La moviola in campo ai tempi di Lo Bello

Moviola in campo: ora anche l'Inghilterra è propensa a usare la tecnologia per aiutare gli arbitri. In Italia non tutti sono d'accordo. Rosario Lo Bello, figlio del più famoso Concetto eletto deputato nella DC per ben quattro legislature e sindaco di Siracusa, sposa la linea Platini e dice no alla adozione dell'istant replay. Lo Bello II è convinto che gli errori ci stanno, fanno parte del gioco e l'eventuale ufficializzazione della moviola come strumento di verifica comporterebbe un allungamento esagerato delle partite. Le polemiche che hanno fatto seguito alle clamorose sviste dei direttori di gara e le illazioni sul loro operato si sono moltiplicate. Si è detto: «Arbitri condizionati dalla sudditanza, dal potere forte delle società e dai loro dirigenti che con telefonate chiedevano ogni sorta di privilegi». I giornali in presenza di errori che hanno favorito o penalizzato questa o quella squadra hanno scritto: «Campionato falsato». Oltretutto Lo Bello Junior è convinto che i sei arbitri non hanno diminuito gli errori arbitrali. Proprio per tale motivo è necessario ricorrere al mezzo tecnologico.
Il Verona, prossimo avversario del Milan, evoca le accese polemiche del passato (quando le partite avevano in palio 2 punti) che hanno avuto per protagonisti Concetto e Rosario Lo Bello e la società rossonera. E' l'anno 1972. Il Milan è in corsa per lo scudetto. Juventus-Milan è una delle partite decisive. Concetto Lo Bello non concede al Milan un rigore solare. La partita termina 1-1. In serata, ospite della Domenica Sportiva, dopo aver rivisto l'azione ammette pubblicamente l'errore. Classifica finale: Juventus 43, Milan 42.
Il non feeling con l'Onorevole continua il 21 aprile 1973 con Lazio-Milan. Dopo trenta secondi dall'inizio del big match il laziale Manservisi con un fallo atterra in area Rivera. Lo Bello non decreta il rigore e avvicinandosi al giocatore della Lazio gli dice: «Se proprio hai voglia di picchiare non farlo davanti a me». La Lazio realizza due gol. Rivera segna l'1-2. Al novantesimo pareggia Chiarugi. Lo Bello annulla per un fuorigioco del tutto inesistente. Nereo Rocco applaude ironicamente, l'esimio referee gli si avvicina, contraccambia l'applauso, e lo espelle. Rivera rilascia dichiarazioni pesantissime e si becca 4 turni di squalifica poi ridotti a 2. Il bambino d'oro può scendere in campo a Verona. Il Milan è reduce dalla vittoria a Salonicco nella Coppa delle Coppe. Il Milan di Rocco, stremato, subisce un clamoroso rovescio (5-3). Sconfitta che consente alla Juve, 1-0 alla Roma con gol di Cuccureddu, di conquistare lo Scudetto all'ultima giornata. La classifica finale: Juventus punti 45, Milan 44.
A quei tempi Rosario studiava fisica elettronica e non si pensava che 17 anni dopo sarebbe stato anche lui protagonista di decisioni arbitrali fortemente contestate. I rossoneri al penultimo turno sono in testa col Napoli che aveva ottenuto la vittoria a tavolino con l'Atalanta per la moneta che aveva colpito Alemao. Il Milan, dopo aver disputato 120' nella semifinale di Coppa dei Campioni, il 22 aprile 1990 nell'ultima partita è al Bentegodi. Ancora Verona, ancora un Lo Bello. Il Milan al 33' con Marco Simone va in vantaggio. Poi vengono espulsi Costacurta, Rijkaard, Van Basten e nel finale anche Arrigo Sacchi. Al 63' pareggia Sotomayor, all'89' Pellegrini II realizza il 2-1. Il Verona retrocede in B. Il Napoli (punti 51, Milan 49) si aggiudica lo Scudetto. Forse con la moviola in campo l'esito di questi campionati sarebbe stato diverso. Rosario Lo Bello ricorda: «Dopo la partita Galliani e Ramaccioni vennero a scusarsi. Io sono stato anche l'arbitro di Napoli-Milan 2-3 (1 maggio 1988) col pubblico partenopeo che al termine del match applaudì lungamente. E la terna arbitrale ottenne pubblici consensi». Classifica finale: Milan 45, Napoli 42.
Scritto da redazione_piemonte il 03/03/2015

