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Sogno che diventa realtà, la storia di Jack Bonaventura

Si possono effettuare ottimi acquisti senza sborsare troppo. Lasciamo stare i parametri zero che sono un terno al lotto, ma quando si punta su un giocatore che non ha un costo eccessivo e poi questo ha un ottimo rendimento vuol dire che non solo è stato un eccellente investimento ma che si è individuato in anticipo un elemento che, una volta valorizzato, è diventato un giocatore importante.

Jack Bonaventura, classe 1989 nato a San Severino Marche, cresciuto nell'Atalanta con breve apparizioni in prestito al Pergocrema e al Padova, aveva attirato l'attenzione di molte società, ma sul mercato non aveva raggiunto quotazioni elevate. Il Milan se lo è assicurato per 5 milioni più 2 milioni di bonus. Cifra abbordabile che la società rossonera ha recuperato con la cessione, per lo stesso importo, di Bryan Cristante al Benfica. Operazione vantaggiosa sempre che Cristante, ritenuto una promessa del calcio italiano, non si riveli un calciatore di valore assoluto. Bonaventura, 4 presenze nella Nazionale Under 19, 12 nell'Under 20, 1 nella Nazionale B, 2 nella Nazionale maggiore, comunque, ha tutti i numeri per emergere. Mister Pippo Inzaghi di lui ha detto: «E' un potenziale campione». Galliani: «E' un grande giocatore e una grande persona». C'è chi nei suoi confronti è più critico e sostiene: «Non è un fuoriclasse ma un professionista che riesce ad alzare il suo livello e quello della sua formazione e assicurare un prezioso contributo».

La trattativa con l'Atalanta si è risolta in tempi brevi. Il 31 agosto Bonaventura era a Milano per sottoscrivere il contratto con l'Inter che, per coprire la spesa aveva dirottato Guarin al Valencia. Gli spagnoli, però, rimangiandosi quanto stabilito pretendevano il prestito e non accettavano più la cessione definitiva. Venendo meno l'importo convenuto la società nerazzurra sospendeva l'acquisto dell'atalantino. Alle tre del pomeriggio dell'1 settembre dopo un timido approccio del Verona e un rilancio dell'Inter, sulla scena spuntava come un falco Adriano Galliani che, saltato l'acquisto di Biabiany e la cessione di Zaccardo, previo accordo con la società bergamasca, si fiondava sul giocatore e sul far della sera, a Casa Milan, gli faceva firmare il contratto. Dopo averlo siglato il giocatore per la gioia è scoppiato a piangere. Per Bonaventura era un sogno che si traduceva in realtà. Sì perché Jack è milanista dentro. 

“Jack” Bonaventura è un altro tassello che si aggiunge al cantiere in corso diretto da Galliani. Contro l'Inter è stato uno dei migliori. La sua prestazione è stata così commentata: «Il più applicato, il più sensato. Si divide tra Kovacic e Dodò e non rinuncia a dare palloni importanti (da ricordare il lancio col goniometro che ha consentito a El Shaarawy di presentarsi a tu per tu col portiere interista poi sciupato dal Faraone). Così come al 7' del secondo tempo quel diagonale che sembrava destinato in fondo al sacco poi deviato da Ranocchia». In un "derby dei poveretti” (Fedele Confalonieri dixit) il ragazzo di San Severino Marche ha confermato di avere qualità.  

Bonaventura è un giocatore eclettico, che abbina la tecnica alla corsa e sa sacrificarsi. Con i tempi che corrono e col modesto livello del calcio di casa nostra sono requisiti che contraddistinguono. La sua adattabilità gli consente di occupare più ruoli: mezzala, esterno offensivo, trequartista, tornante e uomo assist. Non disdegna le conclusioni a rete: nel suo curriculum di centrocampista ci sono 14 gol nell'Atalanta in Serie A con 4 reti segnate all'Inter. Il suo attuale bottino nelle 10 partite (7 da titolare) disputate con la maglia rossonera è di 2 gol realizzati: 1 contro il Parma e 1 contro il Cagliari. Da aggiungere anche il gol contro il San Lorenzo nel Trofeo Luigi Berlusconi.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 03/12/2014
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