Quantcast

Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×
Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

E' il collettivo che esalta le qualità del singolo

Un fuoriclasse da solo non sempre è in grado di fare miracoli. Arrigo Sacchi ne è convinto: «Ricordo ai cultori del giocatore salvatutto che deve inventare e trascinare la squadra dal nulla, che nel mondiale del 2010 Messi, Ronaldo, Ribery, Kakà e Rooney non riuscirono a trascinare la loro nazionale neppure in semifinale. Il gioco migliora il singolo, così come la motivazione». In effetti è il collettivo che esalta le capacità del singolo. Il fuoriclasse moderno intanto deve avere determinazione, deve essere funzionale al progetto tecnico, deve essere eclettico, deve pensare in maniera rapida e giocare a un ritmo ossessionante, consapevole che il contrasto durissimo è in agguato. Come dire: qualità abbinata a velocità nella corsa e nelle reazioni. Il tasso tecnico medio è cresciuto. Una volta prevalevano il dinamismo, la corsa, il difensivismo accentuato come il vecchio catenaccio, o il calcio bailado sudamericano che deliziava con cadenze molto basse. Oggi il calcio si è evoluto, i ritmi sono aumentati. Cambiano i tempi e le metodologie, bisogna adeguarsi. Per vincere occorre un equilibrio di valori: un reparto arretrato fortissimo, un centrocampo di qualità supportato da una condizione atletica perfetta e un attacco che non sbaglia un colpo. Sempre Arrigo Sacchi entra nel dettaglio e cita esempi tattici significativi: «Guardiola sosteneva che per il suo Barcellona il pressing era fondamentale perché consentiva ai giocatori di crescere in personalità e idee. E come dato aggiuntivo toglieva pure autostima e gioco agli avversari. Guardiola mi raccontava quanto fosse importante il lavoro di sganciamenti dei vari esterni bassi e delle punte esterne per creare spazi a Messi e a Iniesta. Così dovevano muovere la palla velocemente cercando il possesso palla, al fine di trovare un pertugio dove colpire con attacchi in profondità. E qui emergeva la capacità di attaccare gli spazi. Senza queste componenti si rischiava di divenire noiosi anche con un campione come Messi».

La Spagna si è persa per strada anche perché Iniesta e compagni sono calati fisicamente e non hanno più continuità. L’Inghilterra esce con le ossa rotte eppure Sterling e Sturridge sono eccellenti individualità ma i compagni non sono riusciti a metterli in condizioni di rendere al massimo e così hanno dovuto fare le valigie. Eliminato anche il Portogallo, squadra troppo modesta nonostante Cristiano Ronaldo. All’Italia non sono bastati un ottimo Pirlo, un promettente Verratti, e un De Rossi combattente di razza, che un inviato di un qualificato quotidiano sportivo ha così etichettato: «Un centrocampo come il nostro non ce l’ha nessuno». Poi al lato pratico pur avendo avuto un possesso palla del 55,5% contro l’Inghilterra, 60,2% con la Costa Rica e 56,8% con l’Uruguay, il rendimento non è stato funzionale alle punte. Il duo Balotelli-Immobile, al di là dei grossolani errori di mira e comportamentali del milanista e della inconcludenza del torinista, non hanno ricevuto adeguati rifornimenti. Nelle ultime due partite l’Italia ha centrato la porta avversaria soltanto con 3 punizioni di Pirlo. Inutile criticare gli attaccanti se non sono debitamente assistiti. E’ sbagliato anche cercare un solo capro espiatorio. Si vince o si perde in undici. 

Si può conquistare la Champions con una difesa ad oltranza dove tutti, anche gli attaccanti, sacrificandosi danno un prezioso contributo alla fase di contenimento (vedi l’Inter di Mourinho). Ma si può prevalere dando spettacolo con una tattica accorta in grado di proteggere il reparto arretrato per poi sfruttare le micidiali ripartenze di campioni del calibro di Cristiano Ronaldo (vedi il Real Madrid di Ancelotti). Comunque per emergere bisogna avere prima di tutto muscoli e cervello, se poi c’è pure il talento il raggiungimento dei massimi livelli è assicurato.

Condividi su Facebook    Condividi su X
Print Friendly and PDF
  Scritto da Tiziano Crudeli il 01/07/2014
Tempo esecuzione pagina: 0,03316 secondi