Mirko Valdifiori, scherzi e magie: ritratto di una persona perbene
Come mai è stato scoperto così tardi?

«Ogni sera prima di dormire devo recitare due Padre Nostro e due Ave Maria, altrimenti non riesco a chiudere gli occhi. Ogni volta che scendo dall'auto devo baciare tre santini che ho sul cruscotto». Quando un ragazzo di 29 anni di professione calciatore, per di più sulla cresta dell'onda, ti confessa queste “debolezze” non può che essere un bravo figliolo. Mirko Valdifiori, classe 1986, è questo e altro. Un simpatico “burdel” (ragazzo) ma anche un monello, sempre pronto a scherzi negli spogliatoti. Così è capitato che chiudesse nella sala caldaie il magazziniere o che abbia spalmato marmellata sulle maniglie della portiera di uno dello staff. A un medico dell’Empoli, mentre la squadra era all’aeroporto, nascose il trolley nell’ufficio della polizia aeroportuale. Maccarone si è vendicato facendogli trovare l’auto piena si frutta marcia.
Valdifiori è di Lugo di Romagna. I romagnoli sono gente genuina e cordiale. A 15 anni nella festa del paese a Russi conosce Elisa, 12 anni, e sboccia il primo flirt. Poi entrambi prendono strade diverse. Due anni dopo, sul far della mezzanotte, Mirko prende il telefono e la chiama. Lei lo invita a casa sua. Mirko inforca la bici e si precipita. Come si rivedono nasce il feeling. Lì sul balcone della casa di Elisa i due fidanzatini trascorrono ore a parlare. Il primo bacio, che sancisce il neonato amore, è datato 6 luglio 2005. Un momento che Mirko vuole ricordare per sempre per cui sceglie come numero di maglia proprio il 6. Elisa diventa la sua compagna e gli dà una figlia. «Quando Aurora è nata ho provato delle fortissime emozioni, ho pianto. E’ stato il giorno più bello della mia vita». La bimba ora ha 18 mesi. Il matrimonio è previsto per l’estate 2016.
Il suo lungo viaggio nel mondo del calcio inizia nelle giovanili del Cesena. Nel 2004, a 18 anni, fa il suo esordio in B. In due anni colleziona 3 gettoni. Nel 2006 viene ceduto in prestito al Pavia in C1: 24 presenze. La stagione successiva, sempre in prestito, va al Legnano in C1: 17 presenze. Nell'estate del 2008 per 500 mila euro viene acquistato dall'Empoli in Serie B. Il primo gol da professionista arriva il 28 novembre 2009 contro il Cesena (!?!). Il suo è un crescendo continuo che lo porta ad essere non solo titolare fisso ma anche un punto di riferimento per l'intera squadra. Tra i ricordi più belli la salvezza in rimonta nel 2012 col successo nei playout sul Vicenza. L’anno successivo gioca 38 partite e segna 1 gol, si qualifica ai playoff per la Serie A, pareggia in casa 1-1 e perde in trasferta 1-0 contro il Livorno. Nel 2013-14 conquista la promozione in Serie A. Il suo esordio in A: 31 agosto 2014 a 28 anni. Nell'università del calcio italiano s'impone, sia pure in una squadra non di vertice, tra i top della categoria. I guadagni sono modesti (300 mila euro), il suo valore tecnico meriterebbe compensi economici più consistenti. La laurea è la convocazione nella Nazionale di Conte con la quale esordisce il 31 marzo 2015 giocando da titolare in Italia-Inghilterra (1-1) e risultando peraltro tra i migliori in campo.
Sarri lo trasforma da trequartista in regista: «La sua qualità più importante è la velocità di idee, gioca a uno-due tocchi e riesce a verticalizzare con precisione». Mirko gioca in un centrocampo a tre ed è bravo a dettare i tempi. Abile sui calci di punizione, nei corner e negli assist (è già a quota 5). Nonostante non sia un gigante (176 cm per 70 kg) non si tira mai indietro anche se si rende conto di avere nel suo repertorio alcuni difettucci: «Vorrei difendere meglio e avere maggiore lucidità nelle conclusioni». Dopo averlo visto più volte all'opera viene spontaneo domandarsi: come mai Valdifiori è stato scoperto così tardi? Eppure il playmaker fa parte della stretta élite di “giocatori alla Pirlo”, una rarità a livello nazionale e internazionale.
Scritto da Tiziano Crudeli il 22/04/2015

