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Lnd, liberalizzato il primo tesseramento stranieri

Un Consiglio Federale datato 19 luglio (in Italia) non può non portare con sè (nel bene e nel male) novità sostanziali. Nel caso della Lega Nazionale Dilettanti, del suo presidente Carlo Tavecchio ma soprattutto per l'intero movimento calcistico dilettantistico italiano, quello del 19 luglio 2013, potrà essere invece, storico. Sì perchè negli argomenti all'ordine del giorno, ce n'era soprattutto uno, il tesseramento degli stranieri con modifiche, atteso non soltanto dalle migliaia di società che compongono il tessuto social-sportivo del paese, ma soprattutto da migliaia di ragazzi che, pur essendo nati in Italia, frequentando la scuola ecc... ma non essendo "cittadini italiani", non potevano avere la soddisfazione di poter giocare una partita vera, con le maglie dei propri compagni di fatica, segnando un gol da raccontare agli amici o parando un rigore decisivo che rimarrà nel cuore. Tutto in nome di "normative" non proprie o propriamente "calcistiche" ma che (anche) l'ambito sportivo hanno coinvolto in questi anni. Bene, tutto ciò, non esisterà più. Il Consiglio Federale infatti, ha dato il definitivo ok alla richiesta di modifica della Lnd dell'articolo 40 quater relativo al tesseramento stranieri per le società dilettantistiche. «Un atto di equità» ha sottolineato il presidente Carlo Tavecchio, salutando "la conquista" (sollecitata da tempo proprio dalle società di base). «Un passo decisivo per rimediare ad una disparità di trattamento intollerabile». E se i dettagli saranno noti attraverso i prossimi comunicati ufficiali, la sintesi della svolta epocale sta nel fatto che, per la richiesta di primo tesseramento, chi ha residenza in Italia e o un lavoro con permesso di soggiorno senza limitazioni, anche se non è provvisto di cittadinanza italiana, potrà essere tesserato senza problematiche così come avviene per qualsiasi italiano. Discorso diverso invece la richiesta di tesseramento per chi invece è già stato tesserato per federazione straniera: in quel caso nulla cambia e cambierà. Ma intanto, mentre la politica si insulta, i Dilettanti danno un calcio ai falsi moralismi e una pacca sulle spalle al diritto. Individuale e di gruppo: perchè il calcio (come lo sport tutto) è vera festa solo se la puoi condividere! Nella stessa seduta del Consiglio poi, deliberate altre modifiche su proposta Lnd. Allargate le maglie dei limiti d'età nel femminile: le 14enni potranno disputare campionati di categorie inferiori oppure essere aggregate in prima squadra ma solo con certificato medico di idoneità (art. 34). Aumentata poi da 50 Euro a 100 Euro, la tassa da pagare (se eventualmente respinto) per ogni esposto in merito ad Accordi Economici non rispettati (art. 25 bis con la finalità di "scoraggiare" chi non abbia reale fondamento dal fare esposto per vertenza economica). Ed infine, un aspetto che ai più potrebbe apparire marginale, ma per alcune realtà (vedi Lombardia) non è e non sarà tale: l'art. 31 relativo ai Campi di gioco, la cui modifica prevede che possano diventare "responsabili territoriali" (omologazioni e non solo) anche i periti agrari e non solo più ingegneri e geologi, rendendo più semplice il "reclutamento" dove al momento invece si fa fatica a rispondere alle esigenze fisiologiche e strutturali.

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  Scritto da redazione_piemonte il 24/07/2013
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