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Juventus, Zaza e Berardi: cederli è stato un affare?

Le componenti per un giovane che vuole arrivare al top sono tante. Dalle doti tecniche alla fiducia delle società, dagli allenatori all’impegno e la serietà dei giocatori. Bisogna avere il coraggio di farli giocare. Se ben utilizzati, i risultati arrivano. Purtroppo spesso non c’è il tempo di aspettarne la crescita. E allora si corre il rischio di perderli per strada salvo poi recuperarli con onerosi esborsi, come probabilmente sarà il caso di Simone Zaza.   

Nel 2010 Fabio Paratici, collaboratore di Marotta alla Sampdoria, lo prelevò a parametro zero dall’Atalanta, col rammarico di Mino Favini che per lui aveva la massima considerazione. Dopo alcune stagioni alla Juve Stabia, al Viareggio (11 gol in Lega Pro) e all’Ascoli dove segnò 18 gol in Serie B, quando Paratici seguì Marotta alla Juventus lo acquistò per 3,5 milioni e la metà del cartellino di Manolo Gabbiadini e venne dirottato in comproprietà al Sassuolo per 2,5 milioni. Quest’anno la società emiliana lo ha riscattato per 7,5 milioni. Un’operazione che  ha portato nelle casse bianconere 6,5 milioni netti. Dopo le convincenti prestazioni in Nazionale Zaza e Immobile, altro ex juventino ceduto insieme al Torino al Borussia Dortmund, stanno dimostrando una buonissima intesa. Probabilmente se entrambi non fossero stati ceduti, la Juventus potrebbe contare su una coppia di attaccanti italiani di valore. Non solo, la società avrebbe risparmiato i 20 milioni spesi per Morata. I tre scudetti sono la riprova che le scelte effettuate dalla dirigenza della Juventus hanno prodotto risultati straordinari, ma per riportare l’emergente Zaza a Torino dovrà esercitare il diritto di contro riscatto e sborsare 15 milioni al termine della prossima stagione o addirittura 18 milioni tra due anni. Più tempo passa più questi giocatori costeranno.

Altro giocatore che nel Sassuolo si è messo in grande evidenza segnando 16 gol in 29 partite di Serie A è il ventunenne Domenico Berardi, protagonista nella Nazionale Under 21 del ct Gigi Di Biagio. Nel 2013 il 50% del suo cartellino è passato alla Juventus in cambio della metà di Luca Marrone. La Juve col Sassuolo ha rinnovato la comproprietà mentre Marrone è ritornato definitivamente in bianconero. L’eventuale riscatto di Berardi che verrà discusso a luglio del prossimo anno, è di 15 milioni. In sostanza la Juventus nel caso volesse riacquistare Zaza e Berardi dovrà spendere complessivamente 29/30  milioni. Valeva la pena cedere Zaza, Immobile e la metà di Berardi? E’ anche vero che la Juventus ha il merito gli di aver acquistato a costo zero Pogba e Coman. E’ anche doveroso ribadire che la Juventus in tema di giovani ha un’organizzazione e una visione ad ampio raggio. La società bianconera controlla ben 81 giocatori di cui 58 in prestito e 23 in comproprietà così distribuiti: 19 in Serie A (1 al Parma, 3 al Torino, 1 al Verona, 4 all’Atalanta, 1 alla Sampdoria, 2 al Genoa, 1 all’Udinese, 3 al Sassuolo, 1 all’Empoli, 2 al Cesena) 37 in Serie B, 15 in Lega Pro e 10 all’estero. I più promettenti oltre ai già citati Zaza e Berardi sono Daniele Rugani, Stefano Sturaro, Nicola Leali e Manolo Gabbiadini. 

 

Elogi incondizionati al Sassuolo del presidente Squinzi che nella sua squadra ha in rosa 25 giocatori italiani e solo 3 stranieri. Complimenti anche a Di Francesco, braccio tecnico esecutivo del club emiliano, che ha saputo valorizzare e ben utilizzare Zaza e Berardi, ora al centro delle attenzioni di tutti gli addetti ai lavori. Da segnalare anche il difensore centrale Antei, azzurro Under 21 proveniente dal vivaio della Roma. Molti predicano bene ma poi razzolano male e alle prime difficoltà si rimangiano i buoni propositi relegando i giovani in secondo piano. Di Francesco ha avuto il coraggio di dare fiducia ai suoi ragazzi ed è stato premiato.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 16/09/2014
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