L'abito non fa il monaco

Noi che frequentiamo l'ambiente sportivo sappiamo che quando si chiama in causa l'amministratore delegato del Milan e si vuole fare ironia, spesso salta fuori il suo titolo di studio. Avere un diploma di geometra sembra essere riduttivo e secondo alcuni addirittura offensivo. Lo conferma in un editoriale (“Di Galliani, Boniperti e altri geometri”) l'ottimo Luigi Garlando che a suo parere il titolo di studio (geometra) è diventato perfino un modo per insultare.
Nel calcio le polemiche sono all'ordine del giorno. E allora per controbattere alle provocazioni è diffusa l'abitudine di prendere in giro gli interlocutori cercando di evidenziare, senza scadere nelle volgarità, i limiti intellettuali che possono derivare da un semplice titolo di studio. Nell'articolo di Garlando si ricorda che Andrea Agnelli, a proposito delle diatribe sulle immagini televisive di Juventus-Milan, ha risposto con un comunicato stampa indirizzato al “Geometra“ Adriano Galliani. Addirittura, sempre a tal proposito, un quotidiano sportivo ha riportato in prima pagina «Il Geometra Adriano Galliani ha bisogno di una squadra».
Forse si dimentica volutamente che Galliani due anni fa ha ricevuto la laurea honoris causa in Strategie per Business dello Sport, un riconoscimento per la competenza dimostrata nel mondo del calcio, ciononostante nel momento delle contese epistolari è stato tenuto conto soltanto il suo reale titolo di studio probabilmente perché non avendo ottenuto la laurea attraverso l'iter di studi consueto si ritiene che non abbia maturato cultura.
In effetti chi bazzica nell'ambiente è a conoscenza del fatto che i soloni non ritengono il diploma di geometra qualificante. Una convinzione che viene da lontano. Racconta l'editorialista: «Ai tempi del famoso gol annullato per fuorigioco a Turone, Giampiero Boniperti, anche lui geometra, spedì un righello al presidente della Roma, Dino Viola, che ironizzava sulla questione di centimetri. La risposta di Viola: «E' più consono ad un geometra come te che ad un ingegnere come il sottoscritto». Il geometra viene considerato a torto uno che tira le linee, un esecutore che traduce in pratica i progetti degli altri, uno che vive all'ombra degli architetti. A parte il fatto che un qualsiasi diploma o una laurea sono una base di partenza di coloro che entrano nel mondo del lavoro, e semmai diventano segno distintivo quando nell'ambito in cui operano ottengono successi professionali. I risultati conseguiti nell'esercizio del proprio mandato lavorativo consentono ad un “dottore” o a un “geometra” di entrare di diritto nel novero dei professionisti di valore assoluto. Ci sono grandi imprenditori e dirigenti non laureati che sono uomini di successo. Non è l'abito che fa il monaco.
L'elenco dei geometri che hanno lasciato un segno in vari settori è lungo. Geometri sono Carlo Rambaudi tre Oscar cinematografici, Giò Pomodoro grande scultore, Claudio Baglioni, Flavio Briatore che confessa di aver preso il diploma da privatista dopo essere stato bocciato due volte, Marco Tardelli, Gianluca Vialli titolo conquistato quando era calciatore con 42/60 all'Istituto Pietro Vacchelli di Cremona, e soprattutto era geometra un dirigente juventino tra i più vittoriosi: Giampiero Boniperti. Tutti personaggi che hanno ottenuto risultati prestigiosi. Come certi ex pizzaioli che oggi sono i padroni del mercato. Al contrario di molti laureati che hanno fallito.
Forse sarebbe il caso di usare maggior tatto cercando di evitare battute infelici e di bassa lega. Anche quando si scherza ci vuole un minimo di buon gusto. D'altronde il cattivo gusto è parte integrante del sistema. Le gaffe sono assai diffuse. E' capitato a Tavecchio, a Lotito e a Sacchi.
Scritto da Tiziano Crudeli il 24/02/2015

