Il possesso palla non può prescindere dalla velocità di esecuzione

Nel primo turno delle semifinali di Champions il Bayern Monaco con il Real Madrid ha avuto un netto predominio territoriale (71,2% di possesso palla) con una manovra però orizzontale senza ritmo e sterile. Solo alcuni innesti a cammino in corso hanno alzato i ritmi e prodotto palle gol. Il Real è cresciuto alla distanza e ha conquistato un successo sofferto. Intensità, palleggio prolungato, pressing e organizzazione creano superiorità numerica e consentono di guadagnare campo in avanti, ricorrendo sistematicamente alle verticalizzazioni c’è il rischio di farsi trovare scoperti. Così è stato: quando il Bayern di Guardiola perdeva palla scattavano le ripartenze del Real. Tutt’altra storia tra Atletico Madrid (68,6% di possesso) e Chelsea (31,4%). La tattica ultra-difensiva di Mourinho (4 difensori fissi sulla linea centrale, 3 centrocampisti votati ai contrasti, 2 esterni d’attacco che marcavano i terzini dell’Atletico in pratica, come qualcuno ha scritto uno schieramento 9-0-1) ha permesso ai Blues di portare a casa uno squallido 0-0. Tutto rimandato al ritorno. La classifica delle squadre con il maggior possesso palla medio: Bayern 70,7% con 138 gol (24 in Champions), Barcellona 66,8% con 137 gol (21 in Champions), Psg 64,5% con 132 gol (25 in Champions), Real Madrid 59,6% con 142 gol (33 in Champions).
Nella fase difensiva chi è preposto per difendere non deve limitarsi a intercettare ma deve essere in grado di avviare l’azione. Quando in questa fase si perde la palla è indispensabile riconquistarla attraverso il pressing. E’ altresì indispensabile contrastare chi entra nella propria zona e chiudere gli spazi al portatore di palla impedendogli di ragionare. E’ opportuna la protezione della porta e per eseguirla correttamente bisogna farsi trovare nello specchio di riferimento dell’avversario che attacca palla al piede. Pressing e fuorigioco con l’intento di avanzare sull’avversario per limitare tempi e spazi. E’ necessario portare più giocatori possibili dietro la linea della palla e tenere le giuste distanze. Le migliori difese d’Europa: Bayern 20 gol subiti, Atletico Madrid 22, Barcellona 28 gol, Chelsea 26, Real Madrid 32.
Nella fase offensiva è importante lo smarcamento. Il gioco moderno è frenetico e ha ritmi elevatissimi gli spazi e i tempi sempre più brevi e veloci e il movimento senza palla e la velocità di pensiero sono fattori imprescindibili per sottrarsi al controllo dei difensori e mettere in difficoltà gli avversari. E’ allora quanto mai opportuno muoversi in continuazione per offrire più possibilità di sviluppo alla manovra. E’ indispensabile la collaborazione e le combinazioni dei movimenti tra più giocatori in modo da dettare il passaggio nella direzione voluta e cercata nella quale si fiondano quando attaccano. Per rendere efficaci le azioni bisogna variare con frequenza la zona di partenza, con cambi di gioco che liberano aeree di campo per preparare l’azione e consentire gli inserimenti, i tagli, le sovrapposizioni e il tourbillon delle punte. Tra gli attacchi più prolifici d’Europa: Liverpool 96 reti in 34 partite di Premier League (calcio totale e gran possesso palla ma 44 gol subiti), l’Atletico Madrid nelle varie competizioni ha un totale di 109 gol (22 in Champions), Juventus 98 (9 in Champions), Chelsea complessivamente 95 (18 in Champions). Per ottenere il massimo occorre un organico con una condizione psicofisica ottimane che abbia velocità, forti motivazioni, tecnica individuale, visione di gioco, tattica individuale e tattica di squadra con schemi perfettamente studiati e memorizzati, un collettivo con un’organizzazione accurata dove ogni giocatore è tenuto a rispettare i compiti e i ruoli assegnati e deve essere d’aiuto e di sostegno al compagno in possesso di palla quando viene a trovarsi in difficoltà perché pressato dagli avversari. E’ importante la continuità di rendimento.
Scritto da Tiziano Crudeli il 30/04/2014

