Difensori a peso d'oro, centrali merce rara

La prestazione di Alessio Romagnoli contro la Fiorentina non è stata esaltante, ma è ingeneroso esprimere un giudizio critico definitivo sulle capacità tecniche e tattiche del ragazzo. Intanto va detto che qualsiasi reparto arretrato in fase di copertura, contenimento e contrasto deve essere protetto dai centrocampisti. Se la difesa rimane alta e senza protezione viene presa d’infilata. Romagnoli e Rodrigo Ely sono stati lasciati in balia degli avversari che usufruivano di notevoli varchi e considerevoli spazi. Ciononostante entrambi nel loro ruolo sono tra i migliori esponenti delle nuove generazioni.
Romagnoli è un difensore centrale mancino con ottima visione di gioco e proprietà di palleggio. Temperamento, umiltà, spirito di sacrificio, serietà professionale e totale impegno sono altri requisiti di questo ragazzo semplice, riservato e senza grilli per latesta. Certo, quando un quotidiano sportivo pubblica un’intervista che nel titolo riporta una sua dichiarazione («Difendo come Nesta e ho il tocco di Zidane») la prima impressione è che il ragazzo si sia montato la testa. L’intestazione del pezzo, però, non rispecchiava quanto riportato nel testo integrale. Romagnoli non aveva mai detto di “difendere come Nesta” e di avere "il tocco di Zidane”. La Rosea ha poi corretto il tiro con un comunicato nel quale ha precisato che la forzatura del titolo era motivata dall’intento «di rendere più frizzante l’articolo andando però oltre il concetto e il pensiero dell’interessato».
Nel processo di crescita di Alessio sono stati risolutivi tecnici molto preparati che hanno contribuito alla sua formazione e affinato le sue doti. E quanto siano fondamentali gli allenatori in grado di valorizzare un ragazzo, magari individuando il ruolo a lui più congeniale, è assodato. Un esempio su tutti: Mazzone, allenatore del Brescia, per primo schierò Andrea Pirlo playmaker, al contrario di colleghi più illustri che, ritenendolo un orpello, lo relegavano in posizioni del campo più defilate. Nella Roma i mentori di Romagnoli sono stati Montella nei Giovanissimi, Stramaccioni negli Allievi, De Rossi nella Primavera. Ma sempre nel settore giovanile giallorosso il tecnico della svolta che lo ha spostato in difesa è stato Tovalieri. Anche Bruno Conti lo stimava. A 17 anni Zeman lo convoca in prima squadra. Esordio in campionato: il 22 dicembre contro il Milan: Marquinhos sul 4-0 viene espulso, Romagnoli entra al posto di Totti. Alessio brucia le tappe: il primo gol in Serie A arriva contro il Genoa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, segna di testa il gol del 2-1. Andreazzoli, successore di Zeman, lo accantona per un lungo periodo. Il nuovo tecnico Garcia, invece, lo ripesca schierandolo terzino sinistro. Il bilancio di Romagnoli nell’era Garcia è di 11 partite. La Roma si è arricchita con la cessione di difensori centrali: Marquinhos al Psg per 31 milioni, Benatia al Bayern per 30 milioni, Romagnoli al Milan per 25 milioni. Alessio già nelle giovanili si era segnalato per la sua versatilità. Ha iniziato come centrocampista, poi è stato impiegato nel ruolo di regista basso, quindi terzino sinistro e successivamente, nella Sampdoria di Miha, si è consacrato come centrale.
A conferma dell’elevato valore dei centromediani di antico stampo da segnalare l’acquisto del Manchester City di Nicolas Otamendi, prelevato dal Valencia per 45 milioni. Nella graduatoria dei centrali pagati a caro prezzo Otamendi è terzo, preceduto da David Luiz e da Rio Ferdinand, al quarto posto Thiago Silva. Sempre il Chelsea sta per aggiudicarsi John Stones, difensore centrale di 21 anni dell’Everton, ma i 42 milioni offerti sono stati rifiutati e pare sia già pronto il rilancio di Abramovich fino a 50 milioni…
Scritto da Tiziano Crudeli il 01/09/2015

