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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Altri Mondi...ali / Il tango di Kempes. Fiesta Argentina

Nel 1978 i mondiali si giocano in Argentina, sono i tempi del regime militare che decide di fare le cose in grande nonostante la condizione disastrosa del paese. L’Argentina vuole esportare l’immagine di una nazione progredita, peccato che accanto allo stadio del River funzioni il centro di tortura per i dissidenti. Va in archivio come una delle edizioni più belle nonostante l’ambigua formula del doppio girone e il rigido inverno argentino. Beckenbauer e Cruyff non ci sono più, stelle che tramontano e stelle che spuntano, da Platini a Zico, da Rossi a Cabrini, da Rummenigge a Boniek. Ci sarebbe anche un ragazzo di diciassette anni, sta incantando il paese ma per il c.t argentino Menotti è troppo presto e che ci sia bisogno di uomini temprati lo si capisce sin dalle prime velenose gare. Per noi inizia un periodo estremamente esaltante, dopo due partite siamo qualificati ed esprimiamo il gioco migliore, alla terza sfrattiamo l’Argentina da Buenos Aires con una micidiale combinazione Rossi-Bettega. Ma cosa succede negli altri gironi? A Cordoba, i messicani entrano in campo con la bandiera argentina, una mossa patetica, la Germania fa una scorpacciata e si qualifica insieme alla Polonia con un Boniek in più nel motore. A Mar del Plata il Brasile è una delusione e passa per il rotto della cuffia mentre in quel di Mendoza l’Olanda non entusiasma a differenza del Perù dell’eterno Cubillas. Il secondo gruppo vede l’Italia confermarsi, per la finale ce la vediamo con gli olandesi e dopo un brillante avvio, Brandts pareggia da distanza siderale e Haan lo imita mettendo a nudo le diottrie di Zoff. A Rosario, Argentina e Brasile lievitano con Kempes e Dirceu. Per l’ultimo turno i gauchos hanno ottenuto di poter giocare conoscendo il risultato del Brasile e si regolano di conseguenza. Una partita o una farsa? Quiroga portiere argentino naturalizzato sembra poco peruviano e molto argentino. Il 6-0 qualifica la seleccion. Nella finalina il tiro di Dirceu, artista dal tiro di pietra, brucia troppo per Zoff. Il 25 giugno, i gauchos, maestri di pretattica si fanno attendere. La partita è violenta, intensa e brutale. Gli olandesi ripudiano il calcio totale e ne praticano uno più diretto ma Kempes fa il vuoto e va in gol di prepotenza. L’Olanda pareggia ma le sue ambizioni si fermano contro un palo. Nei supplementari Kempes con due percussioni devastanti firma il raddoppio e origina il terzo gol. Il viaggio da Buenos Aires a Rosario e ritorno è giunto alla meta.

Gianluca Ursomarzo

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  Scritto da redazione_piemonte il 19/02/2014
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