Forza Isaac, siamo tutti con te!

A volte il destino riserva degli accadimenti che sfiorano la tragedia. Domenica 31 agosto 2014 alle 15.41 nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Cadorago, a Caslino a Piano (Como), un ragazzo stava percorrendo in bicicletta un viottolo parallelo ai binari. La musica nelle cuffie gli ha impedito di sentire l’arrivo del treno 154 di Trenord proveniente da Como e diretto a Milano e nonostante il segnale del macchinista, è stato travolto. Il ragazzo, trasportato all’ospedale in coma farmacologico con trauma cranico, ha rischiato di morire. Dopo una settimana si risveglia. Il recupero è poi proseguito all’ospedale Villa Sant’Anna. L’ironia della sorte sta nel fatto che quel giorno a quell’ora il ragazzo avrebbe dovuto essere ad allenarsi e invece in mattinata aveva telefonato al suo mister dicendogli che non stava bene. Poi nel pomeriggio il grave incidente.
Tutto questo è capitato al quindicenne Isaac Akuetteh, attaccante di colore del Milan (tesserato a 12 anni) dato in prestito agli Allievi del Varese, nato a Como da genitori ghanesi che da 20 anni abitano in Italia. Una famiglia unita che si è inserita bene nella realtà del nostro Paese. Mamma Felicia e il marito hanno sempre lavorato facendo sacrifici e con un mutuo sono riusciti ad acquistare la loro abitazione. Oltre ad Isaac hanno una figlia, Erika, che frequenta l’università, ragazza fantastica che è stata, ed è, molto vicina al fratello tanto che quando assume comportamenti poco consoni lo redarguisce.
Isaac Akuetteh, 16 anni nel mese di maggio, è un buon giocatore, punta centrale dotato di grande potenza fisica (è alto 190 cm). Pescato all’oratorio di Bregnano (Como), nel primo campionato disputato con i Giovanissimi del Milan ha segnato 27 gol. Nella seconda stagione è sceso a quota 9 reti. Poi è stato trasferito in prestito al Varese col preciso intento di concedergli più spazio e farlo maturare. Isaac dopo l’incidente e il lungo periodo di degenza, settimana scorsa è tornato per la prima volta al Centro Sportivo Vismara: compagni, allenatori, dirigenti e dipendenti della società lo hanno accolto con entusiasmo. Isaac è un ragazzo che ha fatto fatica ad entrare nel gruppo, poi pian piano si è adattato bene. Merito anche del tecnico Bertuzzo che lo ha allenato il primo anno e spesso lo andava a prendere a casa sua e nel tragitto in macchina trascorrevano tanto tempo a chiacchierare. Stesso comportamento di un padre premuroso e attento col proprio figlio. Anche questo rapporto ha aiutato Isaac a sbloccarsi. Caratterialmente introverso, timido, poco ciarliero, ma buono. Ama la musica e parla l’italiano con accento milanese. L’esperienza negativa vissuta lo ha cambiato. Ora è disponibile al dialogo e più comunicativo.
Adesso per Isaac inizia il periodo più difficile, una ripresa lenta senza affrettare i tempi con la speranza di ritornare a giocare forse a fine anno. E’ più importante, però, recuperare la totale integrità fisica e semmai, in un secondo tempo, scendere nuovamente in campo per realizzare, come tutti i coetanei, il sogno di grandi imprese sportive. Il suo mito è George Weah. In questo difficile e delicato momento deve dimostrare più a se stesso di avere una gran forza caratteriale per uscire da una situazione delicata. Deve cancellare lo shock provocato dal grave incidente che può avere lasciato tracce psicologiche. E’ più importante far tesoro delle esperienze che lui stesso dice di aver appreso nei suoi trascorsi al Milan: «Ho imparato cosa vuol dire lavorare duro e crescere come ragazzo. Mi hanno insegnato che per raggiungere qualsiasi risultato è necessario un impegno totale e la massima dedizione. Le reprimende sono sta molte ma utilissime». Forza Isaac! Siamo tutti con te!
Scritto da Tiziano Crudeli il 07/05/2015

