Tanti soldi, tanti giovani. La rinascita della Serie A

Kovacic, 21 anni, dall’Inter al Real Madrid per 40 milioni. Kondogbia, 22 anni, all’Inter per 40 milioni. Dybala, 21 anni, alla Juventus per 40 milioni. Romagnoli, 20 anni, al Milan per 25 milioni. I migliori giovani o presunti tali hanno raggiunto quotazioni elevatissime. E allora particolari attenzioni sono state riservate alle nuove leve. Sono così saliti alla ribalta Bernardeschi, Babacar, Rugani, Sportiello, Rodrigo Ely, Izzo, Sturaro, Cataldi, Belotti. Emblematico il rilancio di Simone Scuffet, 19 anni, che l’anno scorso aveva rifiutato l’Atletico Madrid. E’ stata una scelta condivisa dalla famiglia (e dalla società?) che voleva fargli completare gli studi. Ora che ha concluso la sua formazione scolastica, riparte dal Como in Serie B. L’elenco della nouvelle vague prosegue con Bonazzoli e Dimarco, interisti emergenti come Benassi, Crisetig, Obi, Duncan, Longo e Puscas dirottati in altre società. La conferma della prolificità del vivaio nerazzurro viene anche dal diciottenne della Costa d’Avorio Assane Dermoya Gnoukouri. L’Inter gli ha rinnovato il contratto fino al 2020.
Nel Milan Davide Calabria, 19 anni, ha raccolto parecchi consensi. Chiamato a sostituire Abate e Antonelli, ha risposto con prestazioni convincenti. Nell’amichevole col Lione è stato tra i migliori. Non ha un gran fisico, ma ha rapidità e nei contrasti si fa rispettare. Parte come mediano poi, facendo tesoro dei suoi trascorsi da centrocampista con Inzaghi (col quale nel 2014 ha vinto il Viareggio), si è messo in luce anche come terzino. Inzaghi lo fa esordire in Serie A nell’ultima giornata dello scorso campionato. Nel Settore Giovanile del Milan è arrivato a 11 anni proveniente dalla Virtus Adrense di Brescia per 1600 euro, gioca negli Esordienti poi è una progressione continua.
Gianluigi Donnarumma, un gigante di 197 cm, 16 anni compiuti a febbraio, sembra avviato a percorrere lo stesso cammino di Buffon. Non a caso Mihajlovic lo ha schierato titolare nel match in Cina contro il Real Madrid. “Gigio” ha risposto parando un rigore. Nel 2014, sempre contro il Real, nella finale del torneo San Bonifacio era stato decisivo nell’intercettare la conclusione dal dischetto che consentì la conquista del trofeo in palio. Altra grande impresa nel Trofeo Tim dove nella partita col Sassuolo ha parato due rigori. Gigio è cresciuto nel Club Napoli di Castellammare di Stabia. Già da giovanissimo era stato visionato da Genoa, Fiorentina, Juventus e Inter. Anche Il Napoli lo marcava stretto ma all’ultimo momento ha tergiversato e così si sono fiondate Inter e Juventus. L’Inter era in vantaggio tanto che lo aveva già iscritto a una scuola milanese e spedito il biglietto ferroviario ai genitori per il trasferimento. Poi 24 ore prima della partenza è sbucato Mauro Bianchessi, responsabile dell’Attività di Base del Milan. Dopo una lunga trattativa, durata otto-nove ore, e l'ok telefonico di Galliani, Bianchessi ha bruciato i nerazzurri. Un blitz che ha creato non pochi motivi di attrito tra i dirigenti nerazzurri e i genitori del ragazzo che a parità di condizioni hanno scelto il Milan dove nella Primavera giocava il fratello Antonio, oggi al Genoa. Comincia nei Giovanissimi, poi è promosso negli Allievi Regionali di Brocchi che nel 2014 lo fa esordire in un derby poi vinto 5-0, quindi a seguire le apparizioni nella Primavera, negli Allievi e in Serie A (a 15 anni in occasione di Milan-Genoa Inzaghi lo mette in panchina al posto di Agazzi). E' un allievo cresciuto alla scuola di specialisti come Ragno, Fiori, Abate, Bianchi e Magni. Nell’ultimo Europeo Under 17 è stato eletto miglior portiere. Dopo aver compiuto 16 anni, ha firmato col Milan un contratto da professionista fino al 30 giugno 2018. Intanto continua a studiare: è iscritto da privatista a Ragioneria.
Scritto da Tiziano Crudeli il 26/08/2015

