La crisi e il calciomercato. C'è chi ha speso, e chi no

Dopo la vittoria del Milan sulla Lazio i tifosi rossoneri hanno ritrovato un po' di entusiasmo. Pippo Inzaghi, soddisfatto della prestazione della squadra, sta con i piedi per terra: «Non bisogna illudersi, dobbiamo migliorare e acquisire certezze. Secondo me tre squadre hanno qualcosa in più, sono forti e si sono rinforzate. Noi siamo un gradino sotto, ma con voglia e temperamento possiamo ottenere buoni risultati». Questo non significa che il Milan non proverà a scalare la classifica nel tentativo di raggiungere la qualificazione in Champions, ma allo stato attuale i valori delle prime sono superiori. Visto che siamo solo all'inizio della stagione è presto per stabilire una graduatoria. Il Milan chiude il mercato con 10 acquisti e 14 cessioni. Le new entry hanno rinforzato l'organico e consentito un attivo di 17,8 milioni (15,3 milioni in uscita e 33,1 in entrata). Considerato che le società italiane non dispongono di grandi risorse, devono arrangiarsi. In Serie A per i nuovi acquisti sono stati spesi 330 milioni (200 in più dell'anno scorso). In Spagna 534, in Germania 314, in Inghilterra 1053 (300 milioni in più dell'anno scorso).
I ricavi di cui usufruiscono i club inglesi sono frutto anche di un notevole aumento dei proventi televisivi che nel triennio 2013-16 hanno ottenuto un incremento del 60%. Già al primo anno le 20 squadre di prima divisione si sono spartite 1963 milioni. In Serie A gli introiti sono meno della metà (823 milioni) di cui 117 a stagione. Altro aspetto non indifferente è rappresentato dal fatto che in Premier gli stadi di proprietà sono 8. In Italia 2. Bisogna poi tenere conto dei ricavi che derivano da marketing e sponsorizzazioni. In questa graduatoria il primo posto spetta al PSG con 254,7 milioni, poi Bayern 237,1, Real Madrid 221,6, Manchester United 177,9, Barcellona 176,8, Manchester City 166,9, Liverpool 114, Borussia Dortmund 109, Chelsea 97,9. Il Milan è la prima squadra italiana con 96,2 milioni, la Juventus seconda con 68,4, l'Inter terza con 67,9, la Roma quarta con 38,3.
Lo United si è potuto permettere il lusso effettuare acquisti per 193,55 milioni contro i 41,76 incassati, saldo negativo: 151,79 milioni. Il Barcellona ha speso 157,25 milioni e i ricavi sono 80,80, il saldo negativo è 76,45 milioni. Terzo il Liverpool con un esborso di 151,43 milioni controbilanciato da 93,22 in entrata. La differenza comporta un rosso di 58,21 milioni. Il Real Madrid ha investito 122,50 milioni, le entrate sono 113,95 milioni, il passivo è di soli 8,55 milioni. Atletico Madrid 110,10 milioni e 88 invece le entrate: saldo negativo di 22,10. Chelsea 106,70 milioni in uscita e 97,01 in entrata, saldo negativo di 9,69 milioni. L'Arsenal 101,63 milioni in uscita e 15,70 in entrata, saldo negativo di 86,03 milioni. Il City 79,32 milioni spesi e 33,5 di ricavi, il rosso è di 45,77 milioni. La Roma è il club italiano che ha speso di più: 58,06 milioni e 32,6 in entrata. Il saldo negativo è 25,46 milioni. La Premier produce un fatturato di 2.946 milioni. La Serie A, invece, di 1.632 milioni. E' un'impresa sempre più ardua confrontarsi con i club più ricchi che fanno incetta dei migliori giocatori investendo somme che il calcio italiano non si può permettere.
In Italia i trasferimenti sono stati 738, in Inghilterra 304, in Spagna 305, in Germania 233, in Francia 240. In Italia sono stati spesi 323,372 milioni. La Roma è la società che ha sborsato di più: 55 milioni compensati in parte dalle cessioni: 32,5 milioni. L'altra faccia della medaglia è l'Empoli che non ha registrato alcuna uscita. Ricordiamo che sempre da noi sono state abolite le comproprietà ma con l'escamotage dei prestiti i movimenti di mercato sono stati numerosi. In Inghilterra la spesa totale è stata 1.034,395 milioni; Spagna 480,877; Germania 283,655; Francia 134,055.
Scritto da Tiziano Crudeli il 09/09/2014

