Le baruffe chiozzotte nel mondo del calcio

A volte i voti delle pagelle ai giocatori sono discordanti. L’assurdo è che nelle valutazioni del singolo calciatore post gara si passa dal 4 al 6,5. Come dire: ho visto una prestazione di tizio o di caio molto diversa. De Sciglio a Milan Channel: «Ci sono tanti giornalisti che fanno pagelle e commenti ancor prima di vedere le partite». E poi aggiunge: «Le persone sanno giudicare senza farsi influenzare». Balotelli è stato ancora più drastico: «Voi giornalisti non capite niente di calcio!». Se i pareri degli inviati presenti alle partite che hanno una visione a tutto tondo si prestano a interpretazioni differenti, figuriamoci coloro che seguono e giudicano i match dagli studi televisivi dove c’è chi sostiene: «E’ impossibile dare giudizi attendibili alla televisione. La tv zooma sempre sull’area del pallone. Se gli avversari attaccano e fanno movimenti a sinistra o sulla destra chi è davanti al video non lo vede perché è inquadrata solamente l’area del pallone». Viene allora spontanea una domanda: ma tutti gli opinionisti che partecipano alle varie trasmissioni avendo una visione limitata sono o non sono in grado di dare giudizi affidabili? Partendo dal presupposto che le valutazioni di un singolo match sono sempre personali, quindi soggettive, è però difficile che ci siano giudizi completamente opposti. Almeno tra gli addetti ai lavori. Anche se sullo stesso fatto non tutti sono concordi.
Manchester City-Juventus. In tv certi personaggi di fede bianconera pretendevano le immediate sostituzioni di Mandzukic e Morata che secondo loro non avevano toccato palla. Forse più che una loro prestazione incolore andava tenuto conto che non arrivavano palloni giocabili. Nel momento in cui sono stati serviti a dovere entrambi, con conclusioni spettacolari, hanno centrato il bersaglio. Le sentenze della prima ora spesso dimostrano la superficialità di certe lapidarie sentenze.
A Bacca e Luiz Adriano capita di non concludere a rete con una certa frequenza. La spiegazione è semplice: nelle azioni offensive del Milan mancano adeguati rifornimenti. I 7 tiri nello specchio della rete avversaria in tre partite di campionato relegano i rossoneri all’ultimo posto in questa particolare graduatoria. Tanto per intenderci tale classifica è guidata dalla Lazio con 19 conclusioni, la Roma ne ha 17, l’Inter 16, la Juventus 14, Napoli 14. Milan dunque fanalino di coda preceduto con 9 conclusioni a testa dal Bologna e dall’Empoli.
Sempre a proposito di giudizi contrastanti durante Inter-Milan, diversi opinionisti sostenevano che Guarin e Juan Jesus fossero impresentabili e quindi non dovevano essere utilizzati. Entrambi sono stati tra i protagonisti del successo dei nerazzurri contro i rossoneri. Le cantonate e le errate valutazioni sono all’ordine del giorno, capitano ai commentatori, ai dirigenti e ai presidenti delle società. Probabilmente in certi casi l’esperienza del mestiere può essere un valore aggiunto. Nel calcio tutti si sentono depositari della verità e quindi ritengono di essere in grado di fornire giudizi inappellabili sull’operato e sul reale valore dei giocatori. «E’ un brocco!!», poi magari capita che quel brocco sia ceduto per 40 milioni ad un club straniero o che un altro presunto brocco sia il match winner in un derby. Forse il calcio è bello anche per queste accanite discussioni. Comunque la medicina di ogni male è il risultato positivo capace di cancellare o mettere tacere e far passare sotto traccia qualsiasi critica che invece, in caso di sconfitta, è accentuata. I dibattiti dai toni forti fanno audience e consentono di vendere più copie dei quotidiani però spesso nelle esternazioni si oltrepassa il senso della misura.
Se soltanto al ritiro del Napoli a Dimaro sono stati accreditati 143 giornalisti vuol dire che nel variegato mondo del pallone c’è un seguito straordinario e grande attenzione. Come in tutte le categorie professionali evidentemente nell’affollato contesto c’è chi è più credibile e chi meno. Ognuno però è libero di esprimere i propri pareri che devono essere rispettati anche quando non sono condivisi.
Scritto da Tiziano Crudeli il 21/09/2015

