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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Calcio italiano in crisi, serve battere altre strade

Carlo Ancelotti: «In questo momento il calcio italiano non ha giocatori di livello internazionale, manca la qualità. Ci sono sempre i soliti Pirlo, Buffon, De Rossi, Totti che sono stagionati. Dobbiamo aspettare che i giovani maturino». Le difficoltà nascono anche dal fatto che, portieri a parte, gli italiani titolari in Serie A sono circa 80 (9 nel Sassuolo, nell'Empoli e nel Cesena, 8 nel Torino). Le prime 5 del campionato insieme arrivano a 10 italiani titolari. Nelle battute conclusive del mercato sono stati effettuati 103 acquisti di stranieri di cui 65 provenienti dall'estero e 38 che giocavano in Italia ma non in Serie A. La Lazio in una rosa di 32 giocatori ne ha 26 stranieri. L'Inter 24 su 30, l'Udinese 25 su 34, la Fiorentina 25 su 35, Roma e Napoli 25. Juve e Milan non più di 14. Dei 588 tesserati, 314 sono stranieri (53%). Nella Liga sono 195 su 506 (38%). In Germania 244 su 521 (46,8%). La Premier League, compresi i gallesi, nord irlandesi e scozzesi, raggiunge il 67%. La tendenza dei nostri club oltre a questioni di scelte tecniche viene spiegata da ragioni di ordine economico: in Italia ogni operazione deve essere garantita con fideiussioni bancarie. All'estero no. Addirittura in alcuni stati neppure si paga l'Iva.

Si complica il lavoro del nuovo ct della nazionale Antonio Conte che ha un bacino d'utenza molto ristretto. Per rilanciare il calcio italiano bisogna puntare sui settori giovanili. Lo impongono anche i bilanci in rosso dei nostri club. E invece, come abbiamo verificato, si predica bene ma si continua a razzolare male. C'è, però, chi ci sta provando. A tal proposito il nuovo corso dell'Inter è interessante sempre che in futuro i migliori prodotti del vivaio trovino spazio. Thohir ha rivoluzionato la struttura societaria e il settore giovanile. Il nuovo capo degli osservatori è Massimiliano Mirabelli, ex ds del Rende e del Cosenza che, dopo l'esperienza al Sunderland, ora risponde a Piero Ausilio. Lo staff è composto da: Fontana, Bedin, Moro, Lima, Filucchi, Cericola e i nuovi Sotera, arrivato dal Parma, e Verdelli. Ciascun componente dello staff segue, attraverso WyScout, i campionati di una precisa area geografica. Gli elementi più promettenti vengono messi in lista in un sofware, “Scout 7” che viene usato anche dal Barcellona e della Juve. In aggiunta nel database dell'Inter saranno inserite anche le relazioni degli osservatori del Dc United, l'altro club di proprietà di Thohir. Dopo le relative segnalazioni e le valutazioni scatta la fase successiva che prevede l'invio sul posto dei propri collaboratori. 

Il Milan, fermo restando che ha una propria struttura, quest'anno ha dato in prestito molti Primavera: Compaore alla Pergolettese, Pinato al Lanciano, Simic e Tamas al Varese, Benedicic al Leeds, Iotti all'Elche, Marson al Palermo. Altri sono ceduti definitivamente: Andrenacci al Brescia, Ferrari all'Hellas Verona, Bendè Bendè all'Honved, Aniekan ai lituani del Dainava Alytus, Cernigoi alla Pro Sesto, La Ferrara al Gozzano, Viola all'Inveruno, Saporetti al Cesena, Pedone alla Carrarese, Anelli al Carpi, Barisic è invece rientrato al Catania per fine prestito.

La Juventus ha trasferito alla Pro Vercelli ben 12 giocatori. L'Inter, invece, ha dirottato 11 calciatori al Prato che milita in Lega Pro ed è allenato da Vincenzo Esposito, ex allenatore della Primavera nerazzurra tra il 2006 e il 2009 quando in quelle squadre giocavano Balotelli e Destro. Un modo per far maturare i ragazzi cresciuti nel vivaio che hanno così la possibilità di acquisire esperienze e che, a medio termine, possono ottenere dei buoni risultati ed essere utili alla causa. Questa è una strada da battere in attesa magari di poter allestire squadre B da inserire nei campionati di Lega Pro. Per la verità però Macalli, neo-vicepresidente federale, da questo orecchio non ci sente.

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  Scritto da redazione_piemonte il 02/09/2014
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