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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Con la crisi economica addio ai super investimenti

La crisi economica ha messo in ginocchio i nostri club che non sono più in grado di effettuare sostanziosi investimenti. Oggi un buon giocatore costa un occhio della testa, figuriamoci un fuoriclasse. Le cessioni di Ibra, Thiago Silva, Eto’, Sneider, Cavani, Sanchez, Lavezzi, Lamela, Jovetic, Lavezzi, Pastore, Menez, Thiago Motta, hanno impoverito il tasso tecnico del nostro campionato e dei nostri team. Il rimpianto è anche Marco Verratti, 21 anni, che da ragazzino venne scartato dal Milan per il suo fisico minuto e ora è un punto fermo del Psg.  In Italia il calcio comunque è la dodicesima industria italiana con un fatturato di 9 miliardi di euro.  Nel 2006 quando si avvertivano i primi sentori della crisi la Nazionale di Lippi, facendo quadrato attorno al tecnico ora in Cina, vinse il Mondiale. Il tanto vituperato calcio di casa nostra anche in piena crisi economica è riuscito, nel 2012, a raggiungere la finale dell’Europeo. Forse tutto sommato quanto passa il convento consente all’Italia di rivaleggiare con le prime della classe. C’è però bisogno di un ricambio generazionale e di una valorizzazione delle nuove leve. Intanto Immobile e Destro si stanno mettendo in luce a suon di gol, però sul piano tecnico Pirlo, Totti e Cassano non hanno sostituti. E’ altrettanto vero che nei vari campionati fanno la differenza i fuoriclasse  stranieri lautamente stipendiati che con il loro apporto elevano la qualità dei team peraltro già ben strutturati. Un solo campione non basta.   La Svezia nonostante Ibra è fuori dal Mondiale, Il Portogallo di Ronaldo naviga nella mediocrità, L’Argentina di Messi per ora non ha vinto nulla o quasi. E’ assai diffusa la smania di rovistare in ogni angolo del pianeta per scovare  giocatori da acquistare a poco prezzo  e trasferirli nel nostro campionato, con la speranza di avere individuato futuri campioni. In realtà spesso arrivano calciatori assolutamente modesti. Non a caso il 62% dei giocatori di serie A sono stranieri e soltanto il 38% italiani. Tutto ciò finisce inevitabilmente per togliere spazio ai nostri ragazzi costretti a barcamenarsi nelle serie inferiori mentre altri sono obbligati a cercare fortuna oltre confine. Visti gli endemici problemi economici tanto vale puntare sui prodotti del vivaio soprattutto quando  dimostrano di avere ottimi requisiti di base.  L’Inter nel 2012 si è aggiudicata la Next Generations, tutti a magnificare giustamente il settore giovanile dei nerazzurri, poi nessuno di quei ragazzi gioca in Serie A. Al contrario l’Ajax sconfitto in finale ha lanciato in prima squadra ben quattro ragazzi. Ma da noi il salto tra la Primavera e la prima squadra è notevole. Il passaggio deve esser graduale  Ecco perché, come fanno in Europa, ci vorrebbero le seconde squadre. Nei campionati minori, dove molti vengono dirottati, il calcio è più agonistico e di qualità inferiore. Chi è dotato di soli valori tecnici rischia di giocare poco e in quella fase delicata di formazione c’è il consistente pericolo di perdersi nel mare magnun della mediocrità. Per lanciarli nei contesti maggiori occorrono  allenatori coraggiosi e pazienti. Guidolin ad esempio, non ha avuto remore a puntare su Scuffet, un portiere di 17 anni che sta ripagando per intero la fiducia accordata. Forse mancano istruttori e maestri di tecnica specializzati. Sta di fatto che la Serie A è un campionato con l’età media dei giocatori più alta. Dal che si deduce che le squadre preferiscono avvalersi di giocatori esperti. I grandi club magari sovvenzionati da oligarchi o munifici magnati arabi hanno soldi da spendere. Ciò nonostante c’è chi valorizza al massimo il proprio vivaio. Il Barcellona ha in rosa ben 14 giocatori provenienti dalla cantera di cui quattro titolari nella prima squadra. A cominciare da Messi, per arrivare a Iniesta, Xavi, Piquè , altri canterani di spicco. Il Real di Ancelotti, per quanto spendaccione, ha Casillas, Morata, Isco e Jesè. L’Atletico, giustiziere del Milan, dal suo bacino d’utenza giovanile ha pescato , Koke, Mario Suarez e Gabi. Il Bayern di Guardiola ha dominato la Bundesliga e ha dato spettacolo anche con giocatori costruiti in casa: Schweinsteiger, Muller e Kroos e quando ha effettuato degli acquistato ha puntato su Gotze (21 anni) e Al Cantara (22) pensando al futuro. L’età media è tra le più basse d’Europa.  Anche il Borussia è ritornato competitivo con la redditizia politica del largo ai giovani. Le nazionali del Belgio e della Svizzera sono salite sulla ribalta internazionale puntando sulle nuove leve.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 01/04/2014
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