Il segreto del Bayern Monaco, Allianz Arena dalle uova d'oro
Lo stadio è ricca fonte di introiti

L’importanza dei risultati agonistici è scontata ma è altrettanto basilare saper ottimizzare gli introiti delle sponsorizzazioni, della commercializzazione del marchio e i ricavi dagli stadi di proprietà che assumono un valore patrimoniale non indifferente e si rivelano ricche fonte di entrate. Soprattutto se vengono valorizzate le aeree dentro e fuori gli impianti sportivi. Da quando nove anni fa il Bayern Monaco ha sostituito l’Olympiastadion con l’Allianz Arena anche in questo settore ha registrato considerevoli incrementi. All’Allianz Arena c’è sempre il tutto esaurito ed è praticamente impossibile trovare un abbonamento.
La costruzione del moderno e funzionale impianto è iniziata nel 2002 e terminata nel maggio 2005. Lo stadio ultratecnologico è dislocato alla periferia settentrionale di Monaco di Baviera in un’area di 37.600 metri quadrati e data la sua forma è soprannominato Schlauchboot (Gommone). Ha una capienza di 71.137 spettatori, contiene negozi, ristoranti, bar, un asilo e il museo del Bayern su un’area di 3.000 metri quadrati, ed è dotato del più grande parcheggio sotterraneo d’Europa che può ospitare 10.500 posti auto. Per accedere allo stadio si è creato una sorta di boulevard verde attrezzato con percorsi pedonali, ciclabili, spazi per giochi per bimbi, chioschi, zone per l’allestimento di piccoli spettacoli all’aperto, punti di ristoro, e spazi diversificati per lo svago e il tempo libero. La particolarità dell’Allianz Arena è, unica in Europa, la variazione di colore della superficie avvolgente dell’impianto che si illumina all’esterno in occasione delle partite casalinghe: bianco quando gioca la Germania; rosso quando gioca il Bayern. Lo stadio è costato complessivamente 340 milioni di euro. Una decisione maturata col pieno consenso dei cittadini. Il progetto sottoposto a referendum popolare riscosse il parere favorevole del 67% dei votanti che accettò con entusiasmo la costruzione dello splendido tempio calcistico e i conseguenziali esborsi a carico della collettività tanto da raggiungere i 210 milioni. Votarono il 37% degli aventi diritto, la percentuale più alta ottenuta in un referendum comunale. Le difficoltà economiche del Monaco 1860 vennero ripianate dal Bayern in cambio della cessione dell’altra quota. Il Bayern attraverso la Spa è così diventata proprietaria del 100 per cento dello stadio. L’utile netto si aggira su 8-10 milioni.
La multinazionale Allianz, un grande gruppo finanziario con sede a Monaco, è il principale finanziatore dell’impianto, ha contribuito come sponsor versando 80 milioni per avere l’esclusiva del nome dello stadio fino al 2041 e nell’ultimo periodo ha addirittura acquistato 8,33 % del capitale azionario. La stessa quota che hanno Adidas e Audi consociata di Wolkswagen. La proprietà del club è della Polisportiva Bayern che ha 233.900 soci e detiene l’81,82% del capitale azionario. Membri del consiglio direttivo sono anche gli amministratori delegati di Deutsche Bank, di UniCredit Bank e l’ex governatore democristiano della Baviera. Quest’anno per la prima volta il fatturato del Bayern Monaco ha superato quota mezzo miliardo di euro (528 milioni) con un incremento del 22% rispetto la scorsa stagione. In aumento anche i proventi dagli sponsor (291,8 milioni). Le quote azionarie acquistate dalle note aziende sponsor del Bayern sono dell’8,3% e portano un gettito di 110 milioni di euro. Il merchandising ha permesso di incamerare altri 110 milioni con un aumento di 16 milioni rispetto alla stagione precedente. Le operazioni di mercato estive come la cessione di Kroos (30 milioni), di Mandzukic (22 milioni) e gli acquisti di Xabi Alonso (8 milioni), Bernat (10 milioni) e Benatia (26 milioni) si sono chiuse con un attivo di bilancio di 12 milioni.
Scritto da Tiziano Crudeli il 29/04/2015

