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Ecco Carlos Bacca, la storia del Peluca

Col Genoa solo 10 minuti

 

Alla scoperta di Carlos Arturo Bacca Ahaumada, attaccante colombiano del Milan soprannominato “El Peluca” (Il Parrucca) per i capelli molto lunghi che aveva da bambino, nato a Barranquilla l'8 settembre 1986. Giocare a calcio è sempre stato il suo pallino. D’altronde il papà Gilberto era un buon estremo difensore, mentre il fratello un attaccante promettente. Carlos è riuscito a conciliare lo studio col calcio almeno nelle elementari. In collegio, però, non tutto è filato liscio a volte scappava per giocare a pallone con gli amici. In ogni caso non ha mai mollato, per cui in un modo o nell’altro ha preso il diploma e si è iscritto alla Universidad Autonoma dove, fra l’altro, giocava per la squadra che militava nella Primera C. Nel 2005 il team calcistico universitario si scioglie. Carlos è costretto a ricominciare. Sbarca il lunario giocando a gettone nei vari tornei. Lo ingaggia il Transportes Amarillos, l’azienda dei bus gialli di Colombia. Carlos unisce l’utile al dilettevole: gioca e lavora prima come bigliettaio e poi come controllore sugli autobus. Dopo un provino viene ingaggiato dal Barranquilla FC. Già nella prima stagione è il capocannoniere della seconda divisione. Poi inizia a girovagare: approda nel Minerven, seconda divisione venezuelana, e tanto per cambiare anche si conferma bomber leader del campionato. Nel 2009 torna al Barranquilla a conferma dei notevoli progressi conseguiti. Lo Junior lo riporta all’ovile. Giusto il tempo di riambientarsi e il figliol prodigo al debutto infiamma la torcida, che inizialmente non lo aveva accolto con grande entusiasmo, con una doppietta. Nel Barranquilla dal 2009 al 2011 totalizza 107 presenze con 54 gol.

La svolta è arrivata nel 2004 quando ha conosciuto la sua futura moglie: Shayira Santiago, ingegnere civile. Manco a dirlo l’incontro galeotto è legato al calcio: Bacca nel weekend giocava nella squadra di proprietà degli zii di Shayira e i suoi cugini erano in campo con lui. Una love story col lieto fine: il matrimonio e due bambini, Carlos Daniel e Carla Valentina. Nel gennaio 2012 sbarca in Europa acquistato per 1,5 milioni dal Club Bruges. Nel 2011-12 e nel 2012-13 colleziona 54 presenze con 31 gol. Il 23 ottobre 2012 è premiato come miglior giocatore nel mese di settembre. Nel luglio 2013 passa al Siviglia per 7 milioni di euro. Vince l’Europa League battendo in finale dopo i calci di rigore il Benfica. L’anno successivo, nella seconda finalissima consecutiva di Europa League, contro il Dnipro mette a segno una doppietta con la quale i Rojiblancos si aggiudicano per 3-2 l’alloro continentale. Nel Siviglia ha realizzato 49 gol: 21 nella prima stagione (14 in campionato e 4 nella competizione europea) e 28 nella seconda (7 in Europa League e 20 in campionato). Il 2 luglio 2015 lo preleva il Milan per 30 milioni. Il primo gol con l’Empoli, poi la doppietta con il Palermo e uno nel Trofeo Tim contro l’Inter. Bacca è un centravanti veloce dotato di ottima tecnica, abile con entrambi i piedi. E’ bravo a dialogare con i compagni, fa movimento e si sacrifica anche in fase difensiva. Nei sedici metri è devastante: nel Siviglia ha segnato 45 gol in area e 1 da fuori. Il suo attuale score è 137 reti in 275 partite. Pure Luiz Adriano con la Shakhtar ha segnato 20 gol su 20 in area, Balotelli 36 gol in area e 10 da fuori. Tre bomber che finalizzano la manovra nel cuore dell’area di rigore. Contro l’Udinese Bacca, con Luiz Adriano in panchina, schierato come unica punta non ha effettuato nessun tiro in porta e neppure creato occasioni da gol. Suo partner in attacco Balotelli che dopo lo splendido gol su punizione mai ha tirato nello specchio della porta dell’Udinese e mai è entrato nell’area di rigore avversaria. Balo però ha toccato 68 palloni con 44 passaggi ed è stato utile nel far rifiatare la difesa rossonera. Dopo le tre reti nel primo tempo di cui due su palle inattive, nel secondo tempo il Milan non è riuscito a inquadrare la porta dei friulani. Carlos Bacca e Luiz Adriano, viste le loro caratteristiche, vanno riforniti con continuità e non isolati là davanti in attesa di qualche pallone giocabile.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 27/09/2015
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