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Intervista / Matteo Caccia di Radio 24 e la sua vita da terzino

Prima di "andare in onda" scendeva in campo con la Romentinese

Voi Siete Qui, da due stagioni, è uno dei programmi radiofonici di maggiore successo in Ialia e va in onda, dal lunedì al venerdì alle 16, su Radio24. Un programma che gli addetti ai lavori definirebbero di 'storytelling collettivo'; in parole meno accademiche: sono gli ascoltatori che realizzano la trasmissione, inviando un racconto di un episodio realmente accaduto nella loro vita; su quell'episodio, con buona musica e tanti spunti letterari, viene poi costruita quotidianamente una puntata. Obiettivo: conoscere le persone dietro le loro storie e dietro queste ri-conoscere anche un po' di se stessi. In questo gioco di specchi, in un piovoso lunedì mattina di novembre, siamo riusciti a catturare il conduttore di questa trasmissione, Matteo Caccia. Perché Caccia è stato uno di noi: classe ’75, per dieci anni, dagli Esordienti alla Juniores, ha giocato nella Romentinese, squadra del suo paese natale in provincia di Novara. I suoi ricordi, condivisi in una lunga e piacevole chiacchierata, hanno composto ovviamente una storia.

Il calcio può aiutare anche a capire qualcosa in più di se stessi. Caccia sembra esserne fermamente convinto: «Ho iniziato quando frequentavo la terza elementare ed era naturale cominciare nella squadra del proprio paese. Del primo giorno ho un ricordo nitido e credo che racconti molto di me e del bambino timido che ero: io volevo fare l'attaccante, ma quando mi chiesero che ruolo avessi voluto fare, per non essere presuntuoso, ho risposto che volevo giocare in difesa! Una risposta che ora definirei da psicoanalisi: non è normale che un bambino a quell'età si faccia un problema di 'presunzione'...». Una timidezza forse ben spiegata anche dal solo cartellino giallo preso in tutta la sua carriera da terzino: «Sì, ho preso solo un giallo in tutta la mia carriera. Ma quella ammonizione la ricordo molto bene: avevo talmente trattenuto forte l'attaccante che mi era scappato via che mi è rimasto in mano il suo numero di maglia...». La timidezza poi con gli anni si è sciolta e il raggio d'azione in campo di conseguenza si è anche alzato: «Con gli anni ho preso poi sempre più confidenza e infatti da terzino destro sono passato a giocare in mezzo al campo, prendendomi qualche responsabilità. Giocavo un po' 'alla Cambiasso'...». Caccia, abbonato interista, ride. E il sorriso scappa anche quando gli viene in mente un altro episodio della sua vita da calciatore: «Quando giocavo pativo tantissimo gli sguardi del pubblico, una sensazione ancora più strana per uno che poi ha fatto teatro e che ora parla quotidianamente alla radio. Ecco – continua Caccia - una volta, quando non sapevo ancora calciare bene, ho dovuto battere una punizione a ridosso della tribunetta e, una volta battuto, ho sentito chiaramente uno che che commentava: 'Te lo avevo detto che calciava di punta...”. Ecco in quel momento mi sarei sotterrato per la vergogna...». La diga dei ricordi è ormai travolta: «Avevo un allenatore, si chiamava Poirè, che diceva che nel calcio le cose da saper fare erano essenzialmente tre: stoppare la palla, alzare la testa e passare la palla. E poi ricordo ancora le tante partite che Salvatore Alongi e Paolo Zanin ci hanno fatto vincere: bastava passargli la palla, poi ci pensavano loro...». Ancora due gli episodi che Caccia ricorda con gusto: «Una volta avevo ricevuto l'ordine di marcare l'undici avversario a uomo; ho preso talmente alla lettera l'ordine del tecnico che quell'undici l'ho marcato stretto anche quando si è chinato ad allacciarsi le scarpe...». Caccia ha poi un ultimo aneddoto divertente: «Ricordo una gara contro lo Sparta Novara in casa da loro; c'era un unico spogliatoio e ci siamo cambiati insieme ai nostri avversari; il nostro allenatore, mentre tutti finivano di vestirsi, ci faceva vedere in faccia chiaramente chi dovevamo marcare». E in faccia dovreste vedere il piacere di Caccia nel ricordare quella vita da calciatore di provincia...

Giovanni Teolis

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  Scritto da Giovanni Teolis il 11/11/2013
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