L'arbitro cerca la rissa? No, tutela l'incolumità
Il calcio si sa è forse la materia più opinabile e discrezionale che esista in sede di valutazioni e non solo. Per capirlo basta leggere le motivazioni del ricorso respinto alla Virtus Mondovì, categoria Juniores Regionale, per la gara contro il Revello, gara data persa alla Virtus. L'arbitro aveva fischiato la fine dopo che, accortosi che con i giocatori che voleva espellere della Virtus, la stessa non avrebbe più avuto il 'numero legale', pensando che tale doppio rosso avrebbe scatenato le 'ire' della Virtus mettendo a rischio la propria incolumità. La Virtus però, aveva presentato ricorso chiedendo «…la ripetizione della gara e l’annullamento della sanzione in base ad una diversa ricostruzione dei fatti rispetto a quanto risultante dal referto arbitrale». In particolare la Virtus denunciava che il direttore di gara «avrebbe aperto il cancello del terreno di gioco, chiuso, per recarsi ad affrontare un tifoso che lo contestava; a sostegno di tale ipotesi allegava una serie di dichiarazioni rilasciate da soggetti che avrebbero assistito ai fatti». E qui nasce 'l'equivoco' e la differenza di vedute… Nelle motivazioni infatti viene scritto che il supplemento di rapporto riporta in modo inequivoco che l’arbitro, al 39' del secondo tempo, decretava la ripetizione di un calcio di rigore in favore del Revello per una irregolarità nella sua esecuzione; a quel punto veniva circondato da alcuni giocatori della Virtus che lo minacciavano ed impedivano la ripresa del gioco. Il direttore di gara riteneva di dover espellere altri due giocatori della Virtus; tuttavia, tenuto conto del fatto che erano già state in precedenza comminate tre espulsioni e che la Virtus si sarebbe trovata con un numero di giocatori insufficiente per proseguire la gara, temendo per la propria incolumità, si asteneva dall’espellere e decretava la fine anticipata della gara. La sentenza finale: la mancata formale espulsione dei giocatori De Carolis e Scaringi, è del tutto legittima. Il reclamo dunque viene respinto con osservazione finale della Commissione Disciplinare: «…appare francamente poco credibile che il cancello di accesso al terreno di gioco sia stato aperto dal direttore di gara per recarsi a discutere con un tifoso».
Scritto da redazione_piemonte il 10/11/2015

