A certi comportamenti occorre mettere un freno

La Polisportiva Cimiano è stata multata dalla Federazione «Per comportamento offensivo dei propri sostenitori nei confronti dell'Arbitro». Il Presidente Malavasi ha colto l'occasione per invitare i genitori dei suoi tesserati ad astenersi da atteggiamenti scorretti riservandosi, qualora dovessero ripetersi, di prendere provvedimenti. A Lodi, durante una partita del campionato Pulcini 2005, dopo uno scontro di gioco, un accenno di reazione, un dirigente riprende il ragazzino avversario per l'intervento scorretto, il genitore risponde per le rime e scatena discussioni sempre più animate che coinvolgono altri tifosi, in una sorta di escalation si è passati dagli insulti alle vie di fatto con calci e pugni da una parte e dall'altra. La Federazione, preso atto di quanto accaduto, ha vietato per un mese l'accesso ai rispettivi campi sportivi di parenti e tifosi delle due squadre. Un dirigente federale ha così commentato: «Episodi inammissibili per un'età in cui i bambini dovrebbero giocare e divertirsi, purtroppo quasi ogni settimana ci arrivano segnalazioni di tafferugli».
Intemperanze che nei campionati giovanili si verificano ovunque. Le ultime in Sardegna nel campionato Juniores. L'arbitro era una ragazza di 18 anni che ha espulso un giocatore. Una decisione che ha scatenato un putiferio tanto che è stata inseguita da un pubblico inferocito e per evitare il linciaggio è stata costretta a barricarsi negli spogliatoi. A due sedicenni dell'Is Arenas di Quartu protagonisti di una rissa con tanto di frattura del setto nasale e di tre denti per uno dei ragazzi. Una volta spediti anzitempo negli spogliatoi è scoppiato il finimondo. E' arrivata una sanzione molto pesante: Daspo di un anno a ciascuno dei due ragazzi. Occorre una forte presa di posizioni delle istituzioni per mettere un freno al dilagante malcostume.
Quando si è emotivamente coinvolti si perdono di vista i reali valori tecnici. Ci sono genitori che, convinti di essere intenditori, contestano gli allenatori colpevoli di non tenere in considerazione i propri figlioli, genietti incompresi. E allora pur di spianargli la strada usano ogni mezzo. Gianni Rivera racconta: «Quando ero vice presidente del Milan un dirigente del settore giovanile mi ha riferito quanto segue: c'era un ragazzo che giocava centravanti, era bravo, ma il padre era il suo unico allenatore e litigava con tutti i tecnici. Un giorno quel padre si è stancato: «Io e mio figlio ci licenziamo». Di quel ragazzo s'è persa traccia. I genitori possono distruggere i figli. Soprattutto quando crescono iperprotetti da famiglie che in tutti i modi cercano di preservarli da sofferenze e presunte ingiustizie rendendoli più deboli e incapaci di affrontare le difficoltà. In un'intervista al Times la preside di una prestigiosa scuola inglese ha disegnato una quadro del rapporto genitori-figli: «Troppi genitori soffrono di “ansia frenetica” di vedere i propri figli primeggiare e per questo spianano loro la strada con il rischio di renderli più deboli di fronte ad eventuali fallimenti».
Mino Favini, mago del vivaio dell'Atalanta: «Nel calcio sono entrati troppi soggetti che illudono con false promesse i giovani calciatori e le famiglie». Durante gli allenamenti c'è un via vai di personaggi che per acquisire i ragazzi si rivolgono direttamente ai genitori. Chiedono un contributo economico da girare quale premio di preparazione alla società che accetta di lasciarli liberi. Nella maggior parte dei casi la cifra richiesta è superiore a quella che realmente incasserà la società cedente. Trattasi quindi di evidenti speculazioni. Le legittime aspettative dei genitori quando sono eccessive finiscono per danneggiare il processo di crescita dei giovani
Scritto da redazione_piemonte il 10/12/2014

