I bilanci sono in rosso, difficile fare mercato
Serie A in crisi, come ripartire?

I dati ufficiali dei bilanci delle società di Serie A sono la riprova della crisi economica del nostro calcio. L’eccezione è l’Udinese, l’unica ad avere un saldo attivo di 32,266 milioni. Risultato raggiunto con una gestione che prevede l’acquisizione a prezzi contenuti di giocatori promettenti poi ceduti al miglior offerente. Giocatori che prima di essere acquistati vengono monitorati con filmati proiettati in una sala allestita nella sede del club. L’Udinese stanzia somme importanti per lo scouting per cui ha una rete di osservatori capillare che a livello internazionale spazia un po’ ovunque. Tra le operazioni più remunerative vanno annoverati Sanchez al Barcellona, Benatia alla Roma, Cuadrado alla Fiorentina, Handanovic all’Inter, Asamoah e Isla alla Juventus, Candreva e Basta alla Lazio. Ciononostante nella stagione appena terminata hanno lanciato Simone Scuffet, portiere che ha dimostrato di essere uno dei migliori e purtroppo anche lui è destinato ad emigrare (nell’Atletico Madrid?). Il ds Giaretta spiega: «Noi teniamo in rosa i diciannovenni di valore, i prestiti fermano la crescita dell’atleta». In effetti molti ragazzi si perdono nei meandri delle categorie inferiori dove non vengono seguiti dagli allenatori perché preferiscono andare sul sicuro e schierare giocatori più esperti. L’Udinese non ha l’obbligo di vincere il campionato o la Champions League, quindi può permettersi di aspettare il processo di crescita dei giocatori ingaggiati. Peccato che siano quasi tutti stranieri.
La Juventus, leader in Italia, per confrontarsi alla pari con le big d’Europa deve potenziare l’organico con giocatori affermati ma costosi. Il fatturato (274,8 milioni) è cresciuto ma pure i costi, tanto è vero che ha un passivo di bilancio di 15 milioni e 911 mila euro. Iturbe, Morata e Evra sono costati un occhio della testa, quindi per reperire risorse dovrà vendere alcuni pezzi pregiati. La Juventus, attenta al mercato internazionale, ha ingaggiato a parametro zero il diciottenne attaccante esterno, già nazionale Under 21 della Francia, Kingsley Coman. Quando si acquistano stranieri, che relegano in secondo piano i ragazzi del vivaio che nel loro peregrinare hanno evidenziato eccellenti doti, è naturale porsi domande del tipo: Coman è più forte di Berardi? Morata segnerà più di Immobile? Iturbe offre maggiori garanzie di Gabbiadini? A confermare la bontà di certe scelte c’è il confortante esempio di Paul Pogba.
La Roma (125,5 milioni di fatturato) ha un rosso di 40,1 milioni di euro di cui il 5,6% viene dirottato al settore giovanile. Probabilmente i giallorossi dovranno ricorrere a qualche cessione per potenziare i ranghi. Il Napoli (116,4 milioni di fatturato) grazie alla cessione di Cavani e Lavezzi ha un attivo di 8 milioni e 73 mila euro, ma per essere competitivo deve provvedere a ritocchi di qualità. La Fiorentina (73,4 milioni di fatturato) chiude il 2013 con un attivo di 1 milione e 156 euro. L’Inter (168,8 milioni di fatturato) invece è in rosso di 79 milioni e 882 mila euro. Il Milan (275,9 milioni di fatturato) è sotto per 15 milioni e 724 mila euro. Difficile risalire la china senza disporre di risorse finanziarie. Tra le più virtuose da segnalare il Chievo con un attivo di 1 milione e 531 mila euro e l’Atalanta con 10 mila euro di attivo ma con ben 8 giocatori del vivaio tra i titolari. Lo stesso numero di giocatori (otto) che dalla cantera del Barcellona sono approdati in prima squadra. Come dire: c’è chi sa valorizzare le nuove leve e chi no. Il costo del personale ha incidenze notevoli. Basti pensare che la Juventus spende 163 milioni e 463 mila euro, il Milan 151 milioni e 275 mila euro, l’Inter 127 milioni e 984 mila euro. Gli investimenti sui settori giovanili: la Juventus investe il 2,5% del fatturato, l’Inter il 2,6%, il Milan il 2,9% e la Roma il 5,6%. Con quali risultati?
Scritto da redazione_piemonte il 15/07/2014

