruoli chiave avrebbero tutti ex campioni. Ci sono idoli del calcio che hanno fallito come allenatori o come dirigenti. Tra gli errori attribuiti al Milan: la cessione di Pirlo. E’ vero! La sua dismissione però fu dettata anche da una scelta sbagliata dell’allenatore (che avendo vinto uno scudetto dovrebbe appartenere alla categoria “gente capace” in quanto ex calciatore e tecnico che aveva vinto lo scudetto!). E poi ancora: «Galliani ha portato buoni frutti, ma i risultati non dipendono da una sola persona». Allora cerchiamo di capirci: perché quando le cose vanno male il colpevole è soltanto Galliani? L’atto d’accusa si conclude con una asserzione lacunosa: «Per vincere ci vogliono idee, progettazione e passione». Manca, però, un altro aspetto fondamentale: senza disponibilità economiche non si va da nessuna parte.

Condividi su Facebook    Condividi su X
Print Friendly and PDF
  Scritto da Tiziano Crudeli il 26/03/2014
Tempo esecuzione pagina: 0,03266 secondi