Quantcast

Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×
Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Sinisa Mihajlovic, bastone e carota

La ricetta del tecnico

 

Sinisa Mihajlovic, al termine del torneo di calcetto Summer Cup svoltosi al “Grand Hotel in Porto Cervo”, mi ha concesso un’intervista che ha permesso di conoscere gli aspetti umani del nuovo tecnico del Milan e ha confermato quanto sia importante la gavetta per arrivare al top. «Io nella vita ho passato di tutto, ho visto due guerre e sono maturato in fretta. Vengo da un paese povero dove si è sofferto e si è sentita la fame. Se da giovane avessi incontrato un allenatore come il sottoscritto, che ha attraversato tante traversie e le ha vissute sulla propria pelle, probabilmente non avrei commesso le stupidaggini che hanno contraddistinto parte dei  miei trascorsi. D’altronde i ragazzini commettono spesso tante sciocchezze. Però è fondamentale trarne utili insegnamenti e non ripeterle. Ecco perché sostengo che gli allenatori devono far crescere i ragazzi col bastone e con la carota. Oggi i giovani hanno tutto e vanno incontro a diverse distrazioni. Più crescono come uomini più diventano giocatori».

I giovani più dotati spesso si atteggiano a divi, perdono di vista la realtà e si circondano di una sorta di corte dei miracoli con diversi cavalier serventi che li viziano. Montati ancor prima di incominciare. Per raggiungere traguardi di prestigio bisogna lavorare con umiltà e spirito di sacrificio tenendo sempre nelle dovute considerazioni i valori etici e umani. Ci sono regole di vita che vanno rispettate. La parabola discendente di Mario Balotelli dovrebbe far riflettere. Dall’Inter al Manchester City, al Milan (30 gol in 18 mesi) e al Liverpool (1 gol in Premier e 3 nelle coppe). Balotelli ha avuto una moltitudine di atteggiamenti spesso non giustificabili, segnali evidenti di immaturità. Se non vorrà essere ricordato soltanto per le sue Balotellate, sarà costretto, a 25 anni, a ricominciare da capo cambiando registro dentro e fuori dal campo. Oggi nessuno lo cerca, non è più un uomo mercato. Il Liverpool ha deciso di scaricarlo eppure l’allenatore Brendan Rodgers ha provato in tutte le maniere di rimetterlo in sesto. Gli rimane la Turchia come ultima spiaggia, a meno che Zenga non lo accolga alla Sampdoria. Probabilmente anche Mario, non più Super, necessitava di un tutor che lo obbligasse ad assumere atteggiamenti più consoni in modo da consentirgli di sfruttare al meglio le potenzialità di cui era accreditato. Ma il bad boy, complici le debolezze caratteriali, ha dilapidato una fortuna ed è scivolato sempre più in basso. Oggi le quotazioni dei buoni calciatori sono elevatissime (Bertolacci al Milan per 20 milioni, la metà di Nainggolan alla Roma per la stessa cifra il che vuol dire una  valutazione complessiva di 40 milioni, Kondongbia all’Inter per 37 milioni più 3 di bonus, Bacca al Milan per 30 milioni, Dybala alla Juventus per 32 milioni più 8 di bonus). Mario Balotelli invece si è deprezzato.

Sinisa Mihajlovic ribadisce: «Ognuno deve vivere la sua età, tutti siamo stati giovani e abbiamo commesso leggerezze di ogni tipo. Indispensabili forza caratteriale e assoluta determinazione per emergere». Gli eccessi però sono estremamente dannosi. Molti giovani si sono persi a causa delle loro debolezze. Il burbero serbo conclude così l’amichevole conversazione: «Il carattere è tutto o quasi. Bisogna credere in se stessi, cercare di lavorare col massimo impegno, essere leali con tutti. Quando scendi a compromessi c’è qualcosa che non va. Per fortuna non sono mai sceso a compromessi, non solo nel calcio, ma nella vita. Non ne ho mai avuto bisogno, e in futuro spero di non averne bisogno, non mi piace essere in debito con qualcuno e magari fare qualcosa contro i miei principi. Quello che succede nel calcio succede anche nella vita perciò occorre saper stare al mondo, sapersi adattare mantenendo sempre la propria personalità».

Condividi su Facebook    Condividi su X
Print Friendly and PDF
  Scritto da Tiziano Crudeli il 08/07/2015
Tempo esecuzione pagina: 0,05315 secondi