Il nuovo Milan: Inzaghi dovrà fare di necessità virtù...

Con Inzaghi allenatore del Milan i tifosi rossoneri hanno ritrovato l’entusiasmo di un tempo. Al raduno c’è stato un bagno di folla sorprendente (più di 2.000 tifosi). Sono però vietati i voli pindarici. L’attuale organico del Milan è discreto ma non eccezionale. Oltretutto il budget di spesa è limitato. Quando non si hanno grandi possibilità economiche si è costretti a “fare le nozze con i fichi secchi”. Quindi SuperPippo, che non ha la bacchetta magica, di necessità dovrà fare virtù. I buoni propositi, però, non mancano. Inzaghi, che si avvarrà della collaborazione di otto tecnici, ha detto chiaro e tondo che pretenderà dai giocatori totale dedizione: «Chi non lotta non può giocare per me». Un avviso ai naviganti forte e chiaro. Sicuramente quando ci sono le motivazioni si possono ottenere ottimi risultati. La Juve di Conte insegna. Eppure molti sono convinti che nel trend positivo di una squadra l’allenatore incida al massimo il 30%. Sono giocatori le componenti essenziali di un team di prima fascia.
Il Barcellona ha speso 80 milioni per Suarez, 12 per Claudio Bravo, 12 per Ter Stegen e 18 milioni per Rakitic. Un totale di 122 milioni compensati solo in parte dalle cessioni di Fabregas al Chelsea per 35 milioni (che ne ha spesi altri 40 per Diego Costa) e Sanchez all’Arsenal per 37,8 milioni. Il Real Madrid dopo Toni Kroos, 30 milioni al Bayern, per 78 milioni si sta assicurando James Rodriguez. Il Psg ha acquistato per 50 milioni David Luiz e farà coppia con Thiago Silva dal quale il Milan ha ricavato 42 milioni. Ciononostante la difesa del Brasile col duo più costoso del mondo ha incassato 17 gol in 7 partite. Il Manchester United ha speso 40 milioni per Shaw del Southampton, 35 milioni per Herrera dell’Athletic Bilbao. Sempre più difficile rivaleggiare con i club più ricchi che fanno razzia di top players. Il Milan per risalire la china ingaggia a parametro zero Agazzi, Alex, Menez e spende 4 milioni per Rami.
Il Milan è fuori dalle competizioni internazionali per cui dovrà “soltanto” misurarsi con le squadre italiane. A parte il fatto che nel campionato appena terminato il gap con le prime era notevole (45 punti dalla Juve, 28 dalla Roma che ora ha acquistato Iturbe per 28,5 milioni; 21 dal Napoli e 8 dalla Fiorentina) va anche precisato che le big stanno potenziando gli organici mentre il Milan non può permettersi sostanziosi investimenti anche perché ci sono alcuni debiti pregressi (la “liquidazione” di Seedorf e le tre rate che mancano per l’acquisto definitivo di Balotelli) che pesano sul bilancio. Forse Inzaghi, che ha allenato gli Allievi e la Primavera con la quale ha vinto il Torneo Internazionale di Viareggio, è l’uomo giusto per valorizzare anche tra i professionisti alcuni giovani del vivaio. C’è la speranza che Inzaghi prima o poi riesca a scovare un nuovo Gotze, match winner nella finale del Mondiale.
Le nostre società devono cambiare mentalità, metodi e sistemi. Magari copiando la Germania che ha saputo costruire un’organizzazione (366 centri federali) in grado di allevare le nuove leve. Il testimonial di questa politica è proprio Mario Gotze che il Bayern Monaco nel 2013 ha prelevato dal Borussia Dortmund per la “modica” somma di 32 milioni. La Nazionale tedesca è multietnica (Ozil, Boateng, Khedira figli di turchi, ghanesi, tunisini, Mustafi, e i “polacchi” Klose e Podolski, made in Germany). E quindi può attingere anche in quel bacino d’utenza. Per considerare cittadino tedesco il bambino appena nato figlio di immigrati occorre che la residenza di uno dei due genitori sia in Germania e abbia un permesso di soggiorno permanente da almeno 3 anni. La percentuale degli stranieri in Bundesliga è del 45,9%, quella della Serie A è del 53,8%, 14 club tedeschi su 18 hanno un bilancio attivo. Impariamo gente, impariamo.
Scritto da Tiziano Crudeli il 22/07/2014

