Milan, c'è chi rimpiange Clarence Seedorf

Qualcuno rimpiange Clarence Seedorf. Clarence, pur avendo ottenuto nel girone di ritorno dell'anno scorso dei buoni risultati, è stato esautorato. Uno dei motivi si può riassumere nelle dichiarazioni di un giocatore: «E' mancato il feeling con il gruppo di giocatori italiani. Probabilmente avrebbe dovuto ascoltarci maggiormente nel tentativo di trovare un punto d'incontro. La sintonia tra giocatori e lavoro è fondamentale. Sia ben chiaro da parte nostra non è mancato l'impegno, ma semmai la totale dedizione e la concentrazione. Anche con Allegri non tutto filava per il verso giusto. Ci sono state divergenze anche dopo esserci confrontati e ognuno è rimasto sui propri convincimenti».I n 19 giornate il Milan di Seedorf ha conquistato 35 punti (contro i 22 dell'andata). Gol fatti 26 (contro 31 dell'andata), con 11 vittorie (contro 5), 2 pareggi (contro 5) e 6 sconfitte (contro 7).
La goccia che fece traboccare il vaso e decretò la fine dell'era Allegri fu la sconfitta col Sassuolo 4-3 col Milan che era in vantaggio per 2-0 con i gol di Robinho e Balotelli. La rimonta e il sorpasso firmato da una quaterna di Berardi e un gol di Montolivo acuì le polemiche. Barbara Berlusconi: «Inaccettabile, serve cambiare». Impossibile gestire una squadra in disarmo fisico e psicologico. Ci voleva una svolta. Clarence Seedorf, secondo Berlusconi, è l'uomo giusto, ma parte subito col piede sbagliato: incontra gli ultras e rilascia un giudizio molto critico reso pubblico dai capi della curva: «Il Milan ha una rosa modesta e trequarti dei giocatori a disposizione non sono all'altezza». Una valutazione male accolta dai giocatori e dai dirigenti. Il mister di nuovo conio fa il suo esordio con la vittoria contro il Verona. L'olandese rilascia un'intervista dove fra l'altro sostiene: «Sono stato scelto con un ragionamento coraggioso come è successo a Sacchi e Capello». Sacchi e Capello erano di un altra categoria.
L'effetto Seedorf si spegne presto. Mercoledì 22 gennaio 2014 nei quarti di Coppa Italia l'Udinese sbanca San Siro. Al gol di Balotelli seguono le reti di Muriel e Nico Lopez. Primo fiasco e primi fischi. La bocciatura negli ottavi di Champions con l'Atletico Madrid (0-1 a San Siro e 4-1 a Madrid) scatena le polemiche. La stampa lancia accuse a Berlusconi (per ragioni di bilancio ha deciso di vendere i grandi senza programmare il futuro) a Barbara Berlusconi (con il suo strappo ha portato il caos), a Galliani (non ci sono più soldi di un tempo e le sue scelte di mercato sono state un flop) a Seedorf (ha perso 6 volte nelle prime 11 partite: e se fosse piuttosto un gran dirigente?). In campionato dopo una risalita, alla 35esima giornata la sconfitta con la Roma riapre sopiti rancori: Balotelli litiga con Seedorf. Alla 37esima la sconfitta 2-1 con l'Atalanta. Milan fuori da tutto. Galliani contesta in maniera colorita le scelte del suo allenatore con un ironico commento: «E' matto».
Berlusconi, per avere ulteriori informazioni meeting ad Arcore con Adriano Galliani e una delegazione di giocatori, poi constatato il clima non idilliaco che si era venuto a creare decise di non confermare Seedorf. Seedorf era insofferente alle regole e alle critiche non accettava nessun tipo di rilievo sul suo operato per cui non aveva legato non solo con i giocatori ma pure con tutto l'entourage, stampa e collaboratori compresi (Tassotti era pronto a fare le valige). Per essere un eccellente tecnico non basta avere alle spalle un grande passato agonistico occorrono doti manageriali, visione strategica, capacità di costruire la squadra in ogni piccolo dettaglio. Bisogna essere un leader dalla forte personalità in grado però di gestire con abilità e diplomazia le logiche, le tattiche e gli aspetti psicologici di un gruppo molto eterogeneo e composito che necessita di trattamenti diversi.
Scritto da Tiziano Crudeli il 24/03/2015

