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Giovani profeti in patria? Sono ancora troppo pochi

Qualche volta ritornano, altre volte no. Il Milan riporta all'ovile Antonelli, mentre Darmian è irraggiungibile viste l'elevata quotazione del giocatore. Matri, con trascorsi milanisti, ha girovagato prima di affermarsi nel biennio alla Juventus poi, con un esborso oneroso del Milan è ritornato, ma non è stato profeta in patria per cui dopo il prestito alla Fiorentina e al Genoa con la medesima formula, è passato ancora ai bianconeri. Un investimento sbagliato. Tra i futuri possibili rimpianti, Cristante, Paloschi e Astori. Dal vivaio solo De Sciglio e Abate sono approdati tra i titolari.

L'Inter riporta a casa Santon. Il vivaio nerazzurro sta sfornando validi giocatori (gli ultimi in ordine di tempo: Obi, Donkor e Puscas) ma nessuno è un titolare. Al contrario, molti sono andati via. L'elenco è lungo: Balotelli, Destro, Mbaye, Longo, Bardi, Benassi, Bianchetti, Biraghi, Caldirola, Crisetig, Donati, Duncan e Bonazzoli ceduto alla Sampdoria da luglio per 4,5 milioni che diventano 7,5 col riscatto di Duncan. Per quanto concerne Bonazzoli l'Inter si è riservata il diritto di riacquisto ad un prezzo superiore (9,5 milioni) da esercitare nei prossimi tre anni. Va detto che Brozovic, Dodò, Shaqiri e Icardi, Kovacic, Jesus sono titolari molto giovani. La Juventus ha richiamato alla base De Ceglie che insieme a Marchisio e Marrone sono tutti cresciuti nel vivaio. Anche Immobile e Fausto Rossi hanno le stesse origini ma sono stati dirottati in altri lidi. Nella Roma il testimone di Totti e De Rossi è passato a Florenzi. Da seguire Bertolacci, Romagnoli, Viviani, D'Alessandro, Antei, Barba, Verre, Caprari e Sabelli. Tra i titolari più affermati del Napoli da segnalare Insigne. Le speranze azzurre: Izzo, Dezi, Maiello. Nella Lazio in gran spolvero Cataldi e poi Keita, Tounkara e Onazi. Gabbiadini, Zaza, Bonaventura, Baselli, Sportiello sono i fiori all'occhiello del ricco bacino d'utenza dell'Atalanta.

Ottimizzare le proprie risorse tecniche è l'imperativo categorico dei piccoli club. Il Sassuolo di Di Francesco ha sconfitto l'Inter con 10 italiani in campo e un solo straniero: Vrsaljko. I giovani Zaza, Berardi e Sansone hanno fatto sfracelli. L'Empoli ha saputo valorizzare ragazzi come Rugani (già riscattato dalla Juventus per 3,5 milioni), Sepe, Verdi, Bianchetti e Pucciarelli accumulando un buon bottino di punti. In rosa ha 8 giocatori provenienti dal settore giovanile. Il Milan gli ha perfino restituito Saponara. Elogi soprattutto all'allenatore Sarri, ex consulente finanziario, ora tecnico di successo. Il suo Empoli, una volta approdato in Serie A, non ha speso un solo euro per rinforzare i quadri tecnici ciononostante ha ottenuto eccellenti risultati con un gioco efficace e organizzato.

Nella valorizzazione dei giovani sono fondamentali gli allenatori. La Germania nel Mondiale del 1998 aveva fallito. Un flop ripetuto a Euro 2000. Otto anni dopo vince allori nell'Under 17 e nell'Under 19. La conferma del processo di crescita arriva dalla finale tedesca di Champions 2013. Il Mondiale vinto nel 2014 è stato l'ultimo atto che ha sancito la supremazia del calcio made in Germany. Impressionante il numero dei centri tecnici federali (366) dove si allenano 22.000 giovani tra gli 11 e i 14 anni. Ne vengono visionati 600 mila ogni anno. I migliori entrano nei 45 centri di eccellenza vale a dire i club di Bundesliga, Bundesliga 2, terza serie e leghe regionali. In Germania: 28.400 allenatori hanno la licenza Uefa B senza la quale non possono lavorare, 5050 la licenza Uefa A e 1070 la Pro Licence il massimo grado. La federazione tedesca utilizza 1300 tecnici ogni settimana per le accademie locali, altri 200 a tempo pieno nei centri federali di eccellenza. Ci sono poi 35 scuole d'èlite che preparano un piano di studio che tenga conto degli impegni calcistici.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 10/02/2015
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