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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Se De Sciglio è un vanto, Darmian è il rimpianto

Matteo Darmian, nato a Legnano il 2 dicembre 1989, ha debuttato in Nazionale nell’amichevole con l’Irlanda. I giudizi: «Esame superato: tonico e autoritario». Prandelli: «Bel debutto, gli esterni (lui e De Sciglio, ndr) si sono alzati con i tempi giusti». Sconcerti: «Darmian è un generoso, non un fenomeno. Bella corsa, piede duro, ma non mi sembra abbia avversari». Sky: «Darmian e De Sciglio tra le note più positive dell’amichevole con l’Irlanda». Corriere dello Sport: «Darmian è la nota lieta dell’Italia. Scende e fluidifica sulla fascia con i tempi giusti e con profitto». Darmian ha iniziato a giocare a Rescaldina nell’oratorio del suo paese e poi la trafila nelle giovanili del Milan per esordire a 17 anni in prima squadra il 18 novembre 2006 in Coppa Italia. Il 19 maggio 2007 fa la sua prima apparizione in campionato nel match contro l’Udinese. Nel 2009 va in prestito al Padova. Nel 2010 il Palermo riscatta la metà del suo cartellino. Nel 2011 passa in prestito al Torino. Nel 2012 il Palermo lo riscatta per 500 mila euro. Il 5 luglio 2012 va in comproprietà al Torino per 850 mila euro. La società granata nel 2013 lo acquista definitivamente. E’ anche doveroso precisare che tali operazioni hanno portato nelle casse rossonere delle preziose plusvalenze e le acquisizioni in comproprietà di altri giocatori (Comi del Torino). Chissà se i numerosi giudizi positivi stilati nei suoi confronti dopo la partita in Nazionale hanno creato imbarazzo e un accentuato senso di colpa a chi nel Milan lo ha lasciato andare via convinto che non fosse in grado di sfondare. Eppure Filippo Galli, che lo ha allenato per due anni nella Primavera, aveva detto a Galliani: «Darmian è uno dei giovani che può avere un futuro ad alti livelli». Nel Torino ha disputato una grande stagione. Matteo Darmian e Mattia De Sciglio, che Prandelli contro l’Irlanda ha schierato a sinistra là dove Seedorf gli preferiva Constant, formano una coppia molto interessante. Il salto dalle categorie giovanili al calcio professionistico è difficile, purtroppo non c’è molto tempo per attendere il definitivo processo di maturazione dei ragazzi. Filippo Galli ha dichiarato: «I talenti vanno valorizzati a prescindere dall’età, tanto più se si tratta di difensori esterni che di questi tempi sono una rarità». Per arrivare ai massimi livelli oltre alle qualità, servono cervello, personalità e maturità, doti che in un ragazzo in crescita puoi solo intravedere senza avere certezze. Molto dipende dalla famiglia e dall’autorevolezza dell’allenatore. E dalla competenza di coloro che sono preposti a selezionarli e a seguirli nel loro percorso. Poi spetta alla dirigenza che, sentito il parere dei tecnici di fiducia, siano capaci di assumersi l’onere della decisione finale non perdendo di vista gli aspetti economici del presente e le prospettive future degli elementi più qualificati. Spesso le necessità di monetizzare e far quadrare i conti spinge ad accelerare i tempi. Certo, sbagliare è umano ma se gli errori si ripetono e comportano esborsi improduttivi è la prova della poca lungimiranza degli addetti ai lavori. Topiche ancora più gravi nel momenti in cui la crisi economica di fatto ha ridotto le disponibilità finanziarie dei club e quindi è indispensabile ottimizzare gli investimenti. Un buon dirigente i giocatori che acquista o cede deve visionarli di persona. Quando un De Sciglio approda tra i titolari è un vanto per l’intero settore giovanile. Al contrario quando un Darmian entra nel novero dei giocatori italiani più forti, un minimo senso di colpa di chi lo ha sbolognato troppo in fretta è scontato tanto più che in quel ruolo la squadra della sua prima società è alla ricerca di un giocatore con le sue attuali caratteristiche che, fra l’altro, sul mercato ha raggiunto quotazioni elevatissime.

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  Scritto da redazione_piemonte il 12/06/2014
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