La cessione del Milan solleva molti dubbi
Il broker Bee Taechaubol

La cessione del 48% del Milan per 480 milioni ha sollevato parecchie perplessità. Gli addetti ai lavori si sono chiesti: com’è possibile che una società per di più indebitata abbia una valutazione di un miliardo di euro tenuto conto che ha un fatturato di 224 milioni? La credibilità di questa operazione sono i contraenti: Silvio Berlusconi e le banche China Citic Bank controllata dal governo di Pechino e Abu Dhabi Ads che hanno dato mandato al broker thailandese Bee Taechaubol di chiudere l’operazione. C’è chi avanza l’ipotesi che la cifra concordata sia già comprensiva della quota di maggioranza. Con questa operazione il Milan potrà permettersi acquisti di alto livello. Fininvest in un comunicato ha tenuto a precisare che, anche quando tra 12 mesi ci sarà la quotazione in Borsa sul mercato di Hong Kong, la maggioranza rimarrà di loro proprietà magari con la maggioranza relativa del 39-40%, stessa quota con cui Fininvest (che ha un fatturato di 9 miliardi) controlla ora Mediaset scesa al 33,4%.
Spesso le valutazioni sono contrastanti. Una perizia indipendente ha valutato il 100% del gruppo FC Internazionale: 296 milioni. Come dire che il club nerazzurro vale un terzo del Milan. Il fatturato dei nerazzurri è di 167,3 milioni con perdite di bilancio di 79,9 milioni. Ciononostante Thohir ha ottenuto da Goldman Sachs un maxi prestito di 230 milioni. In pegno sono state date le principali quote del gruppo e tutti i marchi. Altre operazioni: aumento di capitale di 75 milioni e il prestito personale di Thohir di 22,3 milioni che invece di essere capitalizzato usufruisce un tasso dell’8% annuo con un profitto personale di 1,78 milioni di interessi annui. Fininvest ha versato al Milan 64 milioni in conto capitale. E quando lo finanzia lo fa a tasso zero.
Gli investimenti di Mister Bee e soci si giustificano con la possibilità della commercializzazione del brand rossonero nei paesi asiatici, la gestione del marketing in Cina e in Asia e la quotazione nella Borsa di Hong Kong. Il club rossonero gode di grande considerazione: un mese fa Barbara Berlusconi ha stipulato con Fly Emirates una sponsorizzazione di 100 milioni in 5 anni. Certo il Milan ha un indebitamento con le banche di 247 milioni e un rosso di bilancio della stagione appena conclusa di 91,3 milioni. I 480 milioni dovrebbero quindi azzerare i 338,3 milioni di passivo e consentire un investimento sul mercato di 120-140 milioni. Sempre nell’ottica di un processo di crescita va tenuta in considerazione la costruzione dello stadio. I 18 trofei conquistati a livello internazionale hanno dato al Milan notevole risonanza. La Juventus (fatturato di 279,4 milioni), nonostante i numerosi scudetti, nell’era Berlusconi ha vinto soltanto una Champions: i rossoneri cinque.
Bee Taechaubol si avvale della collaborazione di Nelio Lucas di Doyen Group, fondo che fa parte di una holding turca che opera nel settore minerario, edilizio, turistico. Lucas è l’ad di Doyen Sport Investments, diramazione della Doyen Group che è proprietaria o comproprietaria di molti giocatori. In pratica questi fondi concedono finanziamenti ai club per acquistare un giocatore e si riservano una percentuale nel momento in cui vengono successivamente trasferiti. Tra le percentuali consistenti incassati indirettamente dalla Doyen Sports tramite la Media Sports Investments, vanno citate le cessioni di Tevez, Mascherano, Falcao, Neymar. Il business è comprare quote dei giocatori e trarre profitti quando saranno rivenduti. La Doyen ha tenuto a precisare: «Non finanziamo alcun trasferimento del Milan, non si può più. Forniamo unicamente conoscenza». Il che non è poco soprattutto quando si opera nel mercato internazionale. Lucas, dirigente navigato, è diventato un consulente di Galliani.
Scritto da Tiziano Crudeli il 25/06/2015

