Il ricchissimo calcio inglese in Europa è un fallimento...
Nessun club ai quarti di Champions

Per la seconda volta in tre anni nessun club inglese è approdato ai quarti di Champions League. Stessa sorte in Europa League. Eppure i soldi non mancano e quindi fare incetta dei migliori giocatori in circolazione non è un problema. Basti pensare che la Premier dai diritti tv della Champions ricava 8 miliardi. Non solo, le prime della classe hanno tutte munifici proprietari stranieri e fatturati rilevanti. Il Chelsea ha un fatturato di 387,9 milioni; il Manchester United 518 milioni, il City 414,4, l’Arsenal 359,3, il Liverpool 305,9 milioni.
Barcellona e Juventus hanno ottimizzato i loro investimenti. Il Barcellona ha 487,5 milioni di fatturato (110 gol segnati e 21 subiti in campionato, in Champions 28 segnati e 11 subiti, in Coppa del Re 34 gol segnati e 6 subiti in 9 partite per un totale di 172 reti realizzate e 38 subiti in 49 partite) e la Juventus con 279,4 milioni, ma quest’anno i bianconeri supereranno i 300 milioni (72 gol realizzati in Serie A e 24 subiti in 38 partite; 16 gol in Champions e 8 subiti in 12 partite; 12 reti in Coppa Italia e 4 subite in 5 match; 2 all’attivo e 2 al passivo nella Supercoppa Italiana. Totale: 102 reti e 38 subite in 56 partite).
Eliminato in semifinale il Real Madrid, leader per quanto concerne il fatturato con 549,5 milioni, che ha licenziato Ancelotti nonostante il suo curriculum: in tre anni ha vinto Mondiale per Club, Supercoppa Uefa, Coppa di Spagna, Champions League e quest’anno è arrivato secondo nella Liga a 2 punti dal Barça con Ronaldo and company autori di 118 gol in 38 partite. Gol che sommati ai 24 (in 12 partite) di Champions, ai 2 della Supercoppa Europea, alle 11 reti (in 4 match) della Coppa del Re; alle 6 in 2 partite del Mondiale per Club portano il bottino stagionale a 161 reti in 58 match (compreso lo 0-1 con l’Atletico Madrid nella Supercoppa di Spagna). Ancelotti, reduce dai successi alla guida del Chelsea e del Psg paga anche per le colpe della società: l’acquisto di Bale per 100 milioni che con la Juve ha sbagliato tre clamorose palle gol, e la cessione a titolo gratuito di Diego Lopez con Casillas che ha commesso fatali errori. Fuori in semifinale il Bayern, che ha un fatturato 487,5 milioni e nei quarti un Psg da 474,2 milioni. Mourinho e Guardiola, pur avendo fallito il traguardo europeo, rimangono al loro posto.
Negli anni d’oro del calcio inglese (dal 2005 al 2011) ben sette club erano approdati in finale nelle competizioni continentali. Poi nel 2012 il Chelsea di Di Matteo con una tattica sparagnina ha vinto la Champions. Alcuni tecnici inglesi per giustificare il flop sostengono di essere stati penalizzati dalla regola dei gol in trasferta. Il Chelsea (17 reti segnate e 3 subite nelle 6 partite del girone di qualificazione della Champions) ha concluso l’avventura europea con due pareggi col Psg. L’Arsenal (14 gol all’attivo e 4 al passivo nelle qualificazioni) contro il Monaco con una vittoria per parte, ma per il computo delle reti messe a segno in trasferta entrambe sono state eliminate. Devono quindi recitare il mea culpa e rendersi conto di aver commesso gravi errori proprio nei match dove il fattore campo, col supporto del proprio pubblico, è teoricamente meno complicato. Il Liverpool è uscito nella fase a gironi eliminato dal Basilea. Il City ha dovuto issare bandiera bianca contro il Barcellona. Difficile mantenere un rendimento psicofisico sempre di alto livello per cui è inevitabile che nella fase discendente della stagione ci sia stata una flessione. La corsa sfrenata, aggredire a folle velocità comportano un dispendio di energie notevoli. Alla lunga è quasi scontato accusare un calo psicofisico. Soprattutto se non ci sono state soste per ricaricare le pila. E se non c’è stato turnover per consentire alle truppe di rifiatare.
Scritto da Tiziano Crudeli il 03/06/2015

