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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Il personaggio: Buscaglione, da mister Neu alla Strambinese

«Non mi sono mai illuso di arrivare, il calcio è un mondo bello quanto effimero. Spero di potermelo godere ancora per un po'!». E' così Claudio Buscaglione. Intatto l'entusiasmo che lo ha guidato dalla carriera di calciatore, chiusa a 18 anni per infortunio, a quella di allenatore e poi Dt. In mezzo, tante squadre, tante vittorie.

«Come calciatore mi sono formato nel Valle d'Aosta alla scuola di mister Neu, ungherese, del professor Galletto... Allora il calcio era disciplina. E quando nel '68, da Allievo, mi sono lesionato i legamenti sono passato in panchina, fra amici. Nel '71 sono poi sceso a Ivrea all'Olivetti, e ho preso giovanissimo il patentino di Terza Categoria a Coverciano; dopo un breve tirocinio sugli Allievi, ho sempre allenato prime squadre: a partire dalla famosa Terza Categoria che allora era una cosa seria (moltiplicare le categorie è solo un modo per fare cassa e abbassare il livello tecnico, ma tant'è), per poi approdare in Eccellenza e Promozione: 12 campionati vinti, mai una retrocessione. Spero di non dimenticarne nessuna per non fare insulto a me stesso: Bellavista Ivrea, Azeglio, San Giorgio Aosta, Montanaro, Vallorco, Caluso, Strambino e Rivara, dove ho chiuso la carriera nove anni fa: avevo già detto che me ne sarei andato, finì che vincemmo ottenendo la promozione e sembrò strano. Ma era stressante. Fino all'anno prima ero anche presidente degli allenatori AIA del Canavese, ruolo che lasciai per divergenze con un certo tipo di gestione...». Ma non è al relax che Buscaglione stava pensando. «Sono ripartito come direttore tecnico delle giovanili. Il mio motto è sempre stato "non siamo professionisti ma vogliamo essere professionali". E "per avere un grande settore giovanile bisogna avere istruttori e strutture". Su questo punto, per dare a genitori e ragazzi il massimo».

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  Scritto da redazione_piemonte il 09/07/2015
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