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Graziano Pellè porta i "Santi" in paradiso...

Graziano Pellè, nonostante i 29 anni compiuti (è nato il 15 luglio 1985 a San Cesario di Lecce), è il volto nuovo del calcio italiano. Come dire: non è mai troppo tardi. Sembrerà strano ma adesso tutti si accorgono di questo ragazzone di 193 centimetri, che molti paragonano a Luca Toni, punta centrale dotato di un gran tiro, capace di dialogare con i compagni di reparto anche nelle aree affollate, abile sulle palle alte, con discreta forza fisica e buone proprietà di palleggio (spesso calcia i rigori “a cucchiaio”). Per trovare spazio Pellè è dovuto emigrare all'estero perché in Italia non aveva grandi estimatori. In Olanda, dopo un lungo peregrinare, si è consacrato per poi effettuare un ulteriore salto di qualità in Inghilterra. Suo mentore Ronald Koeman nell'AZ Alkmaar, nel Feyenoord e ora nel Southampton. 

Il suo percorso comincia a Lecce nel 2003-05 con poche presenze (2) e nessun gol poi Catania, quindi Crotone dove realizza 6 gol in 17 presenze, a Cesena nel 2006-07 le sue reti cominciano a prendere consistenza (10 in 37 partite). Nel 2007 approda all'AZ Alkamaar e vi rimane fino al 2011. Colleziona 78 partite e 14 gol. A quel punto tenta l'avventura in Italia al Parma, 11 presenze e 1 gol, poi nel 2012 alla Sampdoria: 12 partite con 4 gol, fugace ritorno a Parma 1 presenza e 0 gol. Gli anni della consacrazione (2012-14) sono legati al Feyenoord dove segna 50 gol in 57 presenze. Nel 2014 se lo accaparra per 11 milioni il Southampton. L'inizio della sua avventura in Premier è ottimo a conferma della sua crescita come attaccante di valore. Il 23 ottobre 2014 fa il suo esordio nella Nazionale di Antonio Conte segnando il gol vittoria contro Malta. Non male per un giocatore che nel recente passato era considerato un oggetto misterioso. Così in nazionali: Under 20 (10 presenze 7 gol), Under 21 (11 presenze 0 gol), Olimpica (5 presenze 0 gol), Nazionale maggiore (1 presenza 1 gol).

Per le sue prestazioni e per le reti realizzate nel Southampton è soprannominato "The italian goal machine". Eppure venne accolto con scetticismo. Sono bastate 8 partite e 6 gol per conquistare la stima degli addetti ai lavori. Il centravanti è diventato uomo copertina insieme al suo tecnico. Entrambi sono stati premiati come miglior giocatore e miglior allenatore del mese di settembre. Tenuto conto che la squadra era stata rivoltata come un calzino e come unico obiettivo aveva la salvezza, vedere il Southampton nelle prime tre è davvero sorprendente. I riconoscimenti vanno distribuiti tra l'allenatore e l'indiscusso protagonista che con i suoi gol ha portato in paradiso i Saints. Koeman tesse le lodi del suo pupillo: «Graziano sta giocando bene non solo per i gol ma perché si mette al servizio della squadra. In Premier è più difficile perché ci sono difensori più forti che non in Olanda».

Il passaggio dal torneo olandese a quello inglese non è stato semplice. A tal proposito Pellè ha spiegato: «Tra i due campionati c'è una differenza notevole di gioco. Mi sono dovuto adeguare ad una realtà diversa, il che ha comportato un lavoro più duro di quello a cui era abituato. Il premio come miglior giocatore del mese mi ha ripagato e dato grandi stimoli. Devo ringraziare chi mi ha dato fiducia». Dopo la doppietta contro il Sunderland di Vito Mannone, quando Ronald Koeman al 79' lo ha sostituito per consentirgli di sfilare sulla passerella finale tutto lo stadio St. Mary's era in piedi ad applaudirlo e gli ha dedicato una standing ovation. Graziano Pellè molto emozionato ha regalato un pillola di saggezza: «Nel calcio mai adagiarsi. Bisogna andare avanti e voltare pagina». Un suggerimento da seguire. Nello sport e nella vita per farsi largo occorrono tanto carattere e tanta  determinazione.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 28/10/2014
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