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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

La Juventus non si adagia sugli allori

La Juventus fa incetta di giovani promettenti che poi dirotta in prestito o in comproprietà per farli maturare. I migliori ritornano all’ovile, magari esercitando il diritto di riscatto (vedi Zaza e Berardi). Berardi è di proprietà del Sassuolo ma c’è l’accordo economico per riportarlo in bianconero. Preso in considerazione anche il venticinquenne torinese Gianluca Lapadula del Pescara, capocannoniere della Serie B che ricorda il suo passato: «Ho giocato otto anni nelle giovanili bianconere ma non ero ancora pronto per entrare a far parte della rosa dei titolari, per cui sono stato costretto ad un lungo peregrinaggio iniziato a Rivoli, proseguito a Treviso, Vercelli, Ivrea, Parma, Atletico Roma, Ravenna, San Marino, Cesena, Frosinone, ND Gorica, Teramo, ancora Parma e Pescara». Sono 31 i giovani bianconeri in prestito. Le cessioni definitive di Gabbiadini e Immobile hanno procurato ricavi consistenti. A tal proposito il fatturato della Juventus (decimo in Europa) è di 323,9 milioni con un aumento di circa 50 milioni rispetto alla stagione precedente. Paul Pogba a parametro zero è il top di tutte le operazioni. Rugani, Dybala, Morata, Sturaro (la Juve ultimamente ha rifiutato un’offerta di 17 milioni dal Southampton), Lemina, Zaza e Coman in prestito biennale al Bayern Monaco, sono grandi colpi messi a segno alcuni dei quali con onerosi investimenti. Per i giovani che transitano nel vivaio la cabina di lancio è la Primavera di Fabio Grosso, del direttore sportivo Fabio Cherubini e del team manager Gianluca Pessotto. Il direttore organizzativo del vivaio è invece Stefano Braghin. Sempre in tema di particolari attenzioni rivolte ai giovani va segnalata l’istituzione a Vinovo del J-College, dove i ragazzini si allenano al centro Sportivo e possono conciliare gli studi con l’attività sportiva. Il J-College, riservato ai ragazzi del settore giovanile dalla categoria Giovanissimi Nazionali alla Primavera, è ora diventato un Liceo Sportivo nell’ambito del Liceo Scientifico. La Juve pensando al domani ha puntato su Rolando Mandragora, centrocampista mancino di Secondigliano classe 1997, 183 cm di altezza, buone geometrie, fisico e tecnica, titolare dell’Under 21 acquistato dal Genoa per 7 milioni più altri 7 di bonus diluiti in cinque anni, tuttora in forza al Pescara dove si è messo in grande evidenza tanto da essere ritenuto un vero e proprio talento, fra l’altro soffiato al PSG fortemente interessato a ingaggiarlo. Altra operazione il passaggio di Stefano Sensi, classe 1995 dal Cesena (18 partite in Serie B e una in Coppa Italia con 3 reti realizzate) al Sassuolo per 5 milioni con la regia dei bianconeri che si sono assicurati il diritto di prelazione. Il centrocampista abruzzese è un regista che gioca stabilmente e con un ottimo rendimento davanti ai due difensori centrali. Il regista basso è la novità tattica dei tempi moderni che ha il compito di difendere ma soprattutto di organizzatore del gioco e delle ripartenze. Un ruolo che per il quale, per essere assolto al meglio, sono indispensabili dinamismo, velocità, tecnica e rapidità di pensiero. La Juve, in collaborazione col Sassuolo, si è assicurata anche le prestazioni del terzino Rogerio, diciassettenne brasiliano dell’Internacional. Lo staff dirigenziale opera ad ampio raggio e ha prelevato dall’Avezzano il diciannovenne esterno d’attacco Alessio Di Massimo di proprietà del Sant’Omero, società di Promozione. Due anni fa era 10 chili sopra il peso forma, poi si è messo in riga. Di Massimo ha segnato 17 gol due anni fa in Promozione, 14 nel 2014-15 in Eccellenza con l’Alba Adriatica, 5 in questo inizio di stagione in Serie D. La Juventus è interessata a Federico Bonazzoli, classe 1997, attaccante della Samp con lunghi trascorsi nelle giovanili dell’Inter. Il club nerazzurro però si è riservato un diritto di riacquisto per 9 milioni. Difficile pensare che venga esercitato. In caso di cessione comunque all’Inter spetterebbe il 30% del prezzo concordato. La capillare organizzazione della Juve ovviamente fa capo a Marotta e Paratici, e lo scouting internazionale è affidato allo spagnolo Javier Ribalta, capo degli osservatori.

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  Scritto da Tiziano Crudeli il 28/01/2016
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