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Lombardia, il calcio è in crisi totale

Il Varese e il Monza sono in difficoltà. Anche il Mantova, 2 punti di penalizzazione per irregolarità nei pagamenti, e la Pro Patria, 1 punto per l'identico motivo, sono nella spirale della crisi. Grossi problemi hanno attraversato Legnano, Pro Sesto, Canzese, Como, Lecco, Pergocrema, Seregno e Saronno. Il Brescia con la nuova cordata sembra esserne uscito.

Molto complessa è la storia dell'A.S. Varese. Si è iniziato con l'addio di Antonino Imborgia e il ritorno di Gabriele Ambrosetti, che era stato allontanato con Giuseppe Cannella allora responsabile tecnico e poi consulente. Ambrosetti lavorerà con Spartaco Landini, assente da mesi per malattia. Dopo le dimissioni di Michele Lo Nero e dell'ex numero uno Nicola Laurenza, la carica di vice presidente è del team manager Silvio Papini. Il sindaco Fontana sta trattando con una cordata che dovrebbe rilevare la società. Il presidente del Varese Nicola Laurenza il 16 febbraio ha rassegnato le dimissioni. Il motivo è il deficit di 9,5 milioni ereditato dalla precedente gestione. Il club ha già subito 3 punti di penalizzazione. Il Varese, oltre ai noti problemi economici, è arrivato all'assurdo di esautorare l'allenatore Stefano Bettinelli sostituendolo con Davide Dionigi che dopo una settimana, a sua volta, è stato licenziato e avvicendato col richiamato Bettinelli. Forse la ciambella di salvataggio è stata gettata da Claudio Milanese, amministratore delegato di Econord, che in passato aveva già ricoperto la carica di presidente, impegnatosi a versare i contributi Irpef dei mesi di novembre e dicembre.

Il Monza, già fallito nel 2004, venne acquistato da Clarence Seedorf che aveva ottenuto dalle istituzioni l'ok per costruire una clinica sportiva attigua a Monzello: quando è sfumata tale possibilità, il 12 maggio 2013 ha ceduto la società al costruttore anglo-brasiliano Antonhy Emery Armstrong, proprietario della squadra brasiliana Alecrim Futebol Clube e coinvolto in un grave scandalo finanziario della sua azienda. Armstrong non paga gli stipendi e mette in mora la società. Il 13 dicembre 2014 l'inglese Dennis Bingham diventa il nuovo proprietario con il preciso intendimento di azzerare i passivi di gestione. Promesse non mantenute. Di Bingham si è subito persa traccia. Scattano le istanze fallimentari. Il 13 gennaio 2015 un gruppo di imprenditori, con a capo Piero Montaquila e Paolo Stanislao, ha rilevato l'Ac Monza Brianza 1912. Una parte dei denari dovuti a terzi sono stati saldati. Rimangono ancora 3 milioni di debiti e dietro l'angolo c'è la spauracchio del fallimento. Il Tribunale di Monza ha rinviato al 26 maggio la decisione sul fallimento, concedendo altri due mesi e mezzo per sistemare i conti. Il gruppo avrà così il tempo a disposizione per la ricapitalizzazione già avviata col versamento di 1 milione e 350 mila euro.

Ultimi episodi di un'Odissea che nelle ultime tre stagioni ha visto fallire o non iscriversi ai campionati 50 società che devono 15 milioni a 920 calciatori. Molti, al termine della carriera, si sono trovati in mezzo a una strada. In un'inchiesta svolta da un noto quotidiano si sostiene che “A fine carriera, la metà dei calciatori dopo 5 anni dal ritiro perdono tutto”. Anche ex campioni si sono ridotti sul lastrico. I casi più clamorosi hanno avuto per protagonisti Best, Garrincha e Gascoigne. Anche Baggio, Costacurta, Carrera, Sebastiano Rossi hanno effettuato investimenti sbagliati in una fantomatica società (Imisa) che aveva ottenuto i diritti per l'estrazione del marmo nero in una sedicente miniera di Los Dos Paisanos in Perù. Roberto Mancini, invece, è stato coinvolto nel fallimento della Cofiri finanziaria di Tarquinia sparita nel nulla. Giovanni Galli, Donadoni e Tassotti hanno perso centinaia di milioni di lire nel fallimento della Safimi.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 17/03/2015
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